martedì 17 ottobre 2017

Il grembiule a scuola è un capo democratico o retrogrado?




In un articolo pubblicato sulle pagine del quotidiano Il Giornale, riguardante l’uso del grembiule a scuola, si scrive: “ I pediatri votano grembiule. Tre su quattro sostengono infatti che questo capo aiuterebbe a interrompere la circolazione di virus e infezioni da scuola a casa. «Il 76,5 per cento dei pediatri - spiega Italo Farnetani, ordinario di pediatria alla Libera Università Ludes di Malta, citando i risultati di un'indagine di qualche tempo fa - promuove il grembiulino proprio perché utile a interrompere il contagio: al ritorno da materna o asilo si mette nel cesto del bucato e i patogeni che aveva raccolto vengono lavati via. Le mani e gli abiti possono essere infatti un veicolo di trasporto degli agenti infettivi, dal virus del mal di gola a quello dell'influenza, fino ai patogeni gastrointestinali» “. Pertanto alla domanda: Il grembiule a scuola è un capo democratico o retrogrado? Si dovrebbe rispondere così: Il grembiule a scuola è un capo igienico.


Aldo Domenico Ficara

Scuola: i 2 casi del rilascio della certificazione per malattia




Per i dipendenti statali ( insegnanti compresi ) il rilascio della certificazione per malattia ha una procedura diversa a seconda che la malattia sia di durata pari o inferiore a 10 giorni. Approfondiamo i 2 casi:

·        Primo caso: Malattia inferiore a 10 giorni – il lavoratore può rivolgersi anche ad un medico curante non appartenente al Servizio Sanitario Nazionale, o non convenzionato con esso;
·        Secondo caso: Malattia superiore ai 10 giorni – il lavoratore deve rivolgersi esclusivamente al medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, per il rilascio della certificazione per malattia.

In ognuno di questi due casi il medico curante è obbligato ad inviare la certificazione medica all’Inps utilizzando la modalità telematica, secondo le specifiche rilasciate dall’istituto.


Aldo Domenico Ficara

lunedì 16 ottobre 2017

Permessi per il diritto allo studio (150 ore )




La domanda  riguardante  i permessi per il diritto allo studio (150 ore) può essere presentata da tutto il personale della scuola sia di ruolo che supplente. I permessi, se accordati, saranno fruibili nell'anno solare per un massimo di 150 ore (anche frazionabili tra più aspiranti). Per i supplenti i permessi sono proporzionali alla durata dell'incarico. Il numero di permessi accordabili non può superare il 3% dell’organico (DPR 395/1988). Le modalità di fruizione [ripartizione delle quote orarie destinate alla frequenza, esami, incontri con i docenti ecc. (con certificazione) ed eventualmente libere (per studio)] e le priorità nell’accoglimento delle domande sono regolate da contratti integrativi regionali che potrebbero anche prevedere una scadenza diversa da quella solita del 15 novembre.

Consiglio di classe: meglio fare il coordinatore o il segretario ?




Il coordinatore del consiglio di classe
Il coordinatore di classe, a differenza del segretario del CdC, non è previsto da nessuna norma. La funzione di "coordinare il consiglio di classe" è propria del dirigente scolastico. Coordinare un CdC è quindi una forma di delega delle competenze proprie del DS che può essere appunto da lui conferita a uno dei docenti del CdC. Tale delega è di solito valida per l’intero anno scolastico. La figura del coordinatore di classe è ormai largamente entrata nella prassi, in quanto corrispondente all’esigenza di una migliore funzionalità didattica e, per quanto non normata e quindi atipica, è ritenuta dai DS (ma non solo) ormai indispensabile. I compiti del coordinatore di classe non sono "fissi" proprio perché non previsti dall’ordinamento, e per questo possono cambiare a seconda della scuola in cui si viene nominati a svolgere tale funzione.
Il segretario del consiglio di classe
Il segretario del CdC è una figura istituzionalmente prevista dalla norma (art. 5 c. 5 del D.Lgs. n. 297/1994) ed essenziale ai fini della validità delle sedute del CdC. È designato dal DS di volta in volta in occasione delle singole riunioni, oppure l’incarico può essere attribuito per l’intero anno scolastico. È dunque una figura "obbligatoria" perché la verbalizzazione della seduta è attività indispensabile (documenta e descrive l’iter attraverso il quale si è formata la volontà del consiglio) e la deve svolgere un docente facente parte del CdC, individuato dal DS. Il docente individuato, a meno di motivate eccezioni, non è legittimato ad astenersi dal compito (la verbalizzazione è un momento costitutivo del consiglio stesso).

In questi giorni si riuniscono i consigli di classe e molti insegnanti si pongono la domanda se sia più utile impegnarsi nell’organo collegiale come coordinatore o segretario.


Aldo Domenico Ficara

La responsabile di plesso fa una nota alla docente che senza classe si allontana dalla scuola prima della fine dell’ora




In un sito web che si occupa di scuola si riporta il caso di una docente che alle ore 12 si era presentata nella sua classe per fare la quinta ora di lezione. Arrivata in classe, constatata l’assenza di tutti gli alunni, non essendo stata impegnata in attività di supplenza in altra classe, alle ore 12,25 prende la decisione di uscire da scuola in quanto era terminata la sua attività di insegnamento. Ebbene la responsabile del plesso, facente parte dello staff di direzione della Ds dell’Istituto di Istruzione Superiore in cui è accaduto il fatto, non appena ha appurato che la docente si era allontanata da scuola, ha preso il registro di classe cartaceo ed ha così scritto:

“Per la Dirigente: alle ore 12,27 l’insegnante XXXXXXX lascia la scuola senza ufficializzare l’uscita. La Responsabile di Plesso Prof. XXXXXXX “.

Nulla viene specificato circa i motivi dell’uscita dalla scuola della docente, potrebbe trattarsi di malore improvviso, che ha impedito la segnalazione alla responsabile del plesso per ovvi motivi.
A fine articolo Lucio Ficara, autore dell’articolo, commenta così: “La nota scritta dalla collaboratrice della Ds è del tutto gratuita e anche lesiva della dignità professionale del docente, infatti è stato commesso un grave errore procedurale, perché scrivere una cosa del genere su un documento pubblico, che è nella disponibilità del personale scolastico e anche degli alunni, non è assolutamente legittimo. Semmai ci fosse stato un comportamento sbagliato da parte della docente, il Dirigente Scolastico, e non certo una sua collaboratrice, avrebbe potuto fare un avvertimento scritto in forma strettamente riservata. Nell’era della buona Scuola succede anche questo e se non si sta attenti, non sappiamo dove si potrebbe andare a finire.


Aldo Domenico Ficara

La responsabilità della correttezza delle informazioni riportate sul certificato di malattia è del lavoratore




Con il messaggio INPS 12.3.2012 n. 4344, si forniscono precisazioni in materia di controllo medico domiciliare in caso di assenza per malattia dei lavoratori. In particolare, si precisa che la responsabilità della correttezza delle informazioni riportate sul certificato di malattia è del lavoratore, il quale deve verificare tutti i dati inseriti dal medico, prendendo in visione una copia cartacea del certificato medesimo. Quindi si deve stare attenti che il certificato medico riporti in modo corretto i seguenti dati:

·        Generalità del lavoratore;
·        Prognosi dei giorni di malattia;
·        Data e luogo di compilazione;
·        Indicazione della data di inizio o di continuazione della malattia;
·        Firma e timbro del medico;
·        Indirizzo del domicilio del lavoratore nel quale verrà eseguita la visita fiscale.


Aldo Domenico Ficara

domenica 15 ottobre 2017

Recupero Indennità di vacanza contrattuale: per il triennio 2016-2018 circa 6.434 euro pro capite




Riportiamo un articolo molto indicativo pubblicato sul sito web di ANIEF: “Cresce l’attesa per l’approvazione alle Camere del testo della Legge di Bilancio. Per il personale della scuola, però, è meglio non farsi illusioni: sono in arrivo aumenti ridicoli, di appena qualche decina di euro netti, una parte dei quali legati anche al merito. Preso atto che non ci sono i 35 miliardi per rinnovare il contratto degli statali, con il Mef che pratica la politica del bilancino e la Ministra dell’Istruzione che si limita a chiedere incrementi minimi, l’unico modo per ottenere un avanzamento di carriera è recuperare l’indicizzazione dell’Indennità di vacanza contrattuale al 50% del costo della vita programmato dal MEF previsto dalla legge di stabilità 2009, a partire dal mese di settembre 2015. Il contratto degli statali, invece, se solo dovesse recuperare il tassodi inflazione programmata dal Governo (+12.5) negli ultimi dieci anni, includendo l’Indennità di vacanza contrattuale - bloccata al 2008 - porterebbe ad aumenti complessivi (per stipendi medi di 1.500 euro), per il triennio 2016-2018, di 6.434 euro pro capite per 3 milioni di dipendenti pubblici: più di 20 miliardi che si sommerebbero ai 14 miliardi da mettere per la dirigenza pubblica “.

Tabella incrementi attuabili presentando il ricorso con Anief:
Anno
Tasso al 50%
Programmato
Dal MEF
Aumenti annuali
Stipendio medio
1.500 euro
Ratei
Mensili
2015
+4,25%
274,12€
63,75€
2016
+4,26%
865,58€
66,58€
2017
+4,66%
987,45€
75,95€
2018
+5,51%
1.227,02€
94,38€
Aumenti complessivi
IVC dal 2016
3.354,17€

Recupero contrattuale 2016-2018
3.080,05€
Totale
6.434,17€

Cyberbullismo a scuola. Finalmente abbiamo un'informazione certa,ma...




Cyberbullismo a scuola. Il Miur finalmente esce dalle dichiarazioni vaghe, fatte di luoghi comuni e proclami di vario genere. Per certo sappiamo che siamo ancora ai nastri di partenza. Eppure la legge 71/17 prevede un cronoprogramma molto serrato.
Cyberbullismo a scuola. L'intervista del Ministro
Ho più volte  richiesto al Miur notizie sull'applicazione della legge 71/17 ( tavolo tecnico, linee guida...).
Finalmente, attraverso La Rivista online "Il Paese delle donne" abbiamo un'informazione.
Alla domanda "È soddisfatta della normativa attuale per contrastare il bullismo? Cosa può concretamente fare la scuola?", il Ministro risponde " Sì, sono soddisfatta. Anche se naturalmente possiamo e dobbiamo sempre fare di più. Il provvedimento mette al centro la tutela delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, in un’ottica di prevenzione, a partire dalla scuola che deve essere il luogo principale di formazione, inclusione e accoglienza. Per questo, in attuazione della legge, a breve convocheremo il tavolo tecnico interistituzionale che dovrà realizzare un piano condiviso. Siamo, inoltre, al lavoro per la stesura delle linee guide di contrasto al cyberbullismo e per realizzare una mappatura di tutte e tutti i docenti referenti per il bullismo nelle istituzioni scolastiche.         
La peggiore delle conferme
Applicando il criterio della velocità, tanto caro a M. Renzi, è possibile affermare che la macchina abilitata per contrastare il cyberbullismo è ancora ferma. Non è una buona notizia! E' vero che tra la pubblicazione di un articolo e l'intervista (in questo caso) i tempi possono essere variamente lunghi. Questo vale per il cartaceo. "Il Paese delle donne" è una rivista online e l'intervista è datata 19 settembre 2017. Pertanto i tempi sono sicuramente più brevi. Comunque, rispetto al cronoprogramma siamo in ritardo.
Cosa prevede la legge 71/17, pubblicata in G.U. il 18 giugno?
Tavolo tecnico: "Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo...
Linee guida " Per l’attuazione delle finalità di cui all’articolo 1, comma 1, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il Ministero della giustizia - Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge adotta linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole, anche avvalendosi della collaborazione della Polizia postale e delle comunicazioni, e provvede al loro aggiornamento con cadenza biennale.
Una breve riflessione
Cosa dire? Solo sconcerto e tanta rabbia! Considerata la posta in gioco: il futuro dei nostri figli! Esagerato, qualcuno obietterà! Non credo, la politica quando vuole decide rapidamente
(salvataggio banche, legge  Fornero...). E' la prova che alla politica, quella che deve applicare le leggi, è distratta da altre priorità, diverse dalla cura per i nostri figli. Eppure il Ministro, nella suddetta intervista risponde " Sì, sono soddisfatta. Anche se naturalmente possiamo e dobbiamo sempre fare di più" . Seguono poi le mancate e veloci applicazioni. E qui il Ministro, probabilmente dimentica che il suo Ministero ha la pistola in mano per sparare il colpo che faccia partire la macchina- anticyberbullismo.

Gianfranco Scialpi



Nuccio Ordine: sembra che la relazione maestro-allievo non occupi più quella centralità che dovrebbe avere




Nuccio Ordine, professore ordinario di letteratura italiana presso l´Università della Calabria, noto in ambito internazionale per i suoi vivaci interessi per la filosofia italiana e gli studi su Giordano Bruno e sul Rinascimento, punta l´indice sulla riforma varata dal Governo e spiega cosa andrebbe fatto. Ecco il suo commento: Ora che le scuole riaprono dopo la pausa estiva, per capire la vera essenza dell´insegnamento bisognerebbe rileggere con attenzione la commovente lettera che Albert Camus – poche settimane dopo la vittoria del Nobel (19 novembre 1957) – scrisse al suo maestro di Algeri, Louis Germain: «Caro signor Germain, ho aspettato che si spegnesse il baccano che mi ha circondato in tutti questi giorni, prima di venire a parlarle con tutto il cuore. Mi hanno fatto un onore davvero troppo grande che non ho né cercato, né sollecitato. Ma quando mi è giunta la notizia, il mio primo pensiero, dopo che per mia madre, è stato per lei. Senza di lei, senza quella mano affettuosa che lei tese a quel bambino povero che ero, senza il suo insegnamento e il suo esempio, non ci sarebbe stato nulla di tutto questo». Adesso che i riflettori rimarranno accesi ancora per qualche giorno sull´inizio del nuovo anno scolastico, sarebbe importante concentrare il dibattito su due figure essenziali: gli studenti e i professori. Eppure – dopo i numerosi «terremoti» che hanno scosso le fondamenta del nostro sistema educativo – sembra che la relazione maestro-allievo non occupi più quella centralità che dovrebbe avere.

L’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires ricerca docenti qualificati per i corsi di lingua italiana


L’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires ricerca docenti qualificati per i corsi di lingua italiana. I requisiti per le candidature sono:

·        Essere in possesso del DNI e del “monotributo”, anche in corso di emissione;
·        Comprovata esperienza nell’insegnamento della lingua italiana agli stranieri.

Gli interessati potranno inviare i loro CV alla seguente e-mail: corsilingua.iicbuenosaires@esteri.it

Saranno contattati solo i candidati che l’Istituto selezionerà ai fini della convocazione ad un colloquio.