mercoledì 27 febbraio 2013

La scuola di Grillo

La ricreazione non aspetta
Autore: Mila Spicola

Questo il programma del M5S sulla scuola.
Sembra fatto da mia zia. Attenzione, è tanto una cara persona, mia zia Pina, ha sentito e strasentito me, come la figlia, supplente precaria,  parlar di scuola da mattino a sera,  ripete qualche concetto..ma,  non le affiderei una classe,  figurarsi la scuola italiana.
Programma scarno, povero. La signora Maniscalco, collaboratrice scolastica, mi sta dicendo “ma piffavuri proessorè, chisti nni sannu cchiù picca di Franco, mi parinu li scout veru, matri matri” Perchè parrebbe che Bersani voglia fare “scouting” tra i grillini..(Franco è un noto somaro della mia scuola).
Ma andiamo al programma del M5S sulla scuola, sono 13 punti e basta, nel senso che non sono argomentati o esplicitati da nessuna parte:
1. Abolizione della legge Gelmini (e vabbè, su questo siam tutti d’accordo in Italia, tranne la Gelmini. Ma che vuol dire? Rimetti i moduli? Rimetti le ore di italiano e di tecnologia? rimetti le sperimentazioni Brocca alle superiori?  )





2. Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti (magari, ma come? in quali scuole? con quali strutture?col wireless? e i cellulari accesi? sempre o in qualche ora? con quale competenza didattico-pedagogica?)
3. Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via internet in formato digitale ( l’idea, che voleva introdurre Profumo, in se sarebbe condivisibile ma si scontra con una serie di difficoltà contingenti: economiche in primis, logistiche e pratiche poi. Per esperienza provata i ragazzini vogliono e hanno bisogno ancora delle pagine stampate. Stampe che alla fine, tra risme e toner, costano più di certi libri. L’ebook poi esige il pc o il tablet: non lo hanno. Ci arriveremo gradualmente e naturalmente, ad eliminare la carta, ma non è un punto da mettere in un programma, lo avevamo detto anche a Profumo, è la naturale evoluzione delle cose. Il problema vero è gestire le mutazioni didattico-pedagogiche che sottende tale evoluzione: per quale sapere, per quale pilastro educativo: condivisione o trasmissione? Ma non credo, con tutto il rispetto, che Franco sia in grado di elaborare analisi in proposito)
4. Insegnamento obbligatorio della lingua inglese dall’asilo (tentiamo di farlo da secoli, ma..partiamo ab ovo: in quali asili? Gli asili in Italia non ci stanno. Capisco che non leggete i giornali e non vedete la tv, ma, se aveste seguito le primarie sta cosa degli asili che non ci stanno è stato uno dei cavalli di battaglia…Gli asili comunali, per esempio a Palermo sono meno del’1%, dunque, caro Fabio: facciamo gli asili prima? che magari sarebbe più urgente. Certo se si mettono a licenziare le donne incinte sti grillini…come hanno fatto al Comune di Leri..Sull’inglese, certo,  ma …oggi sarebbe più innovativo, efficace e veloce non doppiare i cartoni animati e le tvstories in nessuna delle tv per far apprendere l’inglese a un bimbo o a un ragazzo )
5. Abolizione del valore legale dei titoli di studio (boh, non so, a me sta cosa non mi ha mai convinta)
6. Risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica (anche qua, che imprecisioni: anche le paritarie sono pubbliche, le scrivessero bene almeno le proposte..e su questo: le paritarie le riorganizzano? le scuole degli enti locali che fine fanno? per adesso sono paritarie…in  tutto ciò chiedano e mi facciano sapere come mai però Grillo porti i suoi figli in una costosa scuola privata dei salesiani a Genova e non in una scuola statale – statale, si chiama statale, ok? – )
7. Valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti (aggiungerei un “anche” e un “come”; già si sta sperimentando qualcosa..lo sanno? E con grandi resistenze..lo sanno?)
8. Insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri,obbligatorio in caso di richiesta di cittadinanza (già si fa, i bimbi stranieri sono a scuola come gli altri, ma Grillo non è  quello contrario alla cittadinanza dei bimbi stranieri e vorrebbe picchiare i marocchini?)
9. Accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie (vedi sopra alla voce difficoltà economiche e logistiche, dimmi prima dove prendi i soldi)
10. Investimenti nella ricerca universitaria (questo lo dice persino la Gelmini, e lo dice persino meglio, lo dicono tutti in campagna elettorale)
11. Insegnamento a distanza via Internet (anche qua: sono decenni che ci sono ricerche e sperimentazioni sull’e-learning, ad esempio a roma tre…si andassero a leggere qualche cosetta: e in che ordine di studi? Per i ragazzi – che ginepraio che si apre-? Per gli universitari? Altro ginepraio. Per gli adulti?…).
12. Integrazione Università/Aziende (Bene..ma. Cioè? Come, dove, in che senso? Le aziende finanziano? E allora si ripropone l’annoso problema dell’indipendenza cultura/mercato che anche loro paventano, dicendolo in modo confuso e superficiale, e che per decenni è stato il freno reale a questo processo).
13. Sviluppo strutture di accoglienza degli studenti (sacrosanto, però la tematica, molto ampia, rientra nel diritto allo studio, almeno li organizzassero per ambiti i punti).
E’ tutto.
Dov’è l’impianto, la struttura, la visione, il progetto, l’idea? Dov’è il quadro di riferimento, con quali analisi e per quali bisogni? Dove sono le questioni immense connesse ai sistemi d’istruzione: docenti, dirigenti, studenti che fine fanno? Formazione, aggiornamento e selezione dei docenti? Rapporti alunni/docenti?  Contenuti e finalità? Postulati educativi? E l’edilizia scolastica? E l’annosa questione della dispersione? E la valutazione? La vogliono mi par di capire..ma di che tipo? Lo sanno che ci stiam scannando su questi punti? E quale il posto nella politica strategica nazionale danno alla scuola? Hanno una politica strategica nazionale?
Sono dei punti frammentati, estrapolati da altri contesti e messi insieme impoverendoli,  frutto del malessere manifestato in questi anni da tanti di noi. Ma un programma è altra cosa. Che scuola vogliono i grillini? Inclusiva, selettiva, strumentale o formativa? Centralizzata o autonoma…?? Sanno che ciascuna di queste parole comportano concetti, variabili, azioni? Io lo so: non ne hanno idea. Non sanno di cosa parlano. Ma in assoluta buona fede. Gli elettori e i militanti sono in assoluta buona fede. Ma è una buona fede mischiata a totale incompetenza specifica, questo rivela l’elenco.
Lo diciamo da decenni ed è la nostra priorità più grande, la nostra richiesta incessante: senza competenze specifiche e certificate non ci si può occupare di scuola, uno dei sistemi più complessi e di valore strategico che riguarda le organizzazioni sociali del terzo millennio. La scuola merita rispetto, merita attenzioni e provvedimenti nel segno della qualità predisposti da persone con conclamata preparazione specifica. I ragazzi meritano rispetto. Lo dicevamo in passato, lo abbiamo urlato in questi anni, mica siamo stati zitti, e nemmeno delicati, con quelli che hanno tentato di distruggere la scuola statale, ma continueremo a farlo. Con chiunque dimostri la stessa identica approssimazione e superficialità.  Lo abbiamo fatto con la Gelmini, lo abbiamo fatto con Profumo, lo abbiamo fatto con le gravi imprecisioni presenti in “agende” varie, da quella di Monti a quella di Giannino. Lo facciamo con questi “suggerimenti” proposti dal M5S. Magari prima le ragioni del far male erano far cassa, ma non meno pericolose possono essere le motivazioni irrazionali, le proteste, coniugate a sommarie considerazioni e a “voci di popolo” prive di qualunque fondamento scientifico e di piani specifici di settore. La rabbia non aiuta la scuola. E nemmeno l’Italia. Serve altro. Umiltà soprattutto e onestà nell’ammettere che non ci si candida per posizioni di enorme responsabilità non avendone le competenze. Vale per chiunque, per qualunque partito. Varrebbe a maggior ragione per chi critica il mal fatto in passato.
Se il M5S arriva secondo, come alcuni pronosticano, avranno cinque anni per studiare qualcosa e capirlo. Tolti Grillo e quel tizio strambo e sinistro che gli gira intorno, tolti loro due e quei toni da Savonarola del terzo millennio, sono brave persone, volenterose, curiose, armati di ottime intenzioni. Sicuramente migliori di tantissimi altri che abbiamo eletto in Parlamento in passato.
E noi, abbiamo tempo, denaro, e disponibilità per farli studiare. Proprio quello che serve adesso, all’Italia e alla scuola: essere governati da qualcuno che ancora deve capire di che sta parlando. Giusto? Però, coraggio, lo studio prima di ogni cosa. Sono ironica, ma manco tanto: questo stanno facendo in grillini in Sicilia, stanno studiando. E intanto la Sicilia affonda. Non era meglio cercare e proporre persone con i “controcazzi”, scusate la parola, in ogni ambito? Non era meglio proporre il meglio che ci può essere al peggio già visto? Invece di questi volenterosi allo sbaraglio?
Io farei studiare ancor di più chi li sta votando. Hanno idea della enorme responsabilità che hanno? No, non è hanno idea perchè la rabbia e lo scontento sta sommergendo ogni altro pensiero. In buonissima fede, per carità, la capisco e la condivido la protesta, perché gli altri han fatto quel che han fatto, perché “se ne devono andare tutti a casa!”. Concordo sul fatto che la classe dirigente italiana, politica e non, ha fallito. Ma, una volta mandati a casa, dovete propormi di meglio perché io possa affidarvi la scuola. Non mi basta cacciar quelli. Mi serve una proposta reale, complessa e di qualità. Vorrei l’acqua per sfuggir la padella, non la brace. Devo salvare la scuola non la coscienza dei singoli. Molte delle proposte dei grillini, la banda larga, le priorità ambientali, le innovazioni, le condividerei, ma sulla scuola..beh…Un attimo. Intravedo confusione, superficialità, imprecisione.E se c’è confusione di senso e visione sulla scuola c’è anche sulla società. L’ elenchetto di sopra mi fa presumere a un nulla armato di buone intenzioni che può essere peggiore del peggio. E’ come se Franco si fosse fatto un giretto on line, abbia selezionato qualche frase, qualche temino condiviso, l’abbia copiato e incollato in un semplice elenco puntato. Più che semplice, lo ripeto, scarno. La scuola di Grillo, se è questa, non c’è. Non si va oltre il suggerimento o i desiderata. E mi pare che sia così anche l’Italia di Grillo.
Studieranno cinque anni per capire che il vero problema italiano non è la politica, direi, manco solo la cattiva politica, l’allarme è più grave, è il deficit di onestà che  riguarda il paese intero, politici e non.  Mentre loro studiano però noi vorremmo occuparci di scuola, per bene finalmente, con competenza, con attenzione, collegando le proposte e lo studio dei problemi alla ricerca, nazionale e internazionale. Come è giusto che sia per un paese avanzato e togliendola dalle mani impiastricciate di merendine di Franco. Posto che le esigenze di Franco il Somaro siano le sacrosante premesse da cui partire.


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