venerdì 30 ottobre 2015

Gli studenti scendono in piazza contro la Buona Scuola

Gli studenti scenderanno nelle piazze il 17 novembre per una mobilitazione generale in tutta Italia e in Europa ( http://www.retedellaconoscenza.it/blog/2015/10/28/il-17-novembre-in-piazza-vogliamo-tutto-per-tutti-privilegi-per-nessuno/ ):
  • per un diritto allo studio universale, con leggi quadro che stabiliscano adeguatamente i livelli essenziali delle prestazioni e che siano realmente finanziate, in modo tale da contrastare la dispersione scolastica (17% a livello nazionale, con punte del 25% nelle Regioni meridionali) e l’espulsione dall’università (-58.000 iscritti negli ultimi 10 anni). Studiare non può essere un lusso, un investimento privato delle nostre famiglie. Vogliamo l’istruzione gratuita e di qualità per tutte e tutti;
  • per l’approvazione di una legge sul reddito di base, universale, individuale, debolmente condizionato, declinato anche nella forma del reddito di formazione per garantire l’autonomia sociale anche a chi studia, al fine di contrastare la precarietà e le disuguaglianze, non limitandosi perciò al semplice contrasto alla povertà in forme marginali, caritatevoli e assolutamente funzionali alla trasformazione che sta subendo il mercato del lavoro e il mondo della produzione;
  • per farla finita con la sospensione della democrazia che questo Governo sta operando, in perfetta compatibilità con in quadro europeo delle politiche di austerità, approvando lo Sblocca Italia, il Jobs Act e la Buona Scuola attraverso l’abuso della questione di fiducia, dei decreti legge e delle deleghe in bianco. Vanno utilizzati tutti gli strumenti di mobilitazione, incluso anche l’utilizzo degli strumenti referendari, per restituire sovranità al popolo e ricostruire il significato complessivo della parola ‘democrazia’, anche al di là del semplice esercizio del voto ogni cinque anni;
  • per il riconoscimento pieno della cittadinanza dei soggetti in formazione a partire dai contesti locali, per il diritto a partecipare attivamente alle scelte di governo delle comunità locali, per il diritto alla socialità e per l’apertura di spazi di socialità fuori dalle logiche del consumo; per l’accesso gratuito alla cultura;
  • per il ritiro dello Sblocca Italia e la costruzione di Piani nazionali e locali per la riconversione del sistema produttivo e dell’approvigionamento energetico che guardi alla sostenibilità attraverso lo sviluppo delle energie rinnovabili e al risparmio delle risorse; perché l’Italia prenda una posizione decisa, in ambito europeo e internazionale, nel contrasto ai cambiamenti climatici e nella costruzione di un altro modello di sviluppo in vista della Conferenza sul clima di Parigi;
  • per il riconoscimento universale, a livello europeo, della libertà di movimento e del diritto all’accoglienza dei migranti, garantendo realmente i diritti sociali a partire dal diritto allo studio; per favorire la contaminazione culturale attraverso una revisione generale dei programmi e dei metodi di studio nelle scuole e nelle università.

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