giovedì 22 agosto 2013

Caro Lucio: non sono tutti uguali, altre testate giornalistiche citano

Si vuole portare come contro esempio all'articolo di Lucio ripreso in parte e non citato dal Manifesto, quello della testata giornalistica " Il Nuovo Molise ", in cui il nostro blog viene citato come fonte parziale:


Il governo, tre giorni fa, è stato battuto in Senato su un emendamento dell’ Idv che ha abrogato un articolo del decreto sulle commissioni bancarie, che conteneva una norma a favore delle pensioni dei manager pubblici. I favorevoli sono stati 124 (Idv, Lega e Pdl), i contrari 94. L’articolo abrogato integrava un comma del decreto Salva Italia, che imponeva un contributo di solidarietà per gli stipendi dei manager pubblici oltre i 300.000 euro annui. L’articolo stabiliva che questo “taglio” di stipendio era ininfluente ai fini della definizione della pensione per la parte calcolata con il metodo retributivo. «Questo articolo – aveva spiegato in aula il sottosegretario Claudio De Vincenti – fa sì che i dirigenti della Pubblica amministrazione che hanno già maturato i requisiti di pensionamento, che volontariamente prolungano la loro attività, al momento dell’andata in pensione avranno l’assegno calcolato sulla situazione maturata al 22 dicembre 2012». L’articolo non comportava oneri per la finanza pubblica e il governo lo aveva inserito nel decreto sulla commissioni bancarie per evitare possibili ricorsi, alla luce di precedenti sentenze della Corte costituzionale in tema previdenziale.



L’emendamento dell’Italia dei Valori è stato votato anche da Pdl e Pd. Ma erano solo in sette. Tutti gli altri esponenti hanno invece hanno votato compatti contro il taglio alle pensioni dei più alti funzionari di Stato. Una scelta che ha scatenato l’ira dei cittadini del web andati alla ricerca dei nomi dei senatori che non volevano il taglio delle pensioni d’oro.Nella lunga lista compaiono anche i due esponenti molisani a Palazzo Madama: il senatore del Pdl Ulisse Di Giacomo e il senatore del Gruppo misto Giuseppe Astore accusati, sul social network, di fare i moralisti in casa Molise e di comportarsi in maniera dialmetralmente opposta nelle sedi istituzionali. “In 94 si sono battuti come leoni contro quell’emendamento – si legge su Regolarità e trasparenza nella scuola – e a favore del mantenimento delle pensioni d’oro. Tutto il Pd, ad eccezione di sette senatori che, in uno scatto di dignità hanno votato contro. Ad esprimersi a favore delle superpensioni dei manager pubblici troviamo, per esempio, figure del calibro di Anna Finocchiaro, Enzo Bianco, Maurizio Gasparri o Pietro Ichino, lo stesso che va in giro a predicare il superamento del divario tra le generazioni”.