lunedì 23 gennaio 2017

Al collegio docenti meglio arrivare puntuali e rimanere presenti fino alla fine della riunione


 
 
Il Tribunale di Modena Sez. lavoro, con la Sentenza del 25-03-2016 ha respinto il ricorso di una  docente che era arrivata con mezz’ora di ritardo al collegio dei docenti, e si era allontanata dallo stesso prima che fosse finita la riunione. Il Tribunale ha eccepito  i seguenti motivi: “ È vero che i docenti hanno pari dignità all’interno del collegio, ma ciò significa che ciascuno di loro ha gli stessi diritti e i medesimi doveri in relazione alle competenze decisionali, proprie del collegio, non che ciascuno può arrivare o andarsene a seconda delle proprie esigenze, o anche partecipare o non partecipare a seconda delle proprie esigenze, gestendo liberamente il numero complessivo delle ore delle attività funzionali, pena l’impossibilità di far funzionare efficacemente il collegio, rendendo aleatoria la presenza di chi lo compone. Ciascun docente è tenuto a partecipare alle riunioni del collegio docente – dall’inizio fino a quando non terminano – salva la facoltà di assenze giustificate “.

 

Aldo Domenico Ficara

domenica 22 gennaio 2017

Al liceo scientifico si può essere ammessi all’esame di stato con 3 in matematica


L’articolo 15 dell’atto n. 384 riguardante l’ammissione agli esami di Stato del II ciclo, al comma 2  dispone sui requisiti di ammissione secondo i 4 punti decritti di seguito:

 
a)     frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, fermo restando quanto previsto dall’articolo 14 comma 7 del decreto del Presidente della Repubblica del 22 giugno 2009 n.122;
b)    partecipazione durante l’ultimo anno di corso, alle prove predisposte dall’INVALSI, volte a verificare i livelli di apprendimento conseguiti nelle discipline oggetto di rilevazione, di cui all’articolo 21;
c)     svolgimento dell’attività di alternanza scuola-lavoro secondo quanto previsto dall’indirizzo di studio nel secondo biennio e nell’ultimo anno di corso;
d)    votazione media non inferiore ai sei decimi compreso il voto di comportamento.
Facciamo un esempio: al liceo scientifico, al netto della prova INVALSI e dell'alternanza scuola - lavoro,  si può essere ammessi con 3 in matematica, infatti, basta avere la sufficienza nelle altre materie e 2 otto, uno in educazione fisica e l’altro in comportamento ( (8 + 8 + 3)/3 > 6 ). Pertanto un atleta educato che non sa cosa sia una derivata o un integrale viene ammesso comunque. Queste sono storie de La Buona Scuola.

 

Aldo Domenico Ficara

 

Da un ministro dell'istruzione senza laurea non poteva che nascere una scuola di asini: pensieri di Gian Marco Centinaio


 
 
Roma, 21 gen. (askanews) - "Da un ministro dell'istruzione senza laurea non poteva che nascere una scuola di asini". Lo ha dichiarato in una nota il capogruppo della Lega Nord al Senato. "Il completo appiattimento dell'istruzione italiana - ha aggiunto l'esponente del Carroccio - si è drammaticamente completato con l'arrivo della Fedeli che altro non ha fatto che impartire il colpo di grazia con il suo beneplacito al 6 politico. Alla fine ce l'hanno fatta a disincentivare totalmente i ragazzi a studiare. Con il 6 di media, compreso anche il voto in condotta, si andrà infatti all'esame di maturità. Vale a dire: 'ragazzi è inutile studiare, sarete tutti ammessi. E anche se poi non prenderete una laurea potrete diventare ministri'". "Non si era mai visto un ministro dell'istruzione con in mano il solo diploma e neanche una scuola così del tutto inutile: che non insegna, non trasmette valori e non dà lavoro", ha concluso Centinaio.
 

sabato 21 gennaio 2017

Gli insegnanti di ruolo sono tanti, vecchi e stanchi


Nel dicembre del 2008 la Fondazione Agnelli si pose il quesito su quale fosse il numero esatto degli insegnanti in Italia asserendo: “ Il numero esatto non lo conosce nessuno. Un dato sicuro riguarda il personale docente della scuola statale nell’anno scolastico 2007-08: oltre 840.000 insegnanti, di cui 750.000 circa su posti normali e 90.000 su posti di sostegno (finalizzati all’integrazione degli alunni disabili), ai quali vanno sommati 25.000 insegnanti di religione. Dal personale della scuola statale rimangono esclusi i docenti delle scuole gestite da altre amministrazioni pubbliche (comuni, province autonome), quantificabili in quasi 35.000. A questo totale – prossimo a quota 900.000 – vanno poi sommati i docenti delle scuole private, il cui numero complessivo può essere stimato in almeno 80.000. Occorre, infine, considerare gli almeno 100.000 insegnanti dotati di abilitazione e impegnati in supplenze brevi (spezzoni di anno scolastico). Nel complesso, la popolazione dei docenti della scuola italiana supera abbondantemente il milione di persone “. Facendo un salto temporale di 7 anni,  estrapoliamo da un articolo dell’ANSA del marzo 2015, ( data precedente l’approvazione de La Buona Scuola ), i seguenti dati:  “ il totale dell'organico di fatto, compresi anche gli insegnanti di sostegno è di 721.590, dei quali circa 110 mila solo per il sostegno. Rispetto all'anno scolastico 2007/2008, sono aumentati in percentuale gli alunni e diminuite le classi, mentre sono cresciuti gli alunni disabili e gli insegnanti di sostegno “. Oggi attraverso l’annuale conto pubblicato dalla Ragioneria generale dello Stato sappiamo che il personale della «Scuola» è stimato in  1.085.082 unità. Una cosa però è sicura, gli insegnanti di ruolo italiani sono sempre più anziani e in virtù delle ultime leggi pensionistiche possiamo dire: I prof di ruolo sono tanti, vecchi e stanchi.

 

Aldo Domenico Ficara

 

 

Dal 2014 lo stipendio degli insegnanti è diminuito di 800 euro l’anno


 
 
Dai dati estrapolati dalle tabelle sulle retribuzioni annue dei comparti della Pubblica Amministrazione, elaborate e rese note recentemente dalla Ragioneria Generale dello Stato, si evince che chi opera nel comparto Scuola tra il 2014 e il 2015 ha perso circa 800 euro di stipendio annuale, passando da una media di 29.130 euro ad appena 28.343 euro. Si tratta del peggior risultato dopo il 2007, quando le buste paga di docenti, Ata e Dirigenti scolastici erano pari a 26.532 euro. Contemporaneamente si apprende che tra 2007 e il 2015 l’inflazione è salita del 13,5%, mentre stipendi medi dei pubblici dipendenti si sono alzati solo del 7,8%. Ancora una volta gli insegnanti e tutto il comparto scuola sono fanalino di coda, avendo fatto registrare incrementi esigui, ovvero solo  il 6,8% in otto anni.

 
 
Aldo Domenico Ficara

La Buona Scuola di Renzi fa piangere anche gli alunni disabili ?


 
 
Un articolo, riguardante i professori di sostegno, pubblicato su Il Giornale.it inizia così: “ Le lacrime trattenute. Poi scoppiate a dirotto nel parco di via Diaz, mentre il sole riusciva a mostrare quello che gli occhiali scuri, da duri, volevano celare. Sono le lacrime di un alunno con difficoltà che ha appena saputo dalla sua insegnante di sostegno che da domani avrà un altro prof. Per colpa delle nuove nomine. Per colpa dei ricorsi. Per colpa della benedetta Buona Scuola di Renzi che sta provocando anche questo. Far piangere gli alunni disabili. E farli andare in tilt, perché questi cambiamenti sono deleteri. Perché questi ragazzi «diversi» dovranno abituarsi ad un nuovo metodo, ad una nuova persona, proprio loro, gli autistici, che hanno bisogno come l'aria di stabilità e figure di riferimento il più possibile fisse “.


 
Aldo Domenico Ficara

Lettera aperta alla dirigente scolastica dell’Istituto tecnico industriale Severi di Padova


Gentilissima Preside,
fa bene quando dice: “ ogni lavoratore ha diritto di assentarsi dal servizio per motivi legittimi previsti dal contratto, come è successo nel caso di questo docente. Il suo rientro per un giorno però ci ha costretto a licenziare la supplente e a cercare un altro sostituto... Ora c’è da recuperare quello che i ragazzi hanno perso, continuità didattica e ore di lezione. Propongo due pomeriggi alla settimana di recupero, a cominciare da febbraio “.  Fano bene Genitori e studenti della sua scuola quando affermano:  “ E’ giusto fare emergere il problema il riflettore andava acceso. Bisogna tenere in considerazione il diritto allo studio dei ragazzi. Questo tipo di insegnanti non dovrebbe esistere”. Fa  bene, dal suo punto di vista, l’assessore all’Istruzione della Regione Veneto Elena Donazzan quando dichiara: «Brava la preside, ne apprezzo l’indignazione e il coraggio. Giustamente chiede al docente cos’è venuto a fare per un solo giorno in classe. Con la sua lettera pacata ma incalzante ha sollevato un problema che ben conosciamo, presente in quasi tutte le scuole. Ringrazio la preside del Severi che non si arrende al sistema. Per quanto riguarda quel docente, voglio chiedere tutte le verifiche del caso, se c’è un abuso dovrebbe essere licenziato». Però non mi convince il fatto che tutti i protagonisti veneti di questa vicenda recitino la parte dei “ buoni “, lasciando quella del cattivo fannullone al povero docente di Benevento. Dico povero perché la sua presenza per un giorno a Padova è dovuta alla logica creativa di un algoritmo ancora secretato. Pertanto se si ha il coraggio mediatico di puntare il dito contro una singola persona, allora lo si abbia per puntarlo contro un sistema informatico di immissione nei ruoli della scuola statale, che ha creato gli inconvenienti denunciati. E’ facile puntare il dito quando si opera nella propria regione, vicini ai propri affetti, alla propria cultura territoriale e alle proprie tradizioni. E’ facile fare la voce grossa con chi viene catapultato nei vostri territori costretto da un algoritmo incomprensibile. E’ facile lanciare proclami di licenziamento o organizzare manifestazioni contro chi ha cercato una difesa fai da te al proprio stato di trasferito d’ufficio al nord. I meridionali in generale, gli insegnanti meridionali in particolare, tranne le dovute eccezioni, vogliono rimanere al pari dei veneti nei loro territori, e questo non è difficile da capire. Dimenticavo una riflessione verso le politiche di incentivazione alle piccole e medie imprese, finanziamenti che  si dirigono verso la sua regione e permettono livelli di disoccupazione inferiori rispetto al meridione. Livelli di minore disoccupazione che determinano le cattedre libere da occupare con il meridionale di turno. Pensieri ad un anno dal voto politico.
Cordialmente

 

Aldo Domenico Ficara

venerdì 20 gennaio 2017

La nuova formazione iniziale incentiverà la vocazione all’insegnamento ?


Secondo le nuove norme inserite con il varo della Legge 107/15 i vincitori dei prossimi concorsi a cattedra sottoscriveranno un contratto triennale retribuito di formazione iniziale e tirocinio con l’Ufficio scolastico regionale a cui afferisce l’ambito. In tale triennio si prevede una retribuzione crescente del contrattista secondo i seguenti tempi:
·        Al primo anno sarà erogato uno stipendio di circa 400 euro mensili”, intesi come “lordo dipendente calcolato per 10 mesi”. Il docente è tenuto a conseguire il diploma di specializzazione per l’insegnamento secondario o la specializzazione per il sostegno, al termine di corsi annuali istituiti da università, istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica o loro consorzi in convenzione con l’Ufficio scolastico regionale.
·        Al secondo anno di formazione post-concorso, la retribuzione dei docenti vincitori di concorso sarà “riconosciuta nell’ambito della contrattazione ", che però potrà essere incrementata in considerazione dei risparmi di spesa corrispondenti alle supplenze brevi effettivamente svolte dai tirocinanti al secondo anno di corso.
·        Al terzo anno formativo  durante il quale “il docente sarà impiegato per la copertura dei posti vacanti e disponibili previsti per il secondo e il terzo anno del percorso formativo, oltre a supplenze per periodi lunghi, per coprire maternità, aspettative, ecc. con orario di servizio a tempo normale”.
Insomma si potrà passare nel corso dei 3 anni di formazione iniziale da 400 a 1300 euro lordi, il tutto secondo il parere discrezionale del Dirigente scolastico.

 

Aldo Domenico Ficara

 

 

giovedì 19 gennaio 2017

Puglisi: macchina del fango contro il ministro Fedeli con manifesti anonimi e abusivi


 
 
"Per fare il professore ci vogliono: laurea, abilitazione e concorso. Per fare il ministro dell'Istruzione: terza media, amicizie e molte bugie ....". E' quanto si legge su alcuni manifesti che sono apparsi su molte strade del centro di Roma con la fotografia del ministro Valeria Fedeli, ma non sono firmati.  A tal riguardo prende una posizione la senatrice Francesca Puglisi, responsabile Scuola, Università e Ricerca del Pd,  dicendo: "La macchina del fango contro la ministra Valeria Fedeli sembra non arrestarsi, questa volta con manifesti anonimi e abusivi appesi per le strade della capitale. Fedeli ha maturato una esperienza politico-istituzionale di tutto rispetto. Ha mostrato serietà e capacità. Riguardo alla vicenda della laurea ha ammesso la leggerezza nell'aver lasciato che comparisse l'espressione 'diploma di laurea' sul suo sito . Il premier Gentiloni le ha confermato la piena fiducia per il suo incarico al governo. Si lasci il ministro lavorare e si giudichi serenamente il suo lavoro al Miur, sul campo dunque, senza cercare la polemica ad ogni costo e perfino usando strumenti mediocri e vigliacchi". 

 

Aldo Domenico Ficara

 

mercoledì 18 gennaio 2017

Le super-cattedre Natta: la chiamata diretta dell’Università


Le super-cattedre Natta  rappresentano senza ombra di dubbio la chiamata diretta dell’università. Infatti, al fine di accrescere l'attrattività e la competitività del sistema universitario italiano a livello internazionale, nel rispetto dell'autonomia degli atenei, nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è istituito, in via sperimentale, per finanziare chiamate dirette di studiosi di elevato e riconosciuto merito scientifico previamente selezionati nel rispetto di criteri volti ad accertare l'eccellenza dei percorsi individuali di ricerca scientifica esclusivamente secondo le procedure, è stato istituito un fondo speciale denominato «Fondo per le cattedre universitarie del merito Giulio Natta», al quale sono assegnati 38 milioni di euro nell'anno 2016 e 75 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017. Inoltre in deroga alle norme sul reclutamento dei professori universitari previste dalla legge 30 dicembre 2010, n. 240, il Fondo  è destinato al reclutamento straordinario per chiamata diretta di professori universitari di prima e di seconda fascia selezionati secondo procedure nazionali e ai sensi dell'articolo 1, comma 9, secondo periodo, della legge 4 novembre 2005, n. 230, e nel rispetto dei criteri volti a valorizzare l'eccellenza e la qualificazione scientifica dei candidati, ivi inclusi professori universitari già in servizio presso atenei italiani. Per i professori di prima e di seconda fascia già in servizio in atenei italiani, l'eventuale chiamata nella stessa fascia ai sensi della presente procedura comporta obbligatoriamente il cambiamento della sede di appartenenza.

 

Aldo Domenico Ficara