martedì 7 febbraio 2012

Comunicato CPS Napoli sulle dichiarazioni di Mario Monti

Come Coordinamento Precari Scuola Napoli, esprimiamo tutta la nostra indignazione per le parole del presidente del consiglio Monti che, con arrogante leggerezza ed un insopportabile paternalismo, chiede ai giovani di abituarsi a non pensare più al posto fisso, presentando la sua ricetta, che puzza di neoliberismo, come un antidoto alla “monotonia”.
Le parole di Monti risultano offensive non soltanto per i giovani che aspirano ad un futuro dignitoso, fatto di diritti e tutele, ma nei confronti di tutti i precari. Il precariato lavorativo, infatti, lungi dall'essere un fattore "dinamizzante", costituisce una piaga sociale diffusa e dilagante nel nostro paese, che affligge giovani e meno giovani, e ne deprime entusiasmi e capacità.

Lo sanno bene i precari della scuola, docenti ed ATA, che hanno alle proprie spalle molti anni di supplenze e, dopo anni di sacrifici, vedono sempre più concretizzarsi l’ipotesi di una fuoriuscita dal mondo della scuola.

Come Coordinamento Precari Scuola ci battiamo strenuamente da tre anni contro i tagli che hanno sottratto alla scuola pubblica statale 8 miliardi e 150.000 posti di lavoro, privandola delle risorse materiali, umane ed intellettuali per poter svolgere quella funzione di emancipazione e formazione di pensiero critico che le è propria e peculiare. Questi tagli non solo hanno distrutto il sistema pubblico di istruzione, ma impediscono, a quanti ne hanno garantito il buon funzionamento, di avere una prospettiva di lavoro stabile, con gravissimo pregiudizio per la "tenuta" etico-culturale del paese e per la mobilità sociale.

Il presidente Monti dovrebbe spiegarci che cosa ci sia di “noioso” nel vedere garantito quel diritto al lavoro che è sancito dalla nostra Costituzione. E dovrebbe spiegarci che cosa ci sia di “noioso” nella volontà garantire la continuità didattica ai nostri alunni che, finalmente, potrebbero vedere rispettato il loro sacrosanto diritto allo studio. Tra l'altro, visto che la noia scaturisce dal mancato cambiamento di uno stato, è chiaro anche a chi abbia anche solo un minimo di capacità riflessiva che una condizione di precariato che si protragga per tutta la vita è almeno tanto noiosa quanto la stabilità!

Ma il presidente Monti, evidentemente, non riesce a capire che, a lungo andare, è proprio il precariato, con la paralisi che determina, a diventare monotono. Monotono, infatti, è avere un contratto in scadenza che non si sa se verrà rinnovato, né a quali condizioni. Monotono è non avere tutele ed essere costantemente ricattabili. Monotono è non poter progettare il proprio futuro.

Il Coordinamento Precari Scuola Napoli continuerà la propria battaglia in difesa della scuola pubblica statale, del diritto allo studio e del diritto al lavoro. Continueremo a chiedere il ritiro dei tagli all’istruzione ed un piano di investimenti che restituisca alla scuola i posti di lavoro tagliati; continueremo a esigere l’immissione in ruolo dei precari finora sfruttati. Per noi il posto fisso è esattamente agli antipodi della monotonia: è il presupposto di una proposta didattica creativa e coinvolgente ed è, inoltre, un diritto fondamentale, che pretendiamo venga rispettato.

COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA NAPOLI