martedì 20 agosto 2013

I Dirigenti scolastici del meridione sono un valore aggiunto per tutta la Nazione




La Lega Nord negli ultimi anni non ha trascurato di intervenire  sul tema dei Dirigenti scolastici dichiarando di non volere che i posti vacanti nelle regioni del Nord vengano assegnati ai vincitori di concorso nelle regioni meridionali. La Lega ha utilizzato il tema per l’ennesima battaglia identitaria, senza affrontare la questione nel merito, ma ha in qualche modo scoperchiato una questione spinosa e cruciale della scuola italiana. La questione dei Dirigenti scolastici meridionali nasce nell’estate del 2008,  quando in Friuli Venezia Giulia stavano  per arrivare sette nuovi dirigenti scolastici del Sud. Una situazione che i leghisti non intendevano accettare. Infatti un senatore leghista facente parte della commissione Istruzione disse: "nessuno di loro ha radici in questa regione, quattro arrivano dalla Calabria, due dalla Campania e uno dalla Sicilia. La Lega  sta anche studiando come garantire che un'adeguata percentuale dei posti di dirigente scolastico vada in ogni caso a residenti nella Regione dove si deve prestare servizio.  Il nuovo regolamento per il reclutamento dei dirigenti scolastici varato dal ministro Gelmini, privilegerà più il merito rispetto all'anzianità di servizio. E già questo dovrebbe fare una bella differenza. Non è infatti credibile la considerazione, espressa dalla Uil-Scuola, secondo cui al Nord i ragazzi trovano lavoro prima e spesso non c'è necessità di andare all'università, mentre al Sud all'università ci andrebbero praticamente tutti".
 

 
 
 
Parole che i dirigenti e i militanti leghisti non hanno lasciato cadere nel vuoto, denunciando nelle scuole del Nord, la presenza di 117 presidi meridionali su 118. Oggi le preoccupazioni per il concorso a Ds della Lombardia sembrano essere le stesse del 2008, medesime le considerazioni sui Dirigenti scolastici meridionali che non dovrebbero essere ritenuti candidabili a ipotetici incarichi annuali di presidenza in terra padana. La verità è quella che le competenze di  un Dirigente scolastico non dipendono dalla latitudine del suo domicilio, non dipendono dai suoi dati anagrafici, ma soprattutto non dipendono dall’appartenenza a partiti,  che fanno della divisione del territorio nazionale un vanto ideologico. In altre parole i Dirigenti scolastici meridionali sono e resteranno sempre un valore aggiunto di competenze e conoscenze per tutta la nazione, di cui anche la Lombardia potrebbe trarne dei benefici,  spendibili sia in qualità organizzativa delle scuole sia  nello sviluppo culturale dei suoi territori.

 

 

Aldo Domenico Ficara

1 commento:

  1. L'articolo è stringato ed asaustivo sull'argomento.
    L'ho fatto leggere a dei colleghi;
    è venuto LORO spontaneo dire:
    "se i Dirigenti (e i docenti) Meridionali non possono Far Funzionare Scuole "padane"
    [sul suolo italiano che NUTRE Deputati e Senatori... di TUTTE le Regioni...italiane]
    allora vuol dire che l'utenza scolastica dovrà recarsi in Albania;
    pare che lì si erudiscano
    "dietro commisurato prezzo" PURE gli eterni IGNORANTI... di bassa lega" !!!

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