mercoledì 22 febbraio 2012

Come nacque la legge 124/99 sulle GAE, l'esperienza del CIP ( prima parte )


Pare che il Ministro Berlinguer passerà alla Storia, tra gli altri “meriti”, anche per colui che nella Scuola farà i “concorsi” cioè l’ultimo concorso ordinario, sembra inoltre che questo provvedimento, in parte legato alle sorti del Disegno di Legge 4754 (ex DdL 932), sia non solo atteso ma addirittura desiderato dal mondo della Scuola e invocato dal Sindacato. Non solo, ma in modo puntuale ciò rappresenterebbe, nell’ambito della Legge, il supremo interesse generale, oltre che un razionale criterio di efficienza e di equità per il reclutamento del personale. Il tutto naturalmente confermato dalla c.d. “opinione pubblica” degnamente rappresentata dalla Stampa nazionale, che presto iscriverà questo provvedimento nell’ambito del “pacchetto lavoro”, finalità prioritaria dell’attuale esecutivo.



Qui chiaramente siamo di fronte a interessi superiori, però succede a volte che quando ci si appoggia troppo a princìpi generali, questi poi si piegano.
Similmente nel mondo scientifico quando i fatti appaiono così evidenti c’è sempre puntualmente  poi, ex post, qualcosa che non conferma le nostre “evidenti convinzioni” aprioristiche ex ante, anche fino al punto di rimuoverle totalmente.
Proviamo a capire se anche questo é il caso.
Sembra che la finalità della Scuola, oltre che quella di agenzia di socializzazione, sia quella di preparare dei cittadini , con adeguate conoscenze e abilità, da mettere a frutto nel mondo del lavoro e nella formazione universitaria. Cardine della scuola é il docente, che attraverso la sua funzione, la funzione docente, permetterebbe il raggiungimento potenziale, degli scopi essenziali dell’Istituzione. La funzione docente, attualmente,  dovrebbe essere un mix di varie e accettabili  competenze disciplinari, discrete capacità didattiche e di relazione umana, di una buona propensione all’innovazione e, aggiungiamo purtroppo,  buone capacità burocratiche.
Come si accerta la funzione docente? Secondo il Ministro e i suoi consiglieri attraverso il concorso ordinario, cioè attraverso una prova.  In che cosa consiste la prova? La prova consiste nell’esecuzione a sorte di un tema scritto a data e tempo prefissati, ed eventualmente se superato lo scritto con l’equivalente di ben 7/10, nell’interrogazione orale, più o meno collegiale, da parte di docenti di ruolo della Scuola statale facenti parte delle commissioni giudicatrici. Ci chiediamo: ma questa prova è adatta allo scopo o meglio è il modo efficiente per selezionare i docenti ? Accade ora che la risposta del Ministro, dei consiglieri,  sia concertativa con quella del Sindacato e suoni in questo modo: solo una rigorosa selezione pubblica (statale?) permette di fornire alla Scuola dei validi docenti, nell’interesse generale atto a soddisfare i diritti  dell’utenza, che semplicisticamente, aggiungiamo noi, potrà in questo modo trovare un lavoro o una adeguata collocazione. Concertativamente, precisa il Sindacato, solo in questo modo, i docenti potranno entrare nei ruoli con pari dignità rispetto ai colleghi a tempo indeterminato .

Giancarlo Memmo