domenica 3 marzo 2013

Cominciamo con il dire che non si dà del “faccia di culo “ a nessuno

Arriva nelle istituzioni un linguaggio triviale e scurrile che dimostra  una comicità licenziosa, sguaiata , sboccata e volgare . L’uso nel dare del “ faccia di culo “ ad alti esponenti dei partiti politici al netto di tutti gli errori strategici che abbiano potuto commettere in passato fa riflettere e riflettere molto sul basso livello formale e sostanziale in cui siamo arrivati. Se si va sulla rete la questione faccia di culo ha tutta una serie di varianti che evidenzia un crescendo rossiniano del termine e che la dice lunga sul decadimento linguistico e morale  del bel Paese. Non ci sono distinzioni tra chi vota e  chi è stato eletto, esiste solo un comune denominatore:  l’uso di termini sboccati  di facile presa sull’immaginario collettivo,  abituato da molti lustri ad un linguaggio volgare. Probabile che anche la scuola, luogo istituzionale deputato a far crescere i cittadino del domani,  abbia fallito nel suo compito educativo. Vediamo a dimostrazione di quanto detto alcune tappe fondamentali sulla diffusione mediatica del termine “ faccia da culo “:

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