venerdì 23 giugno 2017

Stefano Rodotà è morto oggi – 23 giugno 2017 – a Roma



Il giurista e politico Stefano Rodotà è morto oggi – 23 giugno 2017 – a Roma: aveva 84 anni. Calabrese, originario di un famiglia albanese della comunità arbëreshë del Cosentino, dove era nato il 30 maggio del 1933, è stato professore universitario, ex parlamentare, primo Garante per la protezione dei dati personali. Venne eletto deputato per la prima volta nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano. Nel 1989 è nominato Ministro della Giustizia nel governo ombra creato dal Pci di Achille Occhetto e successivamente, dopo il XX Congresso del partito comunista e la svolta della Bolognina, aderisce al Partito Democratico della Sinistra, del quale sarà il primo presidente del Consiglio nazionale, carica che ricoprirà fino al 1992. Nell’aprile dello stesso anno torna alla Camera dei deputati tra le file del Pds, viene eletto vicepresidente di Montecitorio e fa parte della nuova Commissione Bicamerale. Presidente del Garante per la protezione dei dati personali tra il 1997 e 2005, nel 2013 ha sfiorato il Colle: era il candidato presidente della Repubblica del Movimento 5 Stelle, appena entrato per la prima volta in Parlamento. Al Quirinale fu votato anche dai parlamentari di Sinistra ecologia e libertà – e da qualche deputato del Pd – ma venne sconfitto da Giorgio Napolitano, eletto per la seconda volta.

Entro fine luglio decreto del Miur: 24 crediti per partecipare al concorso 2018



Riproponiamo il comunicato stampa delMiur: In arrivo il decreto con le modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari necessari alle laureate e ai laureati non abilitati per poter partecipare al prossimo concorso per l’ingresso nella scuola secondaria previsto da uno dei decreti attuativi della Buona Scuola. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sentiti anche gli Organi consultivi di competenza, sta ultimando la stesura del provvedimento che sarà emanato entro la fine del mese di luglio. Nel frattempo, nell’esclusivo interesse delle potenziali candidate e dei potenziali candidati, e per evitare affidamenti mal riposti o ingiustificati, si ritiene indispensabile sottolineare che i corsi attualmente pubblicizzati da diverse istituzioni, formative e non, sono promossi in totale mancanza dell’atto ministeriale che determinerà le inderogabili condizioni per il conseguimento e il riconoscimento dei crediti necessari quale requisito di accesso alle prossime procedure concorsuali. Il decreto legislativo 59 del 2017, all’art. 5, prevede infatti che soltanto con decreto del Miur saranno “individuati i settori scientifico-disciplinari all’interno dei quali sono acquisiti i 24 CFU/CFA […] e gli obiettivi formativi, le modalità organizzative del conseguimento dei crediti in forma extra-curricolare e gli eventuali costi a carico degli interessati, nonché gli effetti sulla durata del corso per gli studenti che eventualmente debbano conseguire detti crediti in forma aggiuntiva rispetto al piano di studi curricolare”.


Non sempre statistiche alla mano le scuole del F.V.G. sono migliori di quelle meridionali

Giuseppe Sibau, consigliere regionale di Autonomia Responsabile, nell’annunciare un’interrogazione alla giunta Serracchiani per riproporre il tema delle graduatorie regionali per gli insegnanti, dice: “Non è una crociata contro gli insegnanti meridionali ma una doverosa riflessione guidata dalla volontà di fare giustizia. In Friuli Venezia Giulia abbiamo un corpo docenti di livello eccellente. Non c’è alcun bisogno di andare a pescare insegnanti dal Sud, dove, statistiche alla mano, l’offerta qualitativa è sensibilmente più bassa». Tutta questa sicurezza nel delegittimare i livelli qualitativi delle scuole del nord. Per la precisione, voglio sfatare queste affermazioni di superiorità del sistema scolastico del Friuli Venezia Giulia nei confronti di quello meridionale, ricordando un articolo del 2013 pubblicato sul sito web Il Friuli.it  in cui si scrive: “ Cinque persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza di Pordenone nell'ambito di un'operazione contro il rilascio di diplomi facili in scuole paritarie della provincia, tra cui gli istituti 'Parini' e 'Alfieri'. In manette è finito l'ex patron delle due scuole e attuale segretario nazionale di 'Alba Dorata Europa', già proprietario, alcuni anni fa, del Pordenone calcio. Provvedimento restrittivo, ma ai domiciliari, anche per il direttore delle due scuole.In carcere anche altre tre persone nell'ambito di un' operazione che alcuni mesi fa aveva portato all'emissione di una ventina di avvisi di garanzia, anche nei confronti di alcuni docenti. Al vaglio delle Fiamme Gialle e della Procura di Pordenone anche la spendibilità dei diplomi ottenuti dagli studenti delle due scuole paritarie sotto inchiesta “. Ai lettori il commento.



Aldo Domenico Ficara



LIP. La scuola nella Costituzione!

di Gianfranco Scialpi


Qui è possibile leggere la nuova versione della Legge di Iniziativa Popolare ( marzo ’17).
A mio parere la proposta rappresenta una vera discontinuità, rispetto al pensiero dominante. Questo ha decretato la supremazia del finanzcapitalismo ( l. Gallino)  su tutte le altre dimensioni  del vivere umano.  Aristotele aveva definito questo dominio con il termine “crematistica”,rispetto all’economia riferita alla dimensione domestica e comunitaria.
La LIP si pone l’obiettivo di far rientrare il sistema formativo nell’alveo costituzionale.  I suoi riferimenti  sono gli articoli 3 (secondo comma), 33 e  34.  Da qui la nuova attribuzione di  cittadinanza,  dignità antropologica e culturale   alla prospettiva, come elemento costitutivo dell’esser-ci della scuola nella società liquida o postmoderna. E questo  andare oltre il presenzialismo ha i connotati definiti dalla nostra Carta fondamentale, declinati  nella  formazione dell’uomo e del cittadino, prima che del lavoratore ( l’art. 1 della LIP utilizza l’avverbio “anche”) . Quindi un sapere svincolato dall’ utilitarismo imperante, dove tutto è pesato e assume senso  in rapporto ai crismi dell’economicismo.
Il merito della LIP risiede nelle sue proposte che si contrappongono alle recenti disposizioni legislative e che  la “Buona Scuola” non ha avuto il coraggio di abolire. Mi riferisco, alla ri-costituzionalizzazione delle classi riportate ai valori numerici  prossimi o uguali a quelli  indicati dalla “gloriosa e storica” L.517/77, superando di fatto l’aberrante soluzione antipedagogica delle classi pollaio e superpollaio. Si legge infatti, rispettivamente nell’art. 9, 12 e 13 : ” Ogni istituto scolastico definisce il numero di classi in modo che in ciascuna di esse il numero degli alunni e delle alunne non sia superiore a 22″, ” Nelle aree a forte disagio socio-ambientale il numero di alunni/e per classe non deve essere superiore a 20″, “Per assicurare la massima efficacia al processo di inclusione scolastica, le classi che accolgono un alunno/a con disabilità sono costituite con due alunni/e in meno rispetto a quanto disposto dal precedente articolo 9 comma 1.”
Potrei continuare, ma tutta la proposta ( si leggono espressioni “Diritto all’istruzione”, “Lotta alla dispersione scolastica”,”Valorizzazione delle diversità” ) si caratterizza per l’attenzione ad ogni ragazzo, bambino, traducendo in procedure e soluzioni organizzative il principio dell’inclusività, tanto persguito da D. Milani
Concludo, evidenziando la richiesta avanzata  di un impegno finanziario dello Stato pari al 6% del Pil ( media europea). , superiore a quello attuale ( intorno al 3,9%, ma destinato a diminuire secondo il “finanzcapitalismo” fino al 2030-2035). Quindi siamo di fronte ad un ulteriore elemento di discontinuità,  rispetto alla posizione dominante  che considera il sistema formativo un “bancomat”, o una “spesa che non possiamo permetterci” ( ho parafrasato una dichiarazione di G. Tremonti che nel 2009, “annus horribilis per la scuola,  era ministro dell’Economia).  E tutto questo non mi sembra poco!

Musei della scuola: dal 2006 boom di nascite

In genertale la missione dei Musei della scuola, funzionanti su tutto il territorio nazionale, è quello di tutelare le numerose collezioni di materiali scolastici, i manuali e i libri di testo, sussidi scolastici dell’Ottocento e del Novecento. Inoltre effettuare ricerche, esporre, comunicare le collezioni al fine di renderle fruibili, aperte al pubblico, comprensibili e al servizio della scuola, della comunità e del suo sviluppo. Visitare questi Musei significa fare un viaggio nella scuola del passato attraverso l’esposizione di cartelle, oggetti di cancelleria, libri, quaderni e tanto altro.  In alcuni casi è possibile entrare in una vera aula scolastica ( aule museo ). Da uno studio statistico dal titolo “ Numeri e istogrammi dei musei della scuola ubicati  in Italia “, tratto da un’ analisi dei dati di un censimento dei musei della scuola svolto dal centro di documentazione e ricerca sulla storia del libro scolastico e della letteratura per l’infanzia dell'Università degli studi di Macerata, si evince che dal 2006 c’è stato un boom delle nascite di musei della scuola. Nello studio è stato considerato un intervallo di tempo di 57 anni dal 1960 al 2017, suddiviso in 4 parti:

·        prima parte dal 1960 al 1975;
·        seconda parte dal 1976 al 1990;
·        terza parte dal 1991 al 2005;
·        quarta parte dal 2006 al 2017.


Da questi 4  intervalli di tempo deriva un istogramma che fissa il dato del boom di nascite dei musei della scuola nella quarta parte dal 2006 al 2017. Di seguito si riporta l’istogramma descritto:


Come si può notare,  l’andamento dell’istogramma  rappresenta una funzione  crescente, che parte  dal primo intervallo di tempo, per arrivare all’ultimo. Una funzione matematica che fa ipotizzare,  in una sorta di proiezione nel  futuro ( dal 2021 al 2035 ) ad un notevole incremento  numerico dei musei della scuola italiani. 


Aldo Domenico Ficara

giovedì 22 giugno 2017

Maturità 2017: i 3 errori del MIUR


Riportiamo i 3 errori del MIUR commessi in questi primi giorni della tornata degli esami di stato:

1.     “Traccie “ al posto di Tracce. A poche ore dall’inizio degli esami di maturità qualcuno ha scritto “traccie” anziché “tracce”. Una “i” di troppo sul sito del ministero dell’Istruzione , proprio nella pagina dedicata alla prima prova degli esami di Stato.
2.     Nella prova scritta dell'indirizzo alberghiero-enogastronomico, il singolare di batteri è diventato "battere", anziché batterio. Dice il testo della prova: "Il candidato spieghi un comportamento non corretto che può causare la contaminazione batterica di un alimento e un altro comportamento che può favorire la riproduzione  di un battere".
3.     Nella prova per le discipline grafiche l'errore si fonda sulla confusione  tra l'acronimo ISBN delle copertine dei libri con il codice IBAN bancario.

Storie di ordinaria distrazione o altro ?



Aldo Domenico Ficara

Maria Chiara Carrozza: grata al Miur per la scelta delle tracce su robotica e lavoro



Maria Chiara Carrozza ex Ministro dell'Istruzione, parlamentare e docente di biorobotica alla Scuola Superiore Sant'Anna di  Pisa, commenta le due tracce della prova scritta di italiano della maturità 2017 su Nuove tecnologie e  lavoro e Robotica e futuro tra istruzione. L’ex Ministro del’istruzione dice: “  Il tema sui robot e mondo del lavoro è  estremamente importante in questa fase: le nuove tecnologie  modificheranno il lavoro, bisogna prepararsi al cambiamento attraverso la formazione, ed è giusto far riflettere i giovani su queste problematiche. Sono grata al Miur e al ministro Fedeli per la scelta di queste tracce, che fanno riflettere i giovani sull'impatto che robot e tecnologie hanno sul mondo del lavoro e del ruolo dell'istruzione''. E' importante  parlare di robotica e mondo del lavoro ma, anche del ruolo dell'istruzione''. La Prof.ssa Carrozza conclude: “In genere si parla sempre dei robot che cancelleranno posti di lavoro, le nuove tecnologie  lo modificheranno ed è importante la formazione per prepararsi a questi  cambiamenti''.




Aldo Domenico Ficara

L’età media degli insegnanti italiani si sposta sempre più oltre i 50 anni



“ Gli insegnanti di ruolo con meno di 34 anni sono appena il 2,5% dei docenti ordinari: 18.482 su 729.997. I docenti con più di 54 anni: sono il 40%, 291.808, quelli tra i 35 e i 44 anni sono il 20,5%, quasi il 37%, invece, ha tra i 45 e i 54 anni. Il 77% degli insegnanti italiani, insomma, è ultra 45enne. E l’età media si sposta sempre più oltre i 50 “. Questo è quanto scrive Orizzonte Scuola sull’età anagrafica degli insegnanti italiani.  Per la precisione, come scrive Eurostat,  nel suo rapporto che da conto dell’età del corpo insegnante a livello europeo con dati aggiornati al 2014, nella scuola primaria italiana il 52,7% delle maestre (a livello europeo le donne rappresentano l’84% del corpo docente) ha più di 50 anni. Questo significa che in media un’insegnante su due ha mezzo secolo in più dei propri studenti. Se si guarda alle secondarie di primo grado la percentuale sale al 54,3%. Mentre in quelle di secondo grado si sale addirittura al 59,6%.



Aldo Domenico Ficara


mercoledì 21 giugno 2017

Iniziativa “ Ragazzi e ragazze: ready for your future ? “ per affrontare le sfide del mondo del lavoro


L'iniziativa “ Ragazzi e ragazze: ready for your future ? “ è promossa da Fondazione Filarete, Università degli Studi di Milano, Women&Tech - Associazione Donne e Tecnologie e Camera di Commercio di Milano. Un evento, che si svolgerà il 28 giugno 2017 presso la Fondazione Filarete,  dove i neo laureati avranno la possibilità di ascoltare argomenti su come sviluppare le tue abilità di critical thinking e di intelligenza emotiva per presentarsi al meglio ai colloqui di selezione e per affrontare con serenità e resilienza le sfide di un mondo del lavoro in continua evoluzione. Di seguito il programma dell’iniziativa:

PROGRAMMA
Ore 14.00: Benvenuto e introduzione ai lavori:
·        Maria Pia Abbracchio, Presidente, Fondazione Filarete
·        Marina Brambilla, Delegata del Rettore per le Politiche di Orientamento, Accoglienza e Placement, Università degli Studi di Milano
·        Barbara Rosina, Direttore COSP - Centro per l'Orientamento allo Studio e alle Professioni, Università degli Studi di Milano

Ore 14.15: La geografia dei nuovi lavori:
·        Camilla Gaiaschi, Ricercatrice, Università degli Studi di Milano

Ore 14.35: Intelligenza emotiva, ricerca del lavoro e resilienza:
·        Gian Maria Bianchi, Fondatore di OPENHS e Docente presso Università Liuc, Castellanza

Ore 15.05: Ecco come ti seleziono:
·        Beata Brozek, APIS Global Talent Partner Srl Milano
·        Marco Nicolini, HR Talent Management, Bayer

Ore 15.35: Coffee Break e raccolta delle domande dei partecipanti

Ore 16.05-16.35: Testimonianze:
·        Anna Colucci, Consulente nell'area global sustainability services, KPMG
·        Teodora Fantigrossi, HEC Paris / Ecole Polytechnique Paris

Ore 16.35: A voi le domande. Rispondono:
·        Maria Pia Abbracchio, Presidente Fondazione Filarete
·        Gian Maria Bianchi, Fondatore di OPENHS e Docente presso Università Liuc, Castellanza
·        Beata Brozek, APIS Global Talent Partner Srl Milano
·        Marina Brambilla, Delegata del Rettore per le Politiche di Orientamento, Accoglienza e Placement, Università degli Studi di Milano
·        Daniela Falcinelli, Ricercatrice, Centro GENDERS, Università degli Studi di Milano
·        Camilla Gaiaschi, Ricercatrice, Centro GENDERS, Università degli Studi di Milano
·        Maria Letizia Giorgetti, Professore di Economia, Università degli Studi di Milano
·        Gianna Martinengo, Presidente Didael KTS e Fondatrice dell’Associazione Donne e Tecnologie
·        Francesca Nava, Segretario Generale, Fondazione Filarete
·        Barbara Rosina, Direttore COSP - Centro per l'Orientamento allo Studio e alle Professioni, Università degli Studi di Milano
·        Federica Villa, Presidente Comitato Imprenditoria Femminile, Camera di Commercio di Milano

Ore 17.30-17.45 Conclusioni e fine dei lavori
·        Giuseppe De Luca, Prorettore alla Didattica, Università degli Studi di Milano


Aldo Domenico Ficara

Saggio breve socio-economico Maturità 2017: robotica e nuove tecnologie nel mondo del lavoro

Partono gli esami di stato 2017 con la prima prova, quella di italiano.  Le tracce dei temi sono: la Lirica "versicoli quasi ecologici" (1972, tratta dalla raccolta Res Amissa) il testo di Giorgio Caproni sul quale dovranno cimentarsi i maturandi per l'analisi. Idillio e minaccia nei confronti della natura per il saggio breve in ambito artistico-letterario. Poi, per il saggio breve socio-economico, la robotica e nuove tecnologie nel mondo del lavoro, da uno dei testi di Enrico Marro, articolo da IlSole24Ore. Disastri e ricostruzione per il saggio storico-politico. Ricapitolando:

1.     Lirica "versicoli quasi ecologici"
2.     Idillio e minaccia nei confronti della natura
3.     robotica e nuove tecnologie nel mondo del lavoro
4.     Disastri e ricostruzione



Aldo Domenico Ficara