mercoledì 31 dicembre 2014

Mi pare che i Dirigenti Scolastici qualche potere lo hanno



Mi pare che i Dirigenti Scolastici, che ricordo, grazie alla 165, sono diventati dirigenti con incarichi bloccati sfociati in corso-concorso di 200 ore, successivamente replicato nelle medesime forme per approdare poi nel famoso concorso del 2011 preceduto da quello "siciliano"....diciamo che qualche potere lo hanno ed è strano che dicano di non conoscerli, molto strano. Naturalmente se hanno una leadership è tutto più facile, se sono invece burocrati passa carte, è tutto molto più complicato. Sulla retribuzione, ricordo che hanno una parte di "risultato" (curiosamente non risulta ci sia uno tra i 12.000 presidi che non abbia mai raggiunto "il risultato", quindi ricorda certi "piani quinquennali" autorealizzanti) e che, anche se forse non potrebbero, nelle pieghe dei Fondi dedicati alla Scuola di servizio, possono trovare varie modalità per incrementare i loro stipendi (direttore corsi, progetti europei e regionali, responsabile sicurezza, ecc. ecc.).. stipendi che sono certamente a livello europeo al contrario di quello dei docenti che sono al penultimo posto delle retribuzioni, cenerentole anche per tutto il settore della PPAA. Ecco nonostante le pessime retribuzioni dei docenti e nonostante l'assenza dei dirigenti scolastici in molte scuole, persi in meccanismi di deleghe fiduciarie e reggenze e flessibilità varie del tipo "poteva non sapere", secondo i dati forniti da Repubblica, la Scuola rimane al secondo posto nella "percezione di fiducia" da parte degli italiani e forse è anche merito del corpo docente più che del corpo dirigente. Naturalmente tutto ciò non fa notizia e fa notizia qualche episodio assoluttamente inqualificabile di qualche docente che "sbrocca", caso isolato che rovina
l'immagine di uno degli ultimi "corpi sani" della società italiana.
 
 
Giancarlo Memmo 

martedì 23 dicembre 2014

Insegnanti fannulloni ? cosa ne pensano i lettori di RTS




Se una certa politica dice che gli insegnanti sono dei fannulloni, grazie alla forza mediatica delle televisioni, dei giornali e anche di internet, tutta o quasi tutta l'opinione pubblica amplifica il concetto. Se gli insegnanti cercano di dissentire, la loro forza mediatica non sfonda, e per tutti rimangono fannulloni.

In riferimento a questi attacchi infondati si vuole dare la parola mediatica ad alcuni insegnanti, nel tentativo di ristabilire la verità su una professione volutamente denigrata da facili concetti populistici. Di seguito si propone una parte dei commenti pubblicati nella pagina Facebook del blog “Regolarità e Trasparenza nella Scuola”:
 
“A tutti fa comodo non capire che vita fanno gli insegnanti !!!!!! Ormai è un tormentone ....vacanze ferie feste ...Ehi sì . Vero . Diciamogli di si ...tanto è lo stesso . Nessuno parla del nostro  stipendio ....va bene anche quello ....in poche parole siamo dei fannulloni “.
Simona Giovannetti

“Certo chi parla a. vanvera non può capire. Rientrare a casa, dopo cinque ore di lezione, e non essere in grado neppure di sfilarsi il cappotto ma di lanciarsi nel primo divano disponibile. Essere insegnanti significa anche questo”.
Giovanna Marteddu

“Chiedetelo ai mariti (o alle mogli) degli insegnanti..chiedetelo ai figli. Vi sapranno dire quanto tempo rubato alla famiglia,quanti week end persi per gli impegni scolastici..e quanti soldi spesi per materiale che la scuola non fornisce agli alunni...o per il proprio aggiornamento!!!Forse siamo abituati a stare zitti ed andare avanti.
Silvia Erriu
“Gli insegnanti per preparare le lezioni correggere i compiti, impostare il proprio lavoro, utilizzano molto altro tempo, in " nero" a casa e per aggiornarsi seguono corsi a proprie spese! Parliamone”
Fernanda Franchini

“Noi siamo ritenuti "dal popolo" una categoria privilegiata: 4 ore al giorno, 15 giorni di festa a Natale, una settimana a Pasqua, 2 mesi di ferie estivi + le varie riunioni sindacali. Ma nessuno vede i nostri stipendi da miseria, i rientri pomeridiani, le mense passate a sbucciare mele e a tagliare fettine di carne a bambini che non sanno tenere ancora bene le posate in mano, i corsi di aggiornamento a proprie spese, il lavoro fatto a casa che assorbe più tempo di quello fatto in classe, l'essere a contatto (come per me della scuola Primaria) con 3 classi di bambini di 8 anni per un totale di 70 alunni che piangono per il dispetto di un amico, perchè vogliono ancora la mamma, per un semplice rimprovero che (a detta dei genitori) urta la loro sensibilità causando, in alcuni casi, anche incubi notturni e con la minaccia, ormai trita e ritrita delle famiglie: "Altrimenti lo trasferisco in altra scuola". Per non parlare poi delle burocrazia: alunni BES da seguire, registro elettronico da tenere costantemente aggiornato. E alla fine, SIAMO I PIÙ INVIDIATI DAGLI ITALIANI. Io dico solo:" Venite gente, venite in questo mondo incantato dove pensate che noi viviamo e trascorrete una settimana con noi. Scapperete a gambe levate".
Patrizia Falcetta





Aldo Domenico Ficara

 


sabato 20 dicembre 2014

L’associazione Chiamalascuola propone corsi sui BES

L’associazione si occupa di Bes da oltre due anni e ha operato in scuole di tutto il territorio italiano. L’associazione ha inoltre realizzato numerosi convegni sul tema con la collaborazione di esponenti del mondo della cultura di alto spessore e  in varie città italiane: Bologna (Convegno nazionale ANDIS), Modena (scuola media Pasquale Paoli), Senigallia, Ischia (Summer Schooll), Napoli (Università Federico II) Cortona centro S.Agostino, Frascati ( scuderie Aldobrandini), Brescia ( Università Cattolica). I corsi che propone sono finalizzati a informare e  formare i docenti sulle nuove norme inerenti i bisogni educativi speciali ma soprattutto a dotarli di criteri e strumenti per individuare i casi problematici, per dare risposte adeguate al soddisfacimento dei bisogni educativi speciali degli studenti e di metodi per realizzare strategie inclusive facilmente spendibili nelle classi.  Il corso può essere fruito integralmente o scegliendo uno dei due moduli sotto riportati. I formatori sono dirigenti scolastici e ricercatori Invalsi di comprovata esperienza, tutti hanno collaborato con la casa editrice Tecnodid, con l’associazione ANDIS e con il professor Aurelio Simone dell’Università di Roma ‘’Tor Vergata’’.

I modulo

L’ASPETTO GIURIDICO ORGANIZZATIVO

- Quali bisogni educativi sono speciali? La risposta nella scuola italiana e in Europa.
La norma come opportunità, tra vecchi e nuovi orientamenti. Dalla Direttiva Miur. del         27.12.2012 alla Circ. del 22.09.2013. La giurisprudenza.
- Il ruolo dei Consigli di classe nella personalizzazione del curricolo alla luce delle nuove disposizioni ministeriali e la predisposizione del PDP. Esempi  pratici.
- La valutazione degli alunni con BES.
- La composizione e le funzioni del Gruppo di lavoro per l'inclusione (G.L.I.).
- Criteri e modelli per la predisposizione del Piano Annuale per l'Inclusività (PAI). Esempio pratico.
- La valutazione del grado di inclusività di una scuola: l’index per l’Inclusione , il progetto Quadis e il RAVI ( rapporto del grado d 'inclusivita della scuola)
- La didattica della matematica per alunni con DSA
- La didattica del latino per alunni con DSA

II modulo

DIDATTICA INCLUSIVA: ISTRUZIONI PER L’USO

- Criteri e strumenti per l'individuazione dei BES: il modello ICF e la sua applicazione per il singolo alunno e per la classe; - Stili di insegnamento e di apprendimento: la “normale diversità”; - Apprendimento cooperativo, creatività e pensiero divergente; Gestione della classe e strategie compensative per gli alunni con BES  - Il buon insegnante secondo le griglie di osservazione dell’Invalsi

FASI II modulo

         Prima della visita i formatori inviano alla scuola una scheda di individuazione dei casi problematici. La scheda segue i criteri di individuazione di Ianes ( danno/ostacolo e stigma sociale), è di facile compilazione e utile a stimolare la discussione intorno ad eventuali falsi positivi o negativi.
         La prima parte del modulo è dedicata all’illustrazione del modello ICF ed è finalizzata a sollevare una riflessione sulla necessità di valutare il ‘’funzionamento globale’’ dei soggetti in età evolutiva e quindi a tenere nella giusta considerazione tutti i fattori personali e di contesto che possono influire sul processo di apprendimento/insegnamento.
Verranno fornite griglie di osservazione semplificate per la valutazione del funzionamento globale,su base icf e indicazioni sull’osservazione dei processi di apprendimento/insegnamento sulla base delle ricerche INVALSI ( progetto valutazione e miglioramento).

         La seconda parte è finalizzata ad una veloce esposizione degli stili di apprendimento e delle dinamiche di gruppo.
         La terza parte prevede uno spazio laboratoriale.
Verrà  simulata la compilazione delle griglie in riferimento ai  casi problematici presentati dai partecipanti. Successivamente si passeranno in rassegna le strategie didattiche applicate dai docenti interessati e si esamineranno eventuali altre strategie anche fornendo esempi concreti di cooperative learning e writing in riferimento alla didattica della fisica e della storia. Verra’ anche presentato un vademecum per il lavoro cooperativo.

·          L’ultima fase è dedicata alla compilazione del PDP di cui verrà fornito apposito modello e alle relazioni con le famiglie.
·          A margine verrà presentato un possibile profilo della funzione strumentale per i BES

domenica 14 dicembre 2014

Scienza e pseudoscienza

 Una tabella che mette in evidenza alcune distinzioni tra pubblicazioni scientifiche e post di pseudoscienza 
 
 
 
 
 

venerdì 12 dicembre 2014

UNDICI PRINCIPINI O UNDICI CAVIE? IL LICEO BREVE DI 4 ANNI CHE PIACE A PARITARIE E MIUR

UNDICI PRINCIPINI O UNDICI CAVIE? IL LICEO BREVE DI 4 ANNI CHE PIACE A PARITARIE E MIUR

di Vincenzo Pascuzzi – 12 dicembre 2014

“Il Liceo Internazionale per L’Impresa Guido Carli è una scuola paritaria nata a Brescia per volontà dell’Associazione Industriale Bresciana.” (così si legge sul sito internet) ed ora “sperimenta” un percorso abbreviato di solo quattro anni per conseguire la maturità e poi iscriversi all’università con un anno di anticipo.  “Sperimenta” tra virgolette almeno per un paio di motivi; 1) perché l’iniziativa è stata avviata in modo molto discreto, se non clandestino e segreto, ormai tre anni fa e se ne è venuti a conoscenza solo dopo un anno o due: 2) perché è stata avviata in tre scuole private paritarie lombarde cioè non statali, non pubbliche, né accessibili a tutti, localizzate nel nord Italia.  Leggiamo infatti, sempre nel sito della scuola: “Il Liceo Guido Carli è una scuola di eccellenza, non è una scuola di élite [?!]. Purtroppo [acc.!] però la disponibilità di posti non è infinita. Di conseguenza per poter frequentare il Liceo è necessario superare una prova di accertamento che garantisca l’accesso ai ragazzi più promettenti”.  Quindi ragazzi selezionati per capacità, motivazione oltre che per censo, residenza e magari altro, da istruire e coltivare come in una serra climatizzata, supertecnologica, ecc. Bella forza! Classi con pochi studenti: la terza attuale, che arriverà a maturità nel 2016, è composta di soli 11 studenti, 11 principini e anche cavie. Altro che classi pollaio o affollate!  Poi ovviamente, gli studenti-principini usufruiscono di tutti gli altri accorgimenti loro necessari predisposti dalla scuola, che ci tiene, vuole fare bella figura, vuole brillare e così promuovere se stessa, in concorrenza con le altre private paritarie e con le pubbliche statali!  C’è da dire che il Tar del Lazio – su ricorso di Flc Cgil – ha appena bocciato, in data 16.9.2014, i licei quadriennali giudicandoli illegittimi. I giudici hanno infatti rilevato non solo che manca l’obbligatorio parere del Cnpi, ma che sono deboli e superficiali le motivazioni che hanno indotto alla riduzione di un anno.  È sorprendente (?) che Miur abbia già annunciato ricorso contro la sentenza del Tar! Questa decisione ministeriale è probabilmente (mal)motivata, oltre e più che dalle pressioni delle scuole private interessate, dalla intenzione recondita di auto-costruirsi un esempio pretestuoso da imitare ed estendere poi alla scuola statale e così “risparmiare” A BREVE 3 o 4 miliardi sulla pelle di 40 o 60 mila docenti in futuro esubero e di 450 mila studenti/anno da diplomare o maturare in anticipo e ancorché acerbi cioè …. immaturi!  Il risparmio effimero e A BREVE è caratteristica di tutti governi degli ultimi vent’anni: vedere in rete la recente nota di Antonio Deiara “La fabbrica dei bocciati”. 
 
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LINK 

Liceo Internazionale per L’Impresa Guido Carli 
Maturità’ in 4 anni: come sta andando a Brescia
Quel “pasticciaccio” del liceo breve targato Carrozza
Liceo breve bocciato dal Tar, gli istituti: “L’anno è avviato, non possiamo fermarci”
Il liceo breve di 4 anni bloccato dal Tar «Studenti favoriti»
Tar ha bocciato i “licei brevi” del governo Letta
Tar Lazio. No ai licei di quattro anni
Licei quadriennali bocciati dal Tar “Sono illegittimi”
Il Tar boccia i licei “brevi” voluti dal Ministro Carrozza
La fabbrica dei bocciati – Antonio Deiara


Retribuzione totale annuale, regione per regione, dei Dirigenti scolastici

Trattamento economico del DS

Assegno ad personam: conferito ai Dirigenti ex Presidi incaricati per importi che variano da circa 3.500 euro fino a circa euro 12.000 annui.
RIA (retribuzione individuale di anzianità): conferita ai Dirigenti ex Presidi di ruolo i cui importi sono simili a quelli dell'assegno ad personam.
TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO (definito a livello regionale in sede di contrattazione integrativa annuale)
Retribuzione di posizione (parte fissa + parte variabile): da 3.556 euro che costituisce la parte fissa fino a euro 34.195,96 annui che costituisce la parte variabile. Viene stabilita una graduazione delle funzioni dirigenziali attribuendo un "punteggio" ad ogni istituzione scolastica (sulla base di dimensione/complessità/contesto territoriale) per poi raggrupparle in fasce a cui si attribuisce un valore economico differenziato.
Retribuzione di risultato: la parte base è proporzionata alla retribuzione di posizione percepita alla quale si aggiungono gli importi relativi allo svolgimento degli incarichi aggiuntivi.
Retribuzione incarichi aggiuntivi: oltre alla retribuzione ordinaria spettano al dirigente ulteriori indennità per gli incarichi aggiuntivi, obbligatori o non, svolti tra i quali la presidenza commissioni esami di stato nelle scuole secondarie di secondo grado (da euro 1817 fino a euro 3519), attività connesse all'educazione degli adulti e alla terza area degli istituti professionali (2% somme a tal fine stanziate), incarico di reggenza di ulteriori istituzioni scolastiche (attualmente 9.609,34 euro annui d'indennità di reggenza a cui si aggiunge una integrazione della retribuzione di risultato pari all'80% della retribuzione di posizione parte variabile della scuola affidata in reggenza, per un totale che varia da circa 15.000 a 20.000 euro), direzione di progetti (una percentuale variabile rispetto all'importo dello stanziamento, ad esempio il 5 % del costo totale del progetto nel caso dei PON), presidenza di commissioni di concorso, funzioni di "mentor" nell'attività di formazione per i dirigenti neoassunti, funzioni di commissario governativo, e ogni altro incarico non ricompreso nel regime di onnicomprensività del trattamento economico del personale dirigente.
 

REGIONI
FASCE
 
PRIMA
SECONDA
TERZA
QUARTA
ABRUZZO
62.362,28
58.785,96
55.209,62
********
BASILICATA
64.349,87
60.321,27
56.292,67
********
CALABRIA
65.185,26
60.422,03
56.150,49
51.878,95
CAMPANIA
59.088,83
57.613,02
54.549,74
50.449,22
EMILIA ROMAGNA
63.422,01
60.862,15
58.302,50
55.742,87
FRIULI V.G.
62.464,20
59.349,87
56.235,55
53.121,17
LAZIO
61.102,41
58.658,54
56.214,67
53.770,80
LIGURIA
63.460,54
58.808,07
54.155,60
********
LOMBARDIA
63.406,37
60.799,13
58.191,49
55.584,05
MARCHE
59.282,81
58.298,41
56.083,51
********
MOLISE
58.819,68
56.515,23
54.956,61
********
PIEMONTE
63.325,51
58.962,63
55.995,87
53.378,15
PUGLIA
60.334,62
59.214,46
58.094,28
54.173,68
SARDEGNA
59.946,23
58.547,62
57.615,22
56.216,61
SICILIA
62.079,26
59.681,37
57.283,47
54.885,57
TOSCANA
62.935,30
58.277,38
53.619,45
********
UMBRIA
62.022,57
58.996,57
52.944,57
********
VENETO
60.953,90
58.468,90
55.983,90
********

 

sabato 6 dicembre 2014

OCCUPAZIONE DELLE SCUOLE. BOTTA E RISPOSTA NEL BLOG DEL “GRUPPO DI FIRENZE”

►GIORGIO RAGAZZINI HA DETTO…
Magari torneremo su come le scuole potrebbero prevenire le occupazioni.
Per ora basta dire che uno dei responsabili della sostanziale extraterritorialità concessa alle scuole rispetto alla legge è una demenziale sentenza della Cassazione che risale se non erro al 2002. Parliamo del reato di “invasione di edificio altrui”. Rispetto a un caso specifico, sentenziò che non c’era l’elemento dell’ “altruità”, in altre parole che l’edificio fosse di altri, in quanto (udite udite) in qualche modo una scuola appartiene anche agli studenti. Dovrebbe essere evidente a chiunque non abbia un quoziente intellettivo rasoterra che il piano affettivo, per cui in un certo senso gli studenti si sentono “a casa propria”, non c’entra assolutamente nulla col piano giuridico, per il quale, senza la minima ombra di dubbio, la scuola appartiene alla collettività, che detta le regole per fruirne in determinati periodi e orari. Nessuno quindi, come abbiamo ripetuto fino allo sfinimento, ha diritto a impossessarsene e tanto meno a impedirne l’uso ad altri (cosa che per altro neppure la Cassazione ha osato – finora – teorizzare). Una conseguenza comica di questa sentenza è che si tratterebbe quindi di una protesta consistente nell’occupazione di casa propria. Io ho più volte provato a occupare casa mia in favore di varie cause, da quella degli Juguri perseguitati dal governo cinese a quella dello scoiattolo rosso a rischio di estinzione per via dell’introduzione dello scoiattolo grigio dall’America, ma nessuna di queste iniziative ha avuto il minimo effetto. Peraltro le sentenze della Cassazione, pur potendo influire su altre sentenze, non fanno legge. Si tratta di uno dei tanti errori che anche i magistrati, in quanto esseri umani, possono fare? No, è la logica conseguenza di una pluridecennale tendenza giurisprudenziale che avuto la sua punta di lancia in magistratura democratica, che consiste nel forzare al massimo l’interpretazione delle leggi per raddrizzare le ingiustizie sociali per via giudiziaria. Questo ha portato di fatto i giudici a sostituirsi in moltissimi casi al potere politico democraticamente eletto dai cittadini. Ne è uno strepitoso esempio un episodio recente. Un signore di Porto Recanati, a cui era stato rubato il camper,si è messo a cercarlo e lo ha ritrovato in un campo rom. “Dopo i dovuti accertamenti la polizia conferma che si tratta effettivamente del suo mezzo. Il camper viene messo sotto sequestro giudiziario, ma le autorità ordinano al proprietario di lasciare il veicolo nella disponibilità dei ladri perché «si trattava di zingari senza casa e abbiamo il dovere di garantire una dimora alla famiglia con prole». Non siamo su scherzi a parte,ma nel paese in cui viviamo.06 dicembre 2014 01:13
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►V.P. HA DETTO…
Non ritengo affatto “demenziale (la) sentenza della Cassazione” che è del 2000 e che in parte riporto di seguito.
Osservo che in 14 anni NESSUN governo ha provveduto a disciplinare diversamente la materia. Negli stessi 14 anni il Miur non ha avuto nemmeno l’accortezza di istruire e presidi sui comportamenti da assumere o evitare. Né gli stessi presidi e le loro organizzazioni – ben agguerrite e unitarie proprio in questi giorni in cui stanno chiedendo al governo più soldi e potere in cambio forse di un atteggiamento benevolo o neutrale riguardo alla “buona scuola” – hanno provveduto autonomamente a darsi un codice di comportamento utile alla bisogna!
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“Con sentenza del 30 marzo 2000 la II sezione della Corte di cassazione è intervenuta sul punto statuendo che: ” Non è applicabile l’art. 633 alle occupazioni studentesche perché tale norma ha lo scopo di punire solo l’arbitraria invasione di edifici e non qualsiasi occupazione illegittima.
…. L’edificio scolastico, inoltre, pur appartenendo allo Stato, non costituisce una realtà estranea agli studenti, che non sono dei semplici frequentatori, ma soggetti attivi della comunità scolastica e pertanto non si ritiene che sia configurato un loro limitato diritto di accesso all’edificio scolastico nelle sole ore in cui è prevista l’attività scolastica in senso stretto.” Tale sentenza ha avuto, inoltre, il pregio di individuare correttamente il momento consumativo e la condotta del reato contestato ed opera una sagace distinzione tra il momento dell’invasione di un edificio e quello della permanenza non consentita all’interno degli spazi, stabilendo che non è possibile assimilare la seconda alla prima in quanto “quando il legislatore ha voluto caratterizzare come fatto penalmente rilevante la permanenza arbitraria all’interno di un luogo, lo ha fatto con una previsione espressa, inversamente si incorrerebbe nella vietata analogia in malam partem “. Pregevole appare anche la ricostruzione dell’alterità del bene invaso in relazione agli edifici scolastici. La Corte regolatrice sottolinea che ai sensi del D.P.R. 21.5.74 n. 416 la scuola costituisce una realtà non estranea agli studenti che contribuiscono e concorrono alla sua formazione e al suo mantenimento, con un potere-dovere di collaborare alla protezione e alla conservazione della stessa, per cui non sembra configurabile un loro limitato diritto d’accesso nelle sole ore in cui è prevista l’attività didattica in senso stretto. In tale disposto la Corte regolatrice stabilisce che nel reato di cui al 633 c.p. il termine invasione va interpretato come “una qualunque intromissione dall’esterno con modalità violente ”
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Vedere OCCUPAZIONE DELLE SCUOLE, NORME E SENTENZE DA CONOSCERE
Al link:
http://lists.peacelink.it/educazione/2008/11/msg00009.html
06 dicembre 2014 08:15
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https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2437060168770673181&postID=9026162338673449705&page=1&token=1417850112512

https://www.facebook.com/pages/GRUPPO-di-FIRENZE-per-la-scuola-del-merito-e-della-responsabilità/196180413759574?fref=ts

http://www.retescuole.net/senza-categoria/occupazione-delle-scuole-botta-e-risposta-nel-blog-del-gruppo-di-firenze