mercoledì 22 novembre 2017

Scuola7 - n. 67: Dispersione, va meglio. Però..



Sommario:

• Dispersione, va meglio. Però... (A. Prontera)
• Le prove Invalsi e la certificazione delle competenze (P. Mazzoli)
• Cyberbullismo nelle scuole: arrivano le Linee guida (C. Brescianini)
• Le competenze di cittadinanza: indagine IEA (F. Da Re)
• Iscrizioni scuole di ogni ordine e grado a.s. 2018/19
• Uno sguardo plurale sulla Valutazione
• Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole
• PON Per la scuola: informazioni da fornire ai contraenti
• Alternanza scuola-lavoro: piattaforma di gestione
• Sistema ITS: risorse triennio 2018-2020



Adeguare gli stipendi degli insegnanti alla media europea: accolte osservazioni in Commissione Cultura del Senato




In Commissione Cultura del Senato  la relatrice di maggioranza, Sen. Francesca Puglisi, ha accolto alcune osservazioni dei senatori. Tra queste la possibilità discusse quella dell’esigenza di adeguare gli stipendi degli insegnanti rispetto alla media europea, quanto meno per compensare la perdita di potere d’acquisto in altri comparti. Orizzonte Scuola in un suo articolo ci informa che il ddl arriverà in Aula probabilmente lunedì 27 p.v., in modo da poter iniziare il percorso alla Camera nei primi giorni di dicembre. Si ricorda che per la Consulta "è illegittimo il blocco dei contratti e degli stipendi della Pubblica amministrazione, ma non per il passato". Gli effetti della decisione saranno efficaci solo dalla data di pubblicazione della sentenza. Si ricorda inoltre che nel settore pubblico ci sono circa 3 milioni di dipendenti in attesa di rinnovo.


Aldo Domenico Ficara

martedì 21 novembre 2017

Gli insegnanti non vaccinati potrebbero essere costretti a sostenere nuove vaccinazioni


Da un articolo pubblicato su OrizzonteScuola si apprende che la maggioranza di Governo (Pd, Ap e Des-Cd) ha portato avanti una mozione che punta ad incrementare la pressione per le vaccinazioni dei piccoli e degli adolescenti contro la poliomielite, morbillo, rosolia nell’infanzia. Nello stesso tempo la mozione parlamentare prevede la promozione di campagne di recupero dei non vaccinati anche tra gli adulti. In particolare modo sono invitati a “sostenere la vaccinazione gli operatori dei settori scuola e sanità.


Aldo Domenico Ficara

Cyberbullismo, il referente non ha alcuna responsabilità, ma…


Cyberbullismo, invariate le responsabilità  dei docenti e dirigenti . Questa è la posizione del Miur,  che implicitamente, però conferma quelle esistenti.
Le linee di orientamento
Nel mese scorso il Miur ha emanato le linee di orientamento. Sostanzialmente, ,sono "un'espansione concettuale" della legge 71/17. Hanno però il merito di definire meglio due aspetti  trattati poco o per nulla: l'ammonimento e la responsabilità civile e penale dei docenti di fronte ai casi di cyberbullismo.
Su quest'ultimo aspetto si legge nel documento : "Ai docenti referenti, così come ai dirigenti scolastici, non sono quindi attribuite nuove responsabilità o ulteriori compiti, se non quelli di raccogliere e diffondere le buone pratiche educative, organizzative e azioni di monitoraggio, favorendo così l'elaborazione di un modello di epolicy d’istituto" ( pag.10).
In alcuni incontri tenuti con i referenti cyberbullismo, cito spesso passaggio. Sicuramente riduce le zone d'ombra sulle responsabilità. Una conferma di questa mia corretta interpretazione l'ho avuta con un articolo apparso sul quotidiano "ItaliaOggi".
Pertanto il referente Cyberbullismo  ( art. 4 comma 2 Legge 71/17) non dovrebbe essere chiamato in giudizio per inadempienze. In altri termini: chiarito il dubbio sull'eventuale condivisione di responsabilità  con il Dirigente Scolastico.
Allora tutto bene? Resta "La culpa in organizzando"...
Cyberbullismo, invariate le responsabilità? Implicitamente, però sono  confermate quelle già esistenti. Queste si declinano nella "Culpa in organizzando" e in quella "in educando".
La prima afferisce alla figura del Dirigente. Qualche tempo fa il Prof. De Luca ha scritto un contributo molto utile per il bullismo, ma che può essere esteso anche alla sua forma online: Si legge nel documento:  Al Dirigente Scolastico  " non spettano, invece, compiti di vigilanza sugli alunni, ma obblighi organizzativi di amministrazione e di controllo sull’attività degli operatori scolastici e un’attività di custodia (ex art. 2043 e 2051 c.c.), ai dirigenti scolastici.. In sostanza il dirigente scolastico sarà ritenuto responsabile, ex art. 2043 c.c., nel caso in cui non abbia posto in essere tutte le misure organizzative per garantire la sicurezza nell’ambiente scolastico e la disciplina tra gli alunni (culpa in organizzando).
Ho evidenziato in grassetto la parte che maggiormente si rapporta con il fenomeno del cyberbullismo.
E quella in "educando"
Medesima responsabilità coinvolge l'insegnante di classe. Sempre nello stesso documento si trova il seguente passaggio: " Ma, come si diceva, l’atto di bullismo a scuola non è rilevante solo per il suo autore e la sua vittima, ma si traduce in forme di responsabilità, scaturenti dall’omissione dell’obbligo di vigilanza, anche per i docenti, per gli ausiliari... "
A conferma di quanto scritto dal professor De Luca, la giurisprudenza ha confermato   (sentenza Tribunale di Brescia numero 1955, pubblicata il 22 giugno 2017) che la presenza dello smartphone a scuola può  prevedibilmente portare ad effettuare riprese audio-video postate successivamente nel Web.




Nella scuola bisogna temere la mediocrazia?


Alla domanda:  Perché bisogna temere la mediocrazia? Il filosofo canadese Alain Deneault  autore del  saggio La mediocrazia (Neri Pozza, pp. 239), così risponde:  «Perché fa soffrire. Chiede a persone impegnate nel servizio pubblico di gestire come si trattasse di una organizzazione privata, così si trovano in conflitto perché avevano un’etica diversa; chiede a ingegneri di progettare oggetti che si rompano in maniera deliberata perché vengano sostituiti, chiede ai medici di diagnosticare malattie che potrebbero diventare davvero pericolose a 130 anni… Senza parlare della manipolazione dei consumatori da parte del marketing». Con la stessa logica della mediocrazia esposta da Alain Deneault,  agli insegnanti  da qualche lustro a questa parte, viene quasi imposto di limitare le loro energie nella trasmissione del sapere a vantaggio di tanta burocrazia inutile, il tutto perché si desidera avere cittadini del domani sempre meno consapevoli di ciò che gli gira attorno. Quindi la domanda nasce spontanea: Nella scuola bisogna temere la mediocrazia?


Aldo Domenico Ficara

lunedì 20 novembre 2017

Il cedolino dello stipendio resta online su NoiPA per 15 mesi


Riportiamo un post pubblicato sulla pagina Facebook di Noipa . Il post dice: “Il cedolino dello stipendio resta online su NoiPA per 15 mesi a partire dalla data di pubblicazione. Ti suggeriamo quindi di scaricare periodicamente una copia dei documenti dal portale e di salvare regolarmente i file sul Pc o su supporto USB. Puoi richiedere informazioni sugli stipendi percepiti nei periodi antecedenti i 15 mesi (solari) contattando la nostra Assistenza direttamente a questo link https://noipa.mef.gov.it/web/mypa/assistenza.  Nel compilare la richiesta, è necessario esplicitare in modo chiaro la motivazione della tua domanda.  La documentazione ti sarà inviata esclusivamente all'indirizzo e-mail che hai registrato nel portale NoiPA. Non saranno prese in considerazione richieste per delega o richieste di invio ad altri indirizzi di posta né saranno prese in considerazione richieste effettuate dall'area pubblica (cioè senza aver effettuato l’accesso alla propria area riservata con nome utente e password). Eventuali certificazioni aventi valore legale, dovranno essere richieste al proprio Ufficio Responsabile del Trattamento Economico “.

Rutelli: mia figlia si è ritirata da un liceo dove esisteva anche la stanza delle canne




Francesco Rutelli commenta le parole della preside del liceo Virgilio di Roma in cui denunciava comportamenti mafiosi da parte di studenti sicuri di essere immuni a tutto per via della protezione di famiglie importanti. Racconta un episodio inedito della sua vita relativo proprio al Virgilio. Una delle sue figlie gli ha chiesto di ritirarsi perchè non si trovava bene in un ambiente dove esisteva anche la stanza delle canne.

Fonte

La scuola è un bene comune e non può essere oggetto di riforme non condivise e calate dall’alto


La scuola è un bene comune, aperta a tutti, e per questo motivo serve una profonda ristrutturazione di tutto il sistema che così non va. E’ questo il messaggio lanciato oggi in cento città italiane dove le organizzazioni sindacali hanno manifestato assieme ad insegnanti e personale Ata anche per quanto riguarda il rinnovo del Contratto Nazionale, le cui trattative sono riprese pochi giorni fa, il 9 novembre, ma che da diversi anni ormai non trovano punti d’incontro tra le parti. In particolare si vogliono evidenziare gli 11 punti di una petizione collegata:

1.     La scuola è un bene comune che appartiene al Paese e non può essere oggetto di riforme non condivise e calate dall’alto: rappresenta invece una risorsa fondamentale di crescita umana e civile per le persone e la società, una priorità su cui far convergere gli interessi dell’intera comunità nazionale.
2.     La scuola è aperta a tutti, anche alle nuove italiane e ai nuovi italiani e a chiunque approdi nel nostro Paese, ed è al servizio della persona e della società. In quanto tale, essa è funzionale alla rimozione delle disuguaglianze, enormemente accresciute in questi anni anche per la sottrazione di risorse operata a danno del sistema di istruzione.
3.     L’istruzione, dalla prima infanzia all’età adulta, è una condizione decisiva per lo sviluppo del Paese. Per questo occorrono scelte conseguenti di investimento, a tutti i livelli, allineato alla media dei Paesi Ocse. E occorrono politiche mirate, che valorizzino l’autonomia delle istituzioni scolastiche e le diverse professionalità che in esse operano, garantendo a chi lavora nella scuola italiana un trattamento in linea con il resto d’Europa in termini di considerazione sociale e riconoscimento retributivo.
4.     La scuola si prende cura delle allieve e degli allievi, mettendo al centro le loro domande di senso e proponendo esperienze di apprendimento significative, attraverso metodologie appropriate, in una relazione educativa improntata ai principi di ascolto, dialogo e confronto. Garantire una istruzione di qualità a tutti e una piena accoglienza, anche a chi proviene da culture e mondi diversi, è la premessa al riconoscimento di una piena cittadinanza.
5.     La scuola opera per offrire a tutte e a tutti, senza lasciare indietro nessuno, le migliori opportunità di crescita in vista di un inserimento attivo e consapevole nella società e nel mondo del lavoro, e orienta le scelte di ciascuno promuovendo talenti, vocazioni e aspirazioni di cui tutti sono portatori.
6.     La scuola si realizza come comunità professionale e di apprendimento. Si prende cura della qualità della didattica in aula e in laboratorio, della formazione in servizio, dello sviluppo del lavoro in team, della realizzazione di progetti connotati da innovazione, ricerca e verifica sul campo.
7.     La scuola dimostra ogni giorno che l’arte, la scienza, la cultura non sono riducibili a processi burocratici, a parametri economici, a logiche classificatorie e meritocratiche, e ispira la propria azione valutativa a criteri di equità, miglioramento e trasparenza.
8.     La scuola fonda la sua organizzazione su organi di autogoverno eletti dalla comunità di riferimento e si avvale dell’apporto di tutte le professionalità che vi operano, nel rispetto delle diverse competenze e responsabilità, incompatibili con gerarchizzazioni forzate.
9.     La scuola non è un luogo di addestramento al lavoro, ma è una comunità educativa che attraverso l’incontro con la cultura, i saperi, l’apprendimento permanente e la pratica della cittadinanza attiva e della democrazia, concorre a rimuovere gli ostacoli che impediscono la crescita e la realizzazione della persona, del cittadino e del lavoratore.
10.                       La scuola italiana non ha bisogno di proclami o di improbabili riforme epocali, ma di concrete misure, unite ad una visione prospettica fondata su solidi principi educativi e su valori condivisi propri della Costituzione.

11.                       La scuola, come Istituzione e Autonomia della Repubblica, consapevole del compito di educare e istruire che la società le affida, si impegna a rafforzare il dialogo con le famiglie e con la più vasta comunità sociale. Istituzioni pubbliche e società civile sono chiamate a costruire una grande alleanza per una scuola di qualità che continui ad essere patrimonio comune, motore di sviluppo, fattore di crescita e speranza per le future generazioni.

In Italia essere un dottore di ricerca non conviene economicamente


Laurea triennale, laurea magistrale, titolo di dottorato con soggiorni all’estero inclusi. In totale fanno almeno otto-dieci anni di formazione, maturando qualifiche che possono valere retribuzioni di ingresso sopra i 100mila euro l’anno. All’estero. E in Italia? La durata del percorso è simile, ma cambia tutto il resto. Secondo uno studio del consorzio di università Almalaurea, la retribuzione media di un dottore di ricerca occupato nella Penisola si ferma a 1.496 euro mensili netti, contro i 2.295 euro che possono essere raggiunti da un parigrado trasferito in uno dei principali Paesi Ocse. Un divario di 799 euro nelle entrate mensili che si aggiunge al disagio provocato da tempi lunghi nella stabilizzazione, sia nello sbocco tradizionale della carriera accademica che negli eventuali approdi in azienda.


domenica 19 novembre 2017

Perché gli insegnanti accettano incarichi aggiuntivi per compensi quasi nulli ?


In alcuni documenti redatti nelle scuole si possono leggere passaggi del tipo: “ L’incarico di coordinatore di specifiche attività progettuali è di norma affidato al docente referente del gruppo di lavoro che ha definito il progetto. Per tutti gli incarichi che prevedono il conferimento di deleghe di compiti organizzativi e amministrativi di competenza del dirigente, questi provvede all’individuazione su base fiduciaria, in relazione al profilo di responsabilità per “culpa in eligendo”. Relativamente alle Funzioni Strumentali, le stesse saranno individuate dal Collegio Docenti, come da normativa. I nominativi dei tutors dei docenti neo-assunti saranno indicati dal Collegio Docenti (DM 850/15). Le ore eccedenti cattedra verranno assegnate secondo normativa ministeriale “. In particolare si vuole evidenziare il passo in cui si scrive “il conferimento di deleghe di compiti organizzativi e amministrativi di competenza del dirigente,  è su base fiduciaria, in relazione al profilo di responsabilità per “culpa in eligendo”. Quindi la base fiduciaria determina che solo alcuni docenti riescono ad ottenere incarichi aggiuntivi e sono solo questi che lo fanno anche per compensi quasi nulli ( es. coordinatori di classe pagati a meno di 100 euro l’anno ), rendendo poco credibile qualsiasi rivendicazione retributiva


Aldo Domenico Ficara