lunedì 25 settembre 2017

Out-Fit: attrezzatura per il nuovo Concorso Docenti 2018




Il gruppo di lavoro precariato dell'FLC CGIL Roma e Lazio organizza, in collaborazione con Link Roma - sindacato universitario e Adi Roma - associazione dottorandi e dottori di ricerca, l'Assemblea "Out-Fit: attrezzatura per il nuovo Concorso Docenti 2018" mercoledì 11 ottobre 2017 dalle ore 16,00 alle ore 19,00 presso la Sala Fredda sede CGIL Lazio di Via Buonarroti 12 .  
L'iniziativa è rivolta a neolaureati/laureandi, dottorandi, ai docenti della fase transitoria e ai giovani interessati alle nuove regole introdotte dal Decreto sul reclutamento scolastico emanato lo scorso 10 agosto (classi di concorso, 24 cfu, Fit, concorso). Interverrà Anna Fedeli, segreteria nazionale FLC CGIL.


Aldo Domenico Ficara

Valeria Fedeli: controllo sulla fruizione della 104 nella mobilità e nelle assegnazioni provvisorie




Dopo l’intervento pubblico del Dirigente scolastico del liceo classico ‘Brocchi’, Gianni Zen, che ha scritto una lettera aperta al docente-avvocato denunciandone il comportamento a suo dire scorretto, sulla questione ( presa di servizio e immediata richiesta di aspettativa ) interviene anche il Ministro Valeria Fedeli. Il Ministro infatti , è intervenuto  anticipando la volontà di effettuare un giro di vite sui permessi 104. Le parole di Valeria Fedeli sono state:  “ con l’Inps, il Ministero della Salute e le Regioni riuniremo, nella prima settimana di ottobre, il tavolo che ho annunciato lo scorso 4 luglio per elaborare efficaci strategie di monitoraggio e controllo sulla fruizione della 104 da parte del personale docente e amministrativo coinvolto nella mobilità e nelle assegnazioni provvisorie”.


Aldo Domenico Ficara

domenica 24 settembre 2017

Nella scuola è giusto abolire le note ?




Alex Corlazzoli, con riferimento alle note di demerito in classe, scrive così nel suo blog: “ Michele ha 6 anni è in seconda elementare. Compirà sette anni proprio questa settimana (Auguri!). E’ tornato in classe, come tutti gli altri bambini, con il volto spensierato, un po’ allegro, un po’ nostalgico per le vacanze passate. Forse si aspettava di incontrare una maestra che lo avrebbe accolto, che gli avrebbe chiesto di parlare in aula dei mesi estivi. E invece ha trovato una “maestrina” che lo ha mortificato da subito. Nota! ( la nota: “Michele durante le vacanze non ha letto nessun libro e non ha scritto nessun pensiero sulle vacanze trascorse”. ). A tal riguardo si riportano alcune note disciplinari tra le più bizzarre della scuola italiana:

1. “Non è possibile svolgere la lezione causa olezzo nauseabondo proveniente da luogo ignoto.”
2. “C.D. aizza i compagni a lanciare penne e gomme verso il sottoscritto.”
3. “A.C. bacia appassionatamente S.D. mentre S.F. fotografa l’idillio.”
4. “Per festeggiare la sufficienza in arte L.S. spara un fumogeno dalla finestra dell’aula.”
5. “A. parla in arabo in classe e non vuole dire il significato in italiano”


Aldo Domenico Ficara

Il part-time orizzontale e verticale nella scuola




Con ordinanza del MIUR, previa intesa con i Ministri dell’Economia e della Funzione Pubblica, sono determinati, i criteri e le modalità per la costituzione dei rapporti di lavoro a tempo parziale, nonché la durata minima delle prestazioni lavorative, che deve essere di norma pari al 50% di quella a tempo pieno; in particolare con la stessa ordinanza sono definite le quote percentuali delle dotazioni organiche provinciali, per ciascun ruolo, profilo professionale e classe di concorso, da riservare a rapporti a tempo parziale, in relazione alle eventuali situazioni di soprannumero accertate.
Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve risultare da un contratto scritto e deve contenere l’indicazione della durata della prestazione lavorativa e decorre dal primo settembre di ciascun anno successivo all’accoglimento della domanda. Il tempo parziale può essere realizzato (cfr. comma 7 art.. 36 e 57 del CCNL 24.7.2003, art. 1 del D.lvo del 24.7.2003):

1.     con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi ( tempo parziale orizzontale)
2.     con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese o di determinati periodi dell’anno ( tempo parziale verticale);
3.     con articolazione della prestazione risultante dalla combinazione delle due modalità indicate alle lett. a e b ( tempo parziale misto), come previsto dal d.lgs 25.2.2000, n. 61.



Aldo Domenico Ficara

Renzi difende la sua 'Buona scuola': gli altri partiti vogliono forse licenziare 100mila insegnanti ?




Dalle pagine di un sito web locale ( di Trani ) si scrive: “ Renzi candidato premier? Il Pd ha fatto le primarie per scegliere il candidato premier. Il senso di questo giro non è tanto quello di buttarla sulle persone, ma di ragionare delle idee, dei risultati concreti. C'è chi dice che si poteva fare meglio. Si può sempre fare meglio. Ma cosa propongono gli altri a cominciare da Salvini e Grillo? Vogliono forse togliere gli 80 euro? Vogliono forse licenziare 100mila insegnanti della 'Buona scuola'? Vogliono forse togliere e aumentare le tasse? Riportare il canone Rai a oltre 100 euro, levare la 14esima ai pensionati, eliminare i sussidi per il lavoro e gli incentivi dati sul Fisco? Parliamo di cose concrete, che riguardano i cittadini. Credo che questo viaggio che oggi ha toccato la meraviglia e la bellezza di Trani serve più che ragionare di persone e dibattito tipico della politica. Stiamo ascoltando, discutendo e parlando in mezzo alla gente, alle persone, in luoghi peraltro bellissimi ".


Aldo Domenico Ficara

Il preside, l’insegnante precario, la presa di servizio e l’aspettativa




Gianni Zen, dirigente scolastico del liceo classico Brocchi di Bassano, è rimasto basito, quando ha visto la richiesta d’aspettativa di un insegnante che aveva firmato l’accettazione di un incarico di supplenza annuale il giorno prima.  Il preside ha pensato: «Ma come il docente ha preso servizio solo ieri e se ne va prima che la scuola inizi?». Il professore in questione, supplente per tutto l’anno scolastico, ha firmato l’accettazione dell’incarico l’1 settembre ma in classe non ha mai messo piede e Zen ha deciso di denunciare pubblicamente il caso. Prima però, ha negato l’aspettativa al prof precario di Diritto. In tutta risposta, gli è stato recapitato un certificato medico e gli studenti, a oggi, sono ancora senza professore. Caso vuole che il docente risieda al Sud e che abbia anche un’altra professione oltre all’insegnamento. Laureato in giurisprudenza, è avvocato.

Spedire in isolamento gli studenti che non rispettano l’insegnante




Sulle pagine del Corriere della Sera si pubblica un articolo riguardante le indicazioni di condotta diffuse dal nuovo preside della Great Yarmouth Charter Academy di Norfolk, una scuola superiore della Gran Bretagna. Nell’articolo si scrive: “ Nelle dieci pagine del prontuario si chiede ai ragazzi di andare a dormire alle 21,30 per contare su almeno nove ore continue di sonno e di sorridere ai docenti, oltre che di ringraziare i professori dopo la lezione, quando cambiano classe per raggiungere quella dove si terrà l’ora successiva. I professori, invece, sono invitati a reagire a ogni manifestazione di insubordinazione, a punire con una nota chi non ascolta, a spedire in «isolamento», cioè in una stanza a ragionare sulla mancanza di rispetto compiuta, coloro che masticano la chewing gum o non indossano l’uniforme completa “. La domanda che si pongono gli inglesi è la seguente: Quanto devono essere severe le regole imposte da una scuola per garantire il benessere dei ragazzi ma anche il loro successo scolastico?


Aldo Domenico Ficara

sabato 23 settembre 2017

Perché non si trovano insegnanti ?





Per gli insegnanti di Bolzano un periodo sabbatico ogni 5 anni di attività




Riportiamo un articolo del dicembre 2016 dove si parla di anno sabbatico per gli insegnanti che svolgono la loro professione nella provincia di Bolzano. L’articolo inizia così: “La Giunta provinciale di Bolzano ha confermato la possibilità per insegnanti e maestre d’asilo di accedere ad un periodo sabbatico ogni 5 anni di attività. La possibilità, per il personale scolastico provinciale, di accedere ad un periodo sabbatico è stata stabilita nel contratto collettivo del 2009, fu introdotta per la prima volta nell’anno scolastico 2011-2012, e venne regolata in maniera più strutturata con l’accordo siglato a giugno 2013. Nel corso della seduta del 20 dicembre scorso, la Giunta provinciale ( di Bolzano ) ha approvato il nuovo accordo con le organizzazioni sindacali che conferma per il personale docente, nonchè per il personale equiparato delle scuole professionali, delle scuole di musica e delle scuole dell’infanzia, la possibilità di accedere ad un anno sabbatico ogni cinque anni di attività. Il tutto, però, a condizione che la persona interessata abbia un contratto di lavoro a tempo indeterminato, e che per il quinquennio nel quale si vuole usufruire di questa opportunità, il compenso sia “ridotto” all’80% “.


Aldo Domenico Ficara

“Culpa in vigilando”. Una sentenza “normale” che fa discutere




Una sentenza "normale" riguardante la "Culpa in vigilando" ( art. 2048 codice civile) che coinvolge gli insegnanti . Questa deve essere essere esercitata in modo continuativo nei confronti del minore. Non sono ammesse deroghe o vuoti temporali. La sentenza n.21593/2017 della massima Corte conferma la giurisprudenza ormai consolidata. Eppure tanti docenti esprimono meraviglia e stupore. ""Dura lex, sed lex"

Il fatto e una sentenza "normale"
Un bimbo lasciato solo fuori dal cancello della scuola ad aspettare l'autobus, è investito e muore. La responsabilità ricade sull'insegnante che aveva in affidamento l'alunno e sul comune.
La Cassazione ha ribadito e confermato il suo orientamento. Non poteva essere altrimenti, considerando la condizione giuridica dell'alunno (minore, cioè "incapace di intendere e volere") Quindi è una sentenza "normale". Niente di nuovo sotto il sole!
L'insegnante ha l'obbligo "di far salire e scendere dai mezzi di trasporto davanti al portone della scuola gli alunni, compresi quelli delle scuole medie, e demandando al personale medesimo la vigilanza nel caso in cui i mezzi di trasporto ritardino"
la Sentenza sconfessa la tesi del Miur:  "non si estende l'obbligo di vigilanza sui minori sia da parte del corpo docente sia da parte del personale dipendente dal Ministero, in quanto l'amministrazione scolastica assume la custodia degli alunni all'interno della sede nello svolgimento delle attività scolastiche e non, come nel caso di specie, in luoghi di pertinenza dell'istituto scolastico"

Le reazioni degli insegnanti
Sui media sociali la sentenza si è diffusa rapidamente, grazie alla sua pubblicazione in diversi siti. Molte reazioni di colleghi esprimono meraviglia, stupore! Difficoltà a comprendere una sentenza fuori dalla realtà. "Tutto ciò è assurdo!", "Vediamo di non esagerare, per favore!!!!!"," Questi giudici, a tutti i livelli, hanno manifestato una superficialità incomprensibile."
Altri commenti esprimono valutazioni senza alcun fondamento giuridico " la patria potestà non esiste più." (Nel caso specifico la responsabilità è dell'insegnante. Cosa c'entrano i genitori?).
Un altro commento certifica una lettura superficiale della notizia: "Bisogna vedere concretamente cosa è avvenuto, assai generico l'articolo. Per esperienza personale posso dire che durante la mia carriera come preside due alunni prima di entrare in classe rimasero uccisi in due diversi incidenti stradali.La scuola aveva provveduto ad assicurarli anche in itinere. L'assicurazione pagò" ( il caso è diverso. Il bambino non sta entrando, bensì è uscito dalla scuola). E qui mi fermo!

La condizione di minore
Il quadro giuridico.
Gli insegnanti quasi sempre hanno dei minori in custodia . Con minore si intende un soggetto incapace di intendere e volere. Per dirla con altre parole, il soggetto non ha la maturità psichica per comprendere e valutare gli effetti dei suoi comportamenti. Teoricamente questo vale per tutti i ragazzi fino al compimento del diciottesimo anno di età.  In realtà l’assoluta incapacità di intendere e volere esiste penalmente  fino al quattordicesimo anno ( art. 97 codice penale) . Questo spiega l'esplicito riferimento nella suddetta sentenza ad una vigilanza continua anche per i ragazzi delle medie.  Dai quattordici ai diciotto anni poi questo profilo si attenua, lasciando alla valutazione del giudice il caso specifico ( art. 98 c.p. ).

la vigilanza senza "vuoti temporali"
Senza soluzione di continuità. L' art. 2048  nei comma 2 e 3  recita: “I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto”
Ne discende che verso i minori, tutti i minori ( il codice non presenta “gradazioni di profili” affidati agli insegnanti, contraddicendo gli art. 97 e 98 c. p. ) grava sugli insegnanti una responsabilità civile e penale. Quindi il criterio che questa responsabilità non prevede “buchi”, “zone franche”( bagni…),possiamo  dirla in termini tecnici è senza soluzione di continuità, in quanto la minore età è uno “stato” e non è una variabile dipendente dalle situazioni. Questo si traduce che i minori ( almeno fino a quattordici anni, ma è tutto relativo in quanto dipende dalla valutazione del giudice ) devono essere consegnati ai genitori o a una persona maggiorenne autorizzata da loro. Le liberatorie non esentano gli insegnanti dalla responsabilità, anzi in sede dibattimentale possono essere portate come prova in quanto implicitamente è un’ammissione dell’esistenza di un obbligo di vigilanza del docente nei confronti del minore. Il diritto alla tutela e protezione del minore non è un “diritto contrattualizzabile ” tra scuola e famiglia, in quanto già definito da normativa superiore.

Una "cruda" riflessione
La sentenza ribadisce la prevalenza della sicurezza e della protezione del minore. Al giudice la pedagogia o l'autonomia interessano poco. Egli non legge M.Montessori, ma solo i codici e le sentenze. "Dura lex, sed lex"