martedì 28 febbraio 2012

Il ministro vuol far stare bene gli alunni, l’ANP i dirigenti scolastici, e ai professori chi ci pensa ?



Bisognerebbe avviare "un progetto che si chiami 'lo star bene dello studente, il welfare dello studente'". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, nel corso della sua visita alla scuola Giovanni Falcone, nel popolare quartiere Zen di Palermo. Considerando che la scuola ha una grande responsabilità educativa, che non si riduce ad una semplice trasmissione di conoscenze in quanto è chiamata a coniugare i saperi con le relazioni e ad accrescere l’attenzione verso le individualità, si deve promuovere lo “star bene” di ogni operatore scolastico all’interno dell’istituzione nel rapporto con sé stesso e con gli altri. Quindi lo star bene all’interno della scuola deve essere un comune denominatore di tutte le componenti che la formano, e le danno vita ogni giorno con amore e passione. 





Visto che, da oggi, gli studenti sono sotto la tutela del ministro, rimangono da far star bene i Dirigenti scolastici e i Professori. I primi tutelati da sindacati ben organizzati e strutturati, primo fra tutti l’ANP, pensano all’adeguamento dei loro stipendi a quelli dei dirigenti  amministrativi ( vedi articolo “Lo stipendio di dirigente scolastico è la metà di quello di un dirigente amministrativo ? Dimezziamo lo stipendio del dirigente amministrativo “ ). I secondi invece, i professori di scuola,  che non sono tutelati da nessuno, sono “ carne di porco “ , che può essere affettata, tagliata, smembrata e buttata nei rifiuti senza che alcuno dica nulla. Qualcosa l’avrebbero dovuta dire i sindacati, quelli che in questi giorni chiedono il voto per l’elezione ad RSU, ma non lo hanno detto, o se lo hanno detto, nessuno se ne è accorto. I tagli ci sono stati e  tanti, i professori hanno perso lo stipendio, il posto, la tranquillità e la serenità di poter esprimere un didattica sufficientemente apprezzabile dagli altri che si devono far star bene. Il tutto nell’indifferenza di chi doveva tutelarli, come oggi fanno per studenti e presidi.

Aldo Domenico Ficara

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