sabato 27 settembre 2014

Una Buona Scuola popolare (LIP) e la Buona Scuola (degli SLOGAN MEDIATICI)... tagliata da oltre 20...ANNI INTESIZZATI !!!



ANCHE I VESCOVI CONTRO
i "ventennali" VUOTI SLOGAN MEDIATICI "Renzu-Sconiani":

"basta slogan, Renzi ridisegni l'agenda politica" .

IL segretario della Cei Galantino al termine del Consiglio episcopale permanente

parla della controversia sull'articolo 18 :

"Scontro sterile, sventolano troppe bandiere".

E ai sindacati dice:

"Guardare oltre o ci saranno morti da una parte e dall' altra".

Camusso: "Da vescovi invito a governo a non generare scontro sociale"...

LINK ODIERNO INTEGRALE :

http://www.repubblica.it/politica/2014/09/26/news/cei_basta_slogan_renzi_ridisegni_l_agenda_politica-96713130/


AL SEGUENTE LINK

viene presentato (da un COMITATO di Genitori e Docenti)
UN CONFRONTO SINTETICO NEI MERITI dei 02 sopra richiamati
-Modus Procedendi- SCOLASTICI PUBBLICI :

http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/2014/09/22/la-legge-di-iniziativa-popolare-per-una-buona-scuola-per-la-repubblica-lip-e-la-buona-scuola-di-matteo-renzi/
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POST (e ANTE !!!) SCRIPTUM :

«Forza Italia dirà sì alla riforma dell’articolo 18».

Alla vigilia di una settimana delicatissima per la discussione sul jobs act, con il Pd spaccato
E RENZI DECISO AD ANDARE AVANTI COMUNQUE,
BERLUSCONI LANCIA UN ASSIST AL PREMIER…

… «Se LA SINISTRA STA FACENDO IL CONTRARIO DI QUANTO HA FATTO IN PASSATO
- ha spiegato –
COME POSSIAMO DIRE DI NO A QUELLE RIFORME CHE NOI VOLEVAMO ?
SAREMMO PERSONE SCORRETTE…

-GIORNI FA-
ANCHE LA GELMINI DISSE CHE LA “Riforma-Taglio” di Renzi-Giannini era la Riforma Gelmini…

LINK integrale della (ennesima, VENTENNALE NON notizia… LARGAMENTE INTESIZZATA) :

http://www.iltempo.it/politica/2014/09/28/berlusconi-corre-in-soccorso-di-renzi-sulla-riforma-dell-articolo-18-1.1318086

Indagine sulle Linee Guida della Riforma della Scuola Renzi – Giannini

L’A.Ge. (Associazione Italiana Genitori), sta partecipando al dibattito che in questi giorni si è sviluppato sul testo di riforma della scuola, che il Presidente del Consiglio ha presentato. Da una prima valutazione, nel suo insieme, esprime un parere positivo, riservandosi di approfondire i vari punti per un contributo che risponda alle aspettative dei genitori. Sulla base di tale premessa l’A.Ge. Vi sottopone il presente questionario, dopo un’attenta lettura del testo, suddividendolo in macro aree d’intervento relativo agli interessi e alle aspettative dei destinatari di tale rivoluzione: famiglie e studenti.
Fra gli interlocutori l’A.Ge., con le sue oltre duecento associazioni presenti su tutto il territorio nazionale, è riferimento qualificato e competente per concorrere al miglior compimento del progetto di riforma. La riforma non deve solo dare soluzione al precariato – legittimo dare certezze alle migliaia di giovani che da anni attendono di vedere raggiunto l’obiettivo della sicurezza lavorativa – ma, nel suo obiettivo più qualificante, deve perseguire il miglioramento dell’azione educativo- formativa della scuola. L’A.Ge. considera possibile l’obiettivo di una “Buona Scuola” solo se le leggi e i decreti precedenti, in tema di Governo della Scuola: Autonomia, Carta dei servizi scolastici, Forum delle associazioni dei genitori, Patto di corresponsabilità educativa, Statuto degli studenti e delle studentesse, saranno parte integrante della riforma. In particolare, l’esigenza di una partnership educativa tra scuola e famiglia è sempre più sentita e, sempre più, si fonda sulla condivisione dei valori e su una fattiva collaborazione delle parti, nel reciproco rispetto delle competenze. Essa è riconosciuta come un punto di forza necessario per offrire ai ragazzi la più alta opportunità di sviluppo armonico e sereno, poiché l’educazione e l’istruzione sono anzitutto un servizio alle famiglie e alla società tutta che non può prescindere da rapporti di fiducia e di continuità che vanno costruiti, riconosciuti, sostenuti e valorizzati. La crescente sensibilità verso il ruolo dei genitori all’interno della scuola, avvalorata dai documenti europei, che pure fanno appello a questa esigenza, ha avuto, in questi ultimi anni, un riconoscimento giuridico e sociale. Ci troviamo di fronte ad una nuova stagione di dialogo e di cooperazione con la famiglia e questa alleanza educativa costituisce un valore aggiunto in termini di prevenzione e di contrasto del disagio.

http://www.age.it/questionario/

mercoledì 24 settembre 2014

LA “BUONA SCUOLA” PARTITA SENZA META E SENZA BUSSOLA

di Vincenzo Pascuzzi – 24 settembre 2014
 
1) Bugie e trappole
Il titolo. “La buona scuola” – è già stato osservato – somiglia a uno slogan pubblicitario, “pieno di buonismo perfidino” e “sottintende una cattiva scuola da cui prendere le distanze”, mentre in realtà “La nostra non è una cattiva scuola. È una scuola senza risorse” (Mariapia Veladiano – la Repubblica – 4.9.2014).
L’inizio. “Non una riforma, non un adempimento burocratico, non un libro dei sogni. Un patto, semplice e concreto”: così esordisce il messaggio di Renzi & Giannini e implicitamente del governo. Due brevissime frasi che contengono tre bugie e tre inganni o trappole. In realtà il documento vorrebbe essere (e così viene considerato e trattato) sia riforma, sia adempimento, sia libro dei sogni e inoltre contratto di lavoro rinnovato in retromarcia e senza partecipazione dei sindacati. Il patto è un (tentativo di) inganno: infatti per patto si intende un “accordo fra due o più individui o parti” (Dizionario Sabatini Coletti), ma qui una parte vorrebbe fare (ha fatto) tutto lei, da sola e in fretta, ivi compreso rappresentare e decidere per l’altra parte, si tratta cioè di cioè diktat! Gli aggettivi “semplice e concreto” costituiscono la seconda e terza trappola.
2) Senza meta finale, senza bussola, anche senza calendario
Leggiamo sui giornali di questi giorni:
“Oggi la maggior parte dei ragazzi che arriva in un liceo non ha la preparazione di base che, mezzo secolo fa, forniva la scuola elementare” (Luca Ricolfi – Panorama – 23 settembre 2014).
“L’abbandono scolastico è una vera e propria piaga senza fine”, “Il divario con il dato medio europeo è più accentuato per la componente maschile (20,5% contro 14,5%), in confronto a quella femminile (14,5% contro 11,0%)” (Nadia Francalacci – Panorama – 17 settembre 2014).
“In Italia c’è un bocciato ogni otto studenti, tra i più poveri uno su cinque” (Eraldo Affinati – Corriere della Sera– 23 settembre 2014).
Nessuna delle tre questioni (preparazioni, abbandoni, bocciature) è indicata, quantificata e temporizzata nel fascicoletto esibito con grandi sorrisi e ormai arcinoto (quasi il 5° Vangelo?). Ignorato e omesso, in particolare, l’obiettivo di Europa 2020 relativo alla dispersione scolastica: “Reducing the rates of early school leaving below 10%”.
È una buona scuola che vorrebbe avviarsi senza meta definita, senza bussola, senza calendario cioè senza scadenze temporali, con priorità confuse o secretate, oltre che senza risorse!
3) Consultazione con maggioranza bulgara finale?
La consultazione governativa, che ha già raggiunto i 180mila contatti, a detta del Miur, è organizzata, gestita, forse pilotata e consuntivata dal Miur stesso, si sta svolgendo con “modalità davvero strane” e anomale, ad esempio: “Si può scrivere tutto quello che si vuole e si può dare qualsiasi tipo di risposta al questionario già predisposto, ma non è possibile in alcun modo leggere le risposte altrui. Insomma, manca qualunque forma di interattività e di scambio fra gli utenti” e “che suggerimenti posso dare se posso solo rispondere con delle crocette a delle domande impostate su argomenti già decisi?”.
Per quello che valgono simili consultazioni e sondaggi, sarebbe stata necessaria la collaborazione di una società specializzata affidabile, in grado di assicurare esperienza, trasparenza e terzietà.
Esiti finali tipo “ottimo e abbondante” o tipo maggioranza bulgara metterebbero in imbarazzo il governo Renzi e il ministro Giannini. Vedremo.
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LINK
Non solo soldi per i professori
La scuola e la riforma che non c’è
Ecco quanti studenti non vanno a scuola
Nascondere o recuperare i ripetenti
Europa 2020 e dispersione scolastica
The 5 targets for the EU in 2020
Consultazione: servono regole per l’analisi dei risultati
Il “sondaggio” proposto dal governo è un obbrobrio
Consultazione sul Piano Renzi: ma è una cosa seria?
Problemi con…”la Buona Scuola”
La Buona Scuola, già 180mila i contatti per la consultazione
Scuola: le “linee guida” dell’abilissimo pifferaio
Il “furbone Renzi” e le riforme di contrabbando
Renzi: soffocata nella culla la sua “buona scuola” ?

L' Istruzione Pubblica (da 20 ANNI) l' hanno fatta diventare un... Super Mercato della Speranza ?



In un intervento su queste pagine, molto ampio e argomentato,
trovo un singolare costrutto fondativo al commento sul documento
del Governo sulla “buona scuola”.

Si propongono due “postulati” che starebbero alla base di quella analisi.

Il primo consiste nel fatto che (sintetizzo) il compito della scuola sarebbe quello di preparare al mondo produttivo, rinunciando ad obiettivi di eguaglianza sociale e concentrandosi sulle “eccellenze”.

Il secondo “postulato” (di conseguenza) è che lo Stato si “ritirerebbe” dal compito di “produrre” la risposta al diritto di cittadinanza all’istruzione, lasciando aperto il campo a soggetti vari (scuole autonome, imprese, volontariato, fondazioni ecc…).
Curiosamente si qualifica lo Stato come garante della cittadinanza come “super partes” (!?).

AGGIUNGO, DI MIO, UN TERZO “POSTULATO” :

L’ AUTONOMIA SCOLASTICA SAREBBE IL SEGNO DI TALE TENDENZA,
PER ALTRO IN ATTO DA QUASI UN VENTENNIO,
DI DECOSTRUZIONE DEL SISTEMA PUBBLICO DELL’ ISTRUZIONE…


LINK dell’ edito integrale (di IERI, 23 Settembre 2014) :

http://www.pavonerisorse.it/buonascuola/supermercato.htm



martedì 23 settembre 2014

Scuola Lombarda: in arrivo il Direttore Generale (un passato nella CGIL); Auguri di Buon LAVORO da RTS .



Milano, 19 settembre 2014 - Tra i due litiganti, il terzo diventa direttore scolastico regionale.

Dopo settimane di trattative, Governo e Regione hanno trovato la quadra:

a guidare la scuola lombarda sarà Claudio Merletti, classe 1953, nato a Novara, e attualmente provveditore di Varese e reggente a Como.

Laureato al magistero, un passato nella Cgil – ai tempi del Pci …

…DIETRO MAVIGLIA LA MAGGIORANZA, DIETRO LA VOLTA LA REGIONE.
«MAVIGLIA NON PIACEVA PERCHÉ PAGA COLPE NON SUE, PER LA VICENDA DEL CONCORSO PRESIDI».

A inizio 2012, al tempo delle prove scritte del concorso e delle famigerate buste “trasparenti” contenenti i nominativi dei candidati, Maviglia era a capo dell’Ufficio dei dirigenti scolastici, all’interno della Direzione scolastica regionale lombarda.

«Sulla Volta c’erano altre perplessità».

Già caduta a inizio settembre la candidatura di Paolo Formigoni, dirigente della struttura Sistemi educativi ed ISTRUZIONE DELLA REGIONE LOMBARDIA,

L’ACCORDO – O MEGLIO NESSUN VETO – È STATO TROVATO SU MERLETTI.
«PERSONA BRAVA E COMPETENTE» .


LINK integrale (della Notizia Regionale) :

http://www.ilgiorno.it/milano/provveditore-merletti-1.224918

domenica 21 settembre 2014

IL prof. Bravo mette i 9-10 (e gli 11 !), il cattivo i 5-6 e 7; l'alunno Bravo ha 9-10 (o 11!), il cattivo ha 6-7-8: la Valutazione "all' italiana" è servita !!!


.... Ma torna continuamente il termine made in Italy a connotare il senso del progetto.
Tradizione italiana. Patrimonio.
Per certi versi il rovescio esatto della formula di Tremonti
“con la cultura non si mangia”
– MA SULLO STESSO PIANO TEORICO, CON LO STESSO PARADIGMA DI PENSIERO…

…Un conto è retribuire di più chi lavora di più, un altro stabilire chi è un buon insegnante e chi no…
…E l’idea che emerge qui degli insegnanti mi pare piuttosto bassina.
Anche proprio dal punto di vista umano…

…la governance interna della scuola va ripensata: collegialità non può più essere sinonimo di immobilismo, di veto, di impossibilità di decidere. Puro stile renziano…

…Per non parlare del blocco del contratto collettivo di lavoro…

…Insegnanti di serie A e di serie B in competizione fra loro.

Studenti e famiglie che vedono i premiati e i respinti, li controllano sul sito per scegliere la scuola oppure li accolgono dopo la vittoria o la sconfitta nelle loro aule.

Via profe non si butti giù, vedrà che fra tre anni sarà promosso anche lei
– certo nella nostra classe hanno mandato tutti i bocciati…

MI PARE ABBASTANZA PER PRODURRE DISASTRI…
…E allora non ci siamo proprio…

LINK integrale edito poco fa (dalla FLC CGIL) :
http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/sulla-scuola-vi-stupiremo.flc

sabato 20 settembre 2014

Nella Scuola Molti Diritti e Pochi Doveri: quando, a chi, e perchè !?!

Diriti, diritti, diritti ....

Molti diritti e pochi doveri: succede anche questo;

così è titolato l’edito dell’ ottimo Lucio Ficara
( sulla Tecnica della Scuola di OGGI ) .

“Purtroppo ci sono anche docenti che tutto pretendono e poco danno in cambio.
Per fortuna sono pochi ma certamente non fanno il bene della categoria” …

LINK integrale :

http://www.tecnicadellascuola.it/item/6234-molti-diritti-e-pochi-doveri-succede-anche-questo.html


Condivido pienamente quanto “osservato” da Lucio,
con qualche (dovuta) precisazione :

insegno (non faccio il BabySitter) da prima del 2000 e ne ho viste di “tutte”; di belle e di brutte .

Colleghi/e professionali (nell’animo),
autorevoli (non autoritari),
coriacei, timorosi di tutto (e di tutti), pavidi, omertosi, collusi, ignavi, con personalità, senza, “in vendita”, “senza prezzo”, leaders riconosciuti, dal doppio lavoro, dagli alunni PRE-parati (senza metter loro 11 alle Verifiche !!!), ansiosi, mobbizzati, costruttivi, collaborativi (non servili), etc. etc. etc.

ESISTE, però, (nel vasto, STORICO Mondo Scuola… italiano)
un “minimo comun denominatore” ;

i NEGLIGENTI e/o FANNULLONI e/o INCOMPETENTI …
… non vengono “toccati” a 2 condizioni :

1) SE “sono in grado” di portare un “paniere” di VOTI alla “bandiera” di qualche Partito-Ente-Potente etc.;

2) SE (al contempo) non “pestano i piedi” dei “trafficanti” di SINTONICI – LARGHI interessi illegittimi-illeciti-incompatibili !!!

MOLTI ALTRI (al contrario) vengono perseguiti (proprio) per svolgere con Onestà Intellettuale i (propri) doveri .

Durante il fascismo MOLTI docenti furono puniti (e confinati) ;

in altri momenti “storici” si ricorre a Trasferimenti MOBBIZZANTI, SOSPENSIONI “illegittimate”, ESPULSIONI dai CUG,
etc. etc. etc. !!!

IL tutto sovente "condito" col "documentato-connivente silenzio-omertoso"...
... PARA-sindacalese !!!


Quando gli studenti mettevano sotto accusa i Dirigenti scolastici


Quando si parla di rapporti sulla buona scuola,  bisognerebbe  allargare l’orizzonte temporale sulle vicende scolastiche, incrociando  ciò che dicevano nel settembre del 2011  gli studenti appartenenti al “  collettivo studenti Pontedera “, rivolgendosi ai loro Dirigenti scolastici (http://www.unita.it/scuola/cari-presidi-colpa-vostra-br-se-l-italia-e-un-paese-per-escort-1.336553 ): “ E voi? Voi dove eravate quando a poco a poco la scuola, e con essa il futuro di un intero paese, veniva scippata, derubata, quando a poco a poco tagliavano i bilanci, le ore, i professori, i banchi, la carta, le iniziative? Voi dove eravate mentre a poco a poco aumentavano le spese militari, le spese per la politica, le spese per le scuole private, per i privilegi, per le caste? Voi dove eravate quando si precarizzava il lavoro nel nome del libero mercato e della concorrenza, quando i vostri diplomati non sapevano dove sbattere la testa per trovare un lavoro? Voi dove eravate quando la cultura, che noi difendiamo era calpestata, derisa, ridicolizzata da grandi fratelli e idiozie televisive, quando l’informazione si faceva sempre di più disinformazione di regime? Forse dietro scrivanie ad applicare circolari contraddittorie e inapplicabili, contrarie al buon senso, contrarie a chi vuol difendere il diritto di una scuola pubblica di tutti e per tutti. Forse a dire che la legge è legge, che va applicata! Probabilmente dissero così anche i Presidi quando nel 1938 furono emanate le leggi razziali, forse dissero così, sicuramente dissero così. La Vostra generazione ci consegna un paese sull’orlo di un abisso economico, pieno di privilegi e di marciume, una mignottocrazia dove la cultura, quella che noi vogliamo difendere, ha meno valore di un calciatore panchinaro del Frosinone o di una velina semiscoperta di un programma in tarda serata. Ci dispiace ma non accettiamo le Vostre lezioni su come protestare, se Voi aveste saputo farlo a quest’ora non saremmo qui, a quest’ora avremmo un altro tipo di scuola. Ci dispiace ma la Vostra lotta, se lotta c’è stata, è fallita, le Vostre parole ormai sono vuote, forse inutili, smentite dai fatti, rinnegate dalla storia “. Parole dure dettate da una situazione economica e sociale degradata e che ancora oggi dopo tre anni non vede una credibile via di uscita.


Aldo Domenico Ficara

IL “SONDAGGIO” PROPOSTO DAL GOVERNO È UN OBBROBRIO

di Gianfrancesco Costantini – 19 settembre 2014
In questi giorni il governo ha lanciato il “Piano per una buona scuola” e parallelamente una consultazione on-line, o meglio un sondaggio nell’ambito del quale si chiede ai cittadini di esprimere un’opinione sulle questioni trattate nel “piano”.
Da un punto di vista metodologico, il “sondaggio” proposto dal governo è un obbrobrio. Dal punto di vista dell’utilità, fatta salva quella di “far pensare che sia in corso una consultazione”, si tratta di un esercizio insensato. Un esercizio insensato perché, sia per il momento in cui è stato lanciato, sia per le modalità con cui è costruito di fatto impedisce che qualsiasi contributo “costruttivo” o “critico” (perché poi un intervento critico non sarebbe costruttivo?) possa influire sulla formulazione del piano e sulla sua attuazione.
Forse un intervento delle comunità scientifiche della sociologia, delle scienze dell’apprendimento e delle altre scienze sociali sarebbe necessario. Probabilmente sarebbe poco efficace nel cambiare le caratteristiche della consultazione (che comunque sarebbe interessante sapere da chi è stata predisposta e da chi è gestita), ma almeno potrebbe osservarne e renderne noti pubblicamente i vizi.
Mi limito a menzionarne qualcuno.
Il vizio di fondo: una consultazione basata sul “web”. Renzi si dimostra in questo caso più Grillino di Grillo e non sembra tener conto che non tutti hanno accesso a internet, né la capacità di utilizzarlo adeguatamente. Né che di fronte a uno schermo ci sono individui, mentre i processi di innovazione sono un’opera collettiva.
Un secondo vizio salta agli occhi ancora prima di aprire il “questionario”. A chi partecipa alla “consultazione” è richiesto di registrarsi (e fin qui tutto bene), ma non c’è nessuna assicurazione che il questionario sia anonimo, anzi. Non è un grande problema, ma comunque c’è chi potrebbe avere timore a scrivere liberamente (ma come vedremo questo è un falso problema).
Il terzo vizio riguarda la definizione dei soggetti che partecipano alla consultazione. Possono essere di quattro categorie soltanto: docenti, studenti, dirigenti scolastici e “altro”. L’altro è indistinto e indeterminato, dentro ci può essere tutto: professori universitari, operai, imprenditori, professionisti, impiegati, laureati e non. Non sapremo mai chi c’è. Non si potrà ragionare sul significato delle informazioni raccolte: queste potranno corrispondere alle opinioni di studenti, professori o dirigenti oppure a quelle dei cittadini “qualunque” (o degli “uomini qualunque”), potremo sapere forse l’età e il luogo di residenza di questi uomini qualunque ma non è gran che se si vuole capire cosa rappresenta un’opinione. Non sapremo mai per esempio se si tratta di persone che hanno relazioni quotidiane con le scuole o di persone che non hanno messo piede in una scuola negli ultimi 30 anni.
Il quarto vizio è più grave: la consultazione semplicemente chiede a chi risponde al questionario di esprimere un’opinione circa le caratteristiche che pensa siano più importanti per una buona scuola (le caratteristiche dei professori, ecc.). Il menu di “caratteristiche preferite” è chiuso, non è organizzato in scale, prevede uno spazio di libertà solo nella marginale casella “altro” (che è davvero marginale, visto che non si chiede neanche di specificare cosa sia questo “altro”). Il dato che si rileverà è che quindi X persone ritengono importante qualcosa tra quello che il governo propone loro. Che cosa questo voglia dire è un mistero, la possibilità che ci siano altre preferenze non è neanche lontanamente contemplata. Non si saprà mai se per esempio ritengono le proposte che sono state presentate loro “irrilevanti”, o “impertinenti” o fortemente nocive. Non si può esprimere un parere negativo, solo quello positivo!
Sorvolo sul fatto che si chiede di esprimere opinioni su argomenti che non sono generali (e che in questo senso non sono “politici”, come potrebbe essere la scelta di utilizzare per un fine o per un altro: forse chiedere un parere su opzioni di questo genere è reputato pericoloso), ma sono tecnici. Tecnici a un livello tale che anche una persona che si occupa di formazione potrebbe essere in difficoltà nell’esprimere preferenze in modo qualificato. Non si chiede neanche ai cittadini di dire quali pensano siano i problemi della scuola, né quali ne siano i punti di forza, e neanche quali siano le loro difficoltà nell’uso di questo “servizio” o quali siano state le loro esperienze. I fatti non interessano, e neanche la possibilità di arricchire il quadro analitico del piano che al momento è assai carente (più che carente, assente). No, quello che importa è (forse) raccogliere opinioni, orientate non da una conoscenza diretta, ma dalle rappresentazioni diffuse in questi anni. Non importa se queste rappresentazioni corrispondano a stereotipi o a asserzioni ideologiche. La realtà in realtà non interessa, interessano solo le opinioni. Forse perché è sulle opinioni che si fonda il consenso. Peccato che sulle opinioni si fondi spesso anche il conflitto, che certamente è uno dei peggiori nemici della qualità dei servizi.
C’è un ultimo vizio che vorrei menzionare: l’uso frequente di concetti di carattere valutativo, orientati da principi e da valori senza che questi principi e valori siano mai dichiarati. Forse questo facilita nella formulazione di slogan, ma non nella conoscenza della realtà e nella formulazione di strategie. Ma questo vizio è un po’ un vizio d’origine: che vuol dire “buona scuola”? E’ buona scuola quella che premia i figli delle famiglie più colte e più abbienti (mantenendo lo status quo) o è buona scuola quella che premia i figli delle famiglie meno abbienti e con meno risorse (attivando il cosiddetto ascensore sociale e creando pericolose aspettative di reddito, autonomia).
La realtà non interessa e neanche che i cittadini (e i soggetti che “vivono” nella scuola, che paradossalmente non comprendono gli ATA – ombre invisibili nei corridoi) possano orientare le scelte del governo. Le scelte sono state fatte, ora si tratta di fare un po’ di confusione comunicativa: non può che far bene. Gli slogan funzionano meglio senza argomentazioni o con argomentazioni semplici e banalizzanti.
Non credo che tutta questo porti al ritorno a una situazione come quella della scuola del ventennio fascista (l’Italia è diversa, lo sono gli italiani, lo sono le persone che lavorano nella scuola, lo sono le istituzioni). No senza dubbio, ma altrettanto indubbiamente è difficile che in questo modo si produca alcun cambiamento, se non l’apparenza gattopardesca di un cambiamento che non c’è nella realtà, e se non un’intensificazione dei conflitti latenti o visibili che già esistono nelle scuole, spesso senza mediazione.
Insomma più che una pericolosa azione di riduzione della democrazia, mi sembra che questa “consultazione” rappresenti un’occasione perduta e un grande spreco di risorse.
Peccato. Una grande inchiesta e una grande consultazione sulla scuola magari avrebbe potuto davvero servire a conoscere una realtà che è sotto gli occhi di tutti ma è paradossalmente sconosciuta e rappresentata solo con stereotipi (come quello dei professori fannulloni o, al contrario, quello dei professori eroi).
Peccato anche perché esperienze a cui far riferimento per capire come “fare la consultazione” ce ne sono tante. Da quelle dell’Unione Europea e persino della Banca Mondiale a quelle di molte amministrazioni locali.
Un esempio semplice, immediato: c’è in Italia ormai da molti anni un’esperienza di “valutazione partecipata della qualità” (APQ) promossa da “Cittadinanza Attiva” (quando si iniziò l’esperienza era “Movimento Federativo Democratico”) e realizzata in molti ospedali e in molte amministrazioni italiane… Per realizzare la APQ si era anche formalizzata una metodologia in modo che fosse riproducibile con una relativa facilità e coinvolgendo i cittadini non come “utenti” o “beneficiari”, ma come portatori di diritti e come soggetti attivi in grado di contribuire alla creazione di conoscenza. Forse quell’esperienza si può riprendere e applicare alla scuola.
In ogni caso in questi giorni è stato pubblicato un monitoraggio sulle scuole realizzato con il concorso dei cittadini (ancora da Cittadinanza attiva, probabilmente non hanno perso la cattiva abitudine della ricerca). Tra i dati rilevati ce ne sono due che vale la pena ricordare: il primo – più appariscente – è la presenza di un grande numero di scuole con infrastrutture “a rischio”, un numero tanto grande da rendere lo slogan sulla “buona scuola” ridicolo se non si aggiungono nuove risorse (tutti saranno d’accordo sul fatto che una scuola crollata non sia buona, probabilmente). Il secondo invece è un dato positivo: sebbene le scuole siano ancora governate dai Consigli di Istituto, dai Collegi dei docenti e dagli organi collegiali, la maggior parte è aperta al territorio e alle iniziative dei cittadini. Forse allora la trasformazione degli organi collegiali in “consigli di amministrazione” non è così necessaria a produrre una scuola aperta. E forse per rendere “più aperte” le scuole basta mettere a loro disposizione più risorse e una reale semplificazione amministrativa.


Cara insegnante svegliati! Ricomincia a correre... non essere normale!

Ringrazio pubblicamente tutte le colleghe e i colleghi che hanno scioperato il 17 settembre e tutti quelli che erano con noi del sindacato Unicobas Scuola in Viale Trastevere a Roma davanti al Miur. Forse noi "della vecchia guardia" continuiamo a credere nella vera democrazia, nella "vera" scuola, qualcuno dice che siamo agitati, disturbati, che non siamo normali, che non ha senso scioperare tanto ormai hanno deciso tutto. Perchè gettare via una giornata di stipendio?
Beh cara collega, io ovviamente non la penso così, quello che mi fa paura è la tua normalità, ti guardo, ti incontro nei corridoi, ti incrocio davanti alla macchinetta del caffè, ti osservo seduta nel collegio dei docenti, ti immagino come un agnello pronto ad essere sacrificato sull'altare della "buona scuola " di Matteo Renzi. Cara collega, se hai memoria... rileggi la proposta di legge di Valentina Aprea e Manuela Ghizzoni, troverai molte similitudini, lo studente Matteo ha fatto "taglia e incolla", meriterebbe un voto negativo perchè ha copiato... non è farina del suo sacco e poi è l'unico studente che vuole pagarti 60 euro in più al mese (tra tre-sei-nove anni o forse mai...) come elemosina del tuo sapere ma la verità sai qual è? I soldi che spetterebbero a te finiscono invece nelle tasche dei proprietari delle scuole paritarie, dei diplomifici.
Lo so, sei demotivata, hai paura che dal prossimo anno potresti essere valutata tramite i risultati ottenuti nelle prove Invalsi dai tuoi alunni. Hai paura di essere demansionata, meglio non protestare vero? Meglio assecondare il dirigente perchè ti darà il permesso (che è un tuo diritto ma lo fa passare come un favore...).
La rassegnazione è un virus che ti prende e ti trasforma in un essere che usa l'autocommiserazione come cibo della propria esistenza. Critichi chi sciopera e lo consideri un povero cretino, indichi con l'indice della mano sinistra (non è un caso...) il sindacato generalizzando poi con tutte le sigle. Ma esiste dentro di te ancora l'orgoglio del maestro italiano? Di insegnare?
Se dopo tanti anni hai perso il concetto di amore, di passione, verso te stessa, verso chi ti ama, verso la tua professione, non puoi trasmettere la passione, il desiderio di conoscenza agli alunni.
Cara collega come fai ad accettare questo stipendio da fame? Elimina il filtro che hai davanti agli occhi e ricominci a guardare il mondo a colori. Torna a sorridere ed arrabbiarti per le cose sbagliate. Grida il tuo dissenso verso chi vuole il tuo silenzio perchè gli dai fastidio. Non cenare alle 19,00 ma fallo quando hai fame sveglia la tua anima, accendi la luce del tuo sapere critico, l'Italia ha bisogno di insegnanti che arrivano alla fine del collegio litigando con proposte e decisioni sudate per il bene degli studenti. I collegi dei docenti sembrano ormai stadi vuoti.. tanto la partita della "buona scuola" la puoi leggere sull'Ipad su Facebook ma solo prima delle 19,00 di sera... dopo devi accendere la tv e guardare "il segreto"... domani è un altro giorno ma sarà sempre colpa degli altri mai la tua... e poi domani avrai dimenticato ancora la chiavetta e il caffè te lo offrirò io... ma mi domandi (pur essendo iscritta ad un altro sindacato) se hanno sbloccato gli scatti e se potrai andare in pensione... appena suona la campanella ritorni in classe e gridi con gli studenti che non ti seguono... infondo che senso ha mantenere la libertà e l'autonomia di insegnamento... la libertà l'hai persa da quando hai smesso di protestare per i tuoi diritti... che non hai più. Svegliati! Ricomincia a correre... non essere normale! Si orgogliosa della tua professione, dai il massimo ai tuoi studenti, non ti risparmiare... ma pretendi che ti venga riconosciuto uno stipendio adeguato perchè ricorda... tu sei una delle eccellenze di questo Paese:  insegni nella scuola pubblica laica statale italiana! Semper Fidelis Civitas Schola Publica!

 
prof. Paolo Latella
Membro dell'Esecutivo nazionale del Sindacato Unicobas Scuola
Segretario regione Lombardia
 

La Buona Scuola: quelle "briciole" di Aumenti (se ci votate) "ripartiranno" dal 2019... MA SOLO per i Docenti Ben Valutati !!! Nonostante i Sindacati !!!



CEDOLINO STIPENDIALE DI
Settembre 2014

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, UNIVERSITA'
E RICERCA - EX MPI

Ragioneria - Territoriale - Statale di (Tutta Italia)

Inquadramento: DOCENTI SCUOLA MEDIA - SUPERIORE E EQUIPARATI

Tipo rapporto: Tempo indeterminato Qualifica: KA07

SCADENZA: ANNO DOMINI... 2019 !!!

Lavoro ... DIPENDENDENTE !!!


A TALI "propositi" SI LEGGA la...
... Favola dei Premi ai Prof “meritevoli” ; di N. B. :

C’era una volta, in una tranquilla cittadina di provincia del Belpaese,
una tranquilla scuola media statale.
Nata dalla fusione della “Pascoli” con la “Verdi”,
aveva assunto il nome composito di “Pascoli Verdi”...

SI VERIFICÒ UN IMPROVVISO BOOM DI ISCRIZIONI AI SINDACATI PIÙ ACCREDITATI.
I quali, tuttavia, si trovarono in grave imbarazzo, dato che il numero delle richieste di raccomandazione
a loro pervenute superava di gran lunga quello dei premi da assegnare.
Peraltro, alcuni prof si misero a sobillare gruppi di studenti perché facessero lo sgambetto agli avversari di fronte alla commissione giudicatrice, durante la verifica in classe.

Insomma, la Pascoli Verdi divenne un inferno.
A quel punto, le famiglie degli alunni ritirarono in massa i loro figli dall’istituto statale
trasferendoli a una vicina scuola delle suore,
DOPO AVER OTTENUTO DALLA MADRE SUPERIORA LA GARANZIA SCRITTA
CHE I PREMI AGLI INSEGNANTI LI AVREBBE DATI SOLTANTO… IL BUON DIO.

LINK dell’edito integrale, dalla Tecnica della Scuola :

http://www.tecnicadellascuola.it/item/6205-la-favola-dei-premi-ai-prof-meritevoli.html



giovedì 18 settembre 2014

Lavoratori della Scuola & Sindacati: era già Tutto previsto ...




… “ Come risponderanno i sindacati della scuola è tutto da vedere. La mobilitazione sarà unitaria o si andrà in ordine sparso ?
I lavoratori della scuola come reagiranno ?
Si accontenteranno della consultazione on line o si mobiliteranno a fianco dei sindacati ?
L’autunno che si preannuncia caldo, deciderà quale modello di partecipazione sarà a prevalere.
E soprattutto, se il sindacato saprà uscire dall’angolo in cui l’ha relegato la politica ” .

LINK integrale dell’ edito del funzionario FLC CGIL di Milano P.F. :

http://www.scuolaoggi.com/insegnanti/434-le-amnesie-della-buona-scuola


… Era già tutto previsto,

fino al punto che sapevo
che oggi tu mi avresti detto,

quelle cose che mi dici,
che non siamo più felici,
che io sono troppo buono
che per te ci vuole un uomo
che ti sappia soddisfare,

che non ti basta solo dare
ma vorresti anche avere …

RICCARDO COCCIANTE !!!



Sindacalista (fantasma) Scuola SNALS: beccata con le mani nel (solito) SACCO (dei soldi pubblici)... agli amici degli amici !!!



- ROMA –

IN PENSIONE DAL 2011 UN’ EX INSEGNANTE OLTRE AL SUO LEGITTIMO ASSEGNO INPS…
…RICEVE UNA PENSIONE INTEGRATIVA DA SINDACALISTA... SNALS…
…SENZA PERÒ AVER MAI SVOLTO L’ATTIVITÀ DI SINDACALISTA.

È il caso affrontato da Le Iene in un servizio della giornalista Nadia Toffa, che per far luce sulla vicenda,
ha raggiunto la segreteria generale di Roma dell’associazione dei lavoratori.

A confermare i sospetti che l’ex insegnante non sia mai stata nemmeno vista nella sede dell’ente presso il quale avrebbe dovuto prestare servizio sono stati innanzitutto gli attuali dipendenti. “Non c’è e non c’è mai stata”, “qua non ha mai lavorato”, “in 5 o 6 anni non l’ho mai sentita nominare”,

hanno risposto le persone intervistate da Le Iene nella segreteria generale dello Snals davanti ad una telecamera nascosta.

Le Iene hanno ricevuto le stesse identiche risposte anche dai dipendenti della segreteria provinciale di Roma e in quella di Brescia, dove la signora risiede.

L’insegnante, avvicinata in strada da Nadia Toffa, ha ripetuto di aver normalmente lavorato al sindacato. “Ho lavorato. Mi conoscono perfettamente”.

CLICCA QUI PER GUARDARE IL SERVIZIO DE LE IENE :

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/482592/toffa-in-pensione-con-un-mese-di-contributi.html

CHISSA' (in tal ENNESIMO CASO)...

...l' Amministrazione Scolastica, quella Erariale e
l' AVVOCATURA (di codesto STATUS)...
... chi (e/o quali PUBBLICI interessi) difenderanno !!!

mercoledì 17 settembre 2014

Pubblici dipendenti: un Decreto del (fascista 1933) ANCORA vige; SOLO a favore dei Dirigenti !!!

Amministrazione Pubblica, Avvocatura dello Stato, Giudici, Lavoratori, Cittadini: W il 1933 !!! 



IL (VIGENTE) Regio Decreto (Mussoliniano) N. 1611 del 30 Ottobre 1933…

… regolato attraverso l'assunzione di
PARTICOLARI RESPONSABILITÀ POLITICO-GIURIDICHE

connesse alla gestione ed al coordinamento delle controversie.

In sostanza, l'Avvocatura dello Stato venne intesa come elemento di
collegamento e di mediazione di MOLTEPLICI ISTANZE PUBBLICHE
DA DIFENDERE E SALVAGUARDARE
in correlazione con il fine ultimo perseguito dallo Stato…


Tratto dal LINK istituzionale dell’ Avvocatura dello STATO… (di Diritto !!!) :

http://www.avvocaturastato.it/node/6


DOMANDE :

1) i Dipendenti Pubblici (NON in Pensione)…
… sono difesi dallo STATO (in caso di) annose illegalità perpetrate -LORO-
da ALTRI dipendenti Pubblici… con qualifiche DIRIGENZIALI ???

2) come mai lo STATO spende TANTI SOLDI… per pagare gli Avvocati
(dello STATO) quando (costoro) difendono -PURE- “figure APICALI STATALI”
che hanno tenuto una PLURIENNALE CONDOTTA ILLEGITTIMA-INCOMPATIBILE …
…ai danni di VARI DIPENDENTI…
…statali anch’ essi ???

3) il “Regio Decreto” fu “decretato” quando c’era il RE (sotto il “votato” Mussolini) ;
come mai RISULTA ancora VIGENTE … dopo una Costituzione ANTI-fascista,
in una Repubblica Democratica ove TUTTI “dovrebbero” essere UGUALI …
… innanzi alla LEGGE !?!

4) come mai c’è (la solita) PSEUDO LITE (destra-sinistra-centro-OO.SS.)…
… sull’ art. 18 (dei Lavoratori LICENZIABILI) e su quali “nomi partitici”…
…debbano andare alla Consulta ed al CSM… a GARANZIA (imparziale ?!?)
di TUTTI i cittadini !?!

RISPOSTE :

1) COINCIDENZE di Corsi e Ricorsi… STORICI !!! ;

2) … Tenetevi forte perché questa è strepitosa: il presidente della Repubblica non solo non è indagabile, intercettabile, ascoltabile, nemmeno se uccide la moglie o parla con uno che ha ucciso la moglie; non solo non può essere nominato in Parlamento, come disposto dagli appositi Boldrini e Grasso; ma non può neppure testimoniare la verità in un processo, nemmeno se conosce elementi utili a far luce su un delitto. E, già che ci siamo, non può testimoniare nessuno che abbia parlato con Lui anche solo una volta o abbia avuto contatti anche sporadici con Lui, essendo irradiato per contagio dal Suo scudo stellare.

A SOSTENERE QUESTA TESI ALLUCINANTE E ALLUCINOGENA NON È UNO SQUILIBRATO, UN UBRIACO O UN TOSSICO, MA NIENTEPOPODIMENO CHE L’AVVOCATURA DELLO STATO :

UN’ISTITUZIONE PAGATA DA NOI CITTADINI CHE RAPPRESENTA IL GOVERNO E LA REGIONE SICILIA COME PARTI CIVILI NEL PROCESSO DINANZI ALLA CORTE D’ASSISE DI PALERMO SULLA TRATTATIVA STATO-MAFIA…

LINK integrale della Risposta 2 :

https://triskel182.wordpress.com/2013/09/28/lavvocatura-stato-mafia-marco-travaglio/#more-52765

martedì 16 settembre 2014

Uffici Scolastici Regionali della Lombardia: temporanea interruzione Telefonica.



In data odierna 16 settembre 2014 gli uffici di USR Lombardia non sono raggiungibili telefonicamente.

LINK dell’ odierno avviso ufficiale:

http://www.istruzione.lombardia.gov.it/avviso-guasto-linee-telefoniche-usr-lombardia/

Last but not least, purtroppo….(a proposito del CLIL)

di Anna Angelucci


15 settembre 2014

A quanto pare, alla follia ministeriale del ‘nuovo che avanza’ nella scuola proprio non c’è limite. A furia di proposte indecenti spacciate per innovazione didattiche e metodologiche sono diventata più conservatrice di Margareth Thatcher e più ostinata nell’autodifesa di John Dumbar nelle praterie del Nebraska.  L’ultima novità, in ordine d’arrivo è la circolare n. 4969 dello scorso 25 luglio, per intenderci quella che impone il CLIL (Content and Language Integrated Language) ovvero, in italiano, l’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica, frutto avvelenato del riordino della scuola secondaria realizzato da Gelmini.  Tradotto in parole povere: da quest’anno, per legge, nel triennio del liceo linguistico e in tutte le classi quinte degli altri istituti superiori, una qualunque materia deve essere insegnata in inglese. Se non è una materia intera, che sia almeno la metà. Se proprio non si arriva alla metà che sia almeno un progetto interdisciplinare. Da chi? Dagli insegnanti di quella materia, naturalmente, purchè dotati di adeguata certificazione linguistica e di corso di perfezionamento universitario. Oppure di una buona conoscenza della lingua anche se ancora frequentanti il corso universitario. Oppure con una buona conoscenza della lingua anche se non certificata, non frequentanti il corso ma con la disponibilità a farlo. Oppure capaci di mettere insieme due parole in inglese e dotati di buona volontà. Meglio ancora, se accompagnata da una certa dose di incosciente superficialità.
Formazione? Zero. Investimenti? Zero. Fondi specifici per le scuole? Zero.
I dirigenti meno allineati criticano le deprecabili modalità ministeriali ma nel contempo cercano affannosamente docenti disponibili. E giù telefonate, loro e dei loro accoliti, condite da inviti, suppliche, richieste, minacce. I collegi dei docenti si trovano a inizio d’anno con questa ennesima tegola sulla testa, dopo la geostoria, gli Invalsi, i Bes e chi più ne ha più ne metta, e non riescono a elaborare nessuna riflessione minimamente sensata sul piano epistemologico, culturale e didattico.
Perché una disciplina non linguistica in lingua straniera? E quale? E come? E con quali finalità? Entro quale orizzonte di senso?
Nelle more, chi svicola, chi alza la mano, chi lancia sguardi interrogativi, chi si offre, chi soffre, chi si indigna. Magari c’è pure qualcuno che già si vede in tasca i futuri, mirabolanti 60 euri del Renzi-merito, chissà.
Bene, a breve in tutte le scuole del regno un folto drappello di docenti meritevoli – realmente capaci o non capaci, che importa, è la meritocrazia, bellezza! - insegnerà ai nostri figli una materia dell’ultimo anno in inglese. 
Saranno certamente “i più adatti” e “parte della futura squadra con cui si giocherà la partita dell’istruzione”, ci conforta Renzi nel rarefatto pidgin evoluzionistico e berlusconiano con cui ha stilato “La buona scuola”.
Good luck.
 

 

domenica 14 settembre 2014

RENZI: SOFFOCATA NELLA CULLA LA SUA “BUONA SCUOLA” ?

di Vincenzo Pascuzzi - 14 settembre 2014

"Esigo da me stesso quello che ho sempre detto: la riforma della scuola non si fa sulla testa degli insegnanti, ignorandoli, né sulla testa dei genitori", ha spiegato, sottolineando come la riforma sarà "discussa per un anno" perché, “andremo per un anno casa per casa, scuola per scuola".
Così Matteo Renzi dal palco della Fiera del Levante di Bari, ieri sabato 13.9, solo 2 giorni 2 prima dell’avvio della consultazione bimensile sul fascicoletto programmatico della riforma non-riforma della scuola (o patto che non si può rifiutare) !
I 60 giorni stabiliti inizialmente – era appena il 3.9 - diventano così ben 365, un anno intero; un po’ come la sorte delle riforme, che a febbraio erano garantite una al mese e in seguito sono state procrastinare a 1.000 giorni!
Cosa ha fatto cambiare i programmi temporali del governo Renzi? Molto probabilmente le numerose e argomentate prese di posizione contrarie alla c.d. “buona scuola”, provenienti da docenti e sindacati, assieme alle proteste e agli scioperi già calendarizzati: altrettante secchiate d’acqua gelida sul capo e la persona del giovane Premier.
Ma “Un anno di consultazioni significa che il Parlamento potrà iniziare a lavorare nell'autunno del 2015. La legge di riforma potrebbe essere quindi approvata nell'autunno del 2016 per entrare in vigore con l'anno scolastico 2017/18”.
Non si sa in particolare “se anche il piano di assunzioni (150 mila) dovrà passare attraverso dibattiti e confronti” lunghi un anno.
Inoltre, “la scuola italiana non può aspettare ancora, i problemi sono gravi e complicati e necessitano di soluzioni”.
Alla vigilia dell’avvio delle consultazioni, ci si può chiedere se la decantata riforma non-riforma (o il patto che non si può rifiutare) non rischia di essere soffocato nella culla.
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Il patto per la Scuola : una proposta demagogica ed autoritaria, ma soprattutto inemendabile



14 settembre 2014

Se la proposta di Renzi è stata una provocazione, una parte della scuola l’ha già decisamente respinta. E’ infatti evidente che, al di là degli annunci demagogici  per l’assunzione del precariato e per l’organico funzionale, la proposta, introducendo la meritocrazia  con conseguente gerarchizzazione del personale della scuola ed una gestione aziendalista sotto il controllo dei dirigenti scolastici e del Ministro, esprime (portando per la verità a compimento un processo già avviato da Luigi Berlinguer) un’idea di  scuola azienda alternativa alla scuola per l’uguaglianza della Costituzione.

Inserendosi nell’alveo di un accordo nel merito e nel metodo trasversale, il piano scuola di Renzi scardina i principi della democrazia scolastica fondata sul pluralismo e sulla libertà di insegnamento e  li sostituisce con l’autoritarismo del dirigente scolastico, decisore unico delle sorti dei sottoposti; scardina i principi dell’uguaglianza e dell’unitarietà del sistema scolastico, perché ammette e anzi favorisce l’entrata dei privati nella scuola, ampliando inevitabilmente la sperequazione tra istituti scolastici, a seconda di indirizzi, territori, destinatari; scardina dalle fondamenta il principio pedagogico della collaborazione collegiale e del lavoro condiviso, configurando una figura di insegnante-monade, che impegna le proprie capacità per costruire una carriera che gli garantisca di prevalere sugli altri economicamente e nella collezione dei crediti; un docente che sceglie le proprie sedi per potersi affermare, cercando rivali meno “pericolosi”, su cui far prevalere la propria “produttività”…
Tutto ciò si chiama concorrenza e libero mercato. Ma con la scuola, con gli studenti, cosa c’entra?

Si tratta, insomma, di una proposta che per il metodo ed il merito non può essere una base nemmeno di confronto; è una proposta inemendabile; ad essa  si deve contrapporre la LIP (Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica), sottoscritta da oltre centomila elettori e già sottoposta all’esame del Parlamento; questa proposta concreta ed articolata non solo prevede la stabilizzazione dei precari ed un organico adeguato alle reali esigenze della scuola, ma soprattutto delinea un’idea di scuola coerente con i principi costituzionali della democrazia scolastica e con il ruolo istituzionale che essa  deve continuare ad avere.

E’ necessario però non limitarsi alla denuncia di una proposta palesemente demagogica e volta a mettere in discussione il ruolo istituzionale della scuola statale. Bisogna invece definire le linee di una azione politico culturale che non può essere limitata al mondo della scuola ed alla difesa della Scuola della Costituzione.
La piena aziendalizzazione della scuola con l’esautoramento di ogni forma di partecipazione democratica e di pluralismo culturale è un aspetto specifico di un più generale attacco alla democrazia del nostro paese ed in particolare all’assetto istituzionale previsto dalla Costituzione; è in atto da parte di Renzi – di intesa con Berlusconi – un processo di esautoramento del ruolo primario e rappresentativo del Parlamento,  trasformato in un organismo di “ nominati” (e che tale continuerà ad essere anche per effetto della  legge attualmente in discussione), privo di una effettiva rappresentatività, ma tale da conferire  al capo di un Partito il potere  di  controllare tutte le istituzioni del Paese (Parlamento, Governo, Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale e Magistratura), con un conseguente  indebolimento dei diritti sociali e politici e di ogni forma reale di garanzia.
In questo contesto politico generale l’attacco alla scuola della Costituzione si colloca come un’ ulteriore forma di attacco alla democrazia prevista della nostra Costituzione. La contestazione della proposta renziana di aziendalizzazione della scuola deve quindi essere, anche, un momento della lotta più generale della difesa della democrazia.

Non può difatti esserci una scuola democratica e pluralista se non c’è una forma di stato democratico e pluralista. Ma non può nemmeno esserci uno Stato democratico e pluralista se non c’è una scuola democratica, la scuola della Costituzione.
È necessaria , a fronte di questo progressivo attacco a tutte le forme di democrazia nel nostro Paese,  una risposta unitaria; la difesa della Costituzione e dei suoi principi fondativi non può essere affidata soltanto al generoso impegno dei Comitati per la difesa della Costituzione, ma deve essere un impegno comune; allo stesso modo la difesa della Scuola della Costituzione, dei diritti sociali e civili della Costituzione deve essere  impegno comune per tutti e tutte.
È necessario quindi ricostruire quella mobilizzazione unitaria che realizzò la manifestazione del 12 ottobre dello scorso anno e garantirne un’articolata diffusione in tutto il Paese.

Nello stesso tempo all’idea di scuola azienda proposta da Renzi dobbiamo proporre in alternativa la LIP,  già presentata al Senato, e pretendere che tale proposta sia discussa nelle scuole per realizzare un confronto trasparente con le scelte demagogiche ed aziendalistiche di Renzi.
Si propone quindi:
•    Un incontro a livello Nazionale, tra tutte le associazione democratiche, le forze politiche, i parlamentari di area democratica nella difesa della scuola e quindi della Costituzione stessa con l’impegno di realizzare una mobilitazione nel Paese a sostegno della LIP e della Costituzione, in alternativa alle proposte aziendalistiche di Renzi.
•    Una manifestazione nazionale (già prevista a Bologna per metà ottobre) dal titolo “Cultura d’Europa: Scuola-Università-Ricerca: il futuro è qui!”, che lanci una proposta “per una buona scuola pubblica europea” con alla base i principi fondanti della “Legge di Iniziativa Popolare Per una buona Scuola per la Repubblica”(LIP) che nel 2006 raccolse 100.000 firme ed ora è stata presentata al Senato.
•    Un’adesione attiva, concordandone le modalità, alla mobilizzazione degli studenti programmata per il 10 Ottobre nonché agli scioperi programmati dalle organizzazioni sindacali sui temi della scuola e su quelli più generali del lavoro.

Firenze,11 settembre 2014
 

 

sabato 13 settembre 2014

La scuola Bosina sospende l’attività scolastica per l’anno 2014/2015

Si riporta il comunicato del C.d.A. della scuola Bosina del 3 settembre 2014

Con la presente il Consiglio di Amministrazione della Scuola Bosina, riunitosi in data odierna in via d’urgenza, comunica quanto segue in merito agli ultimi accadimenti.
Considerata la eccessiva e ulteriore diminuzione degli alunni iscritti per il nuovo anno scolastico, dovute per lo più a voci inizialmente infondate di possibile chiusura della scuola; considerata l’entità del debito ad oggi esistente; considerata la mancanza di sovvenzionamenti e considerato il danno d’immagine, il clamore mediatico e le relative conseguenze prodotte dalle comunicazioni sugli organi di stampa di alcuni insegnanti, in parte veritiere, in parte false e pretestuose, nella giornata di lunedi 1 settembre, il CdA non può che prendere atto di questa situazione e per evitare ulteriori e peggiori disagi agli alunni ancora iscritti e ai di loro genitori, ha deciso di sospendere l’attività scolastica per l’anno 2014/2015, ad eccezione delle classi 4° e 5° elementare e della classe 3° media che potranno continuare la loro attività scolastica solo grazie all’opera volontaria di alcune insegnanti.
Si è deliberato altresì di intraprendere il cammino verso la liquidazione della società onde appianare la situazione debitoria ed eventualmente, qualora ne ricorreranno i presupposti, riprendere la totale attività scolastica negli anni futuri.
Il Consiglio di Amministrazione esprime il proprio rammarico per la temporanea e parziale sospensione di un valido progetto educativo, unico nel suo genere a Varese e Provincia, ed evidenzia come sino all’ultimo siano stati messi in atto numerosi sforzi finalizzati al proseguimento dell’intera attività scolastica. Tuttavia, nonostante le rassicurazioni ricevute, la mancanza di sovvenzioni esterne, ha costretto il Consiglio a prendere questa dolorosa decisione al fine di non creare problemi all’utenza ad anno scolastico avviato.

Si ringraziano tutti quelli che hanno creduto fortemente nel progetto.

Il Consiglio di Amministrazione

http://www.scuolabosina.com/modules/news/item.php?id=18