mercoledì 29 aprile 2015

LA DIVERSITA' E' ANCORA UNA RICCHEZZA?...nel mondo biologico sembra di si.


L'impianto didattico modulare delle lezioni (di cui non ringrazieremo mai "abbastanza" Berly e Bas) e l'aggancio alle competenze e le sue declinazioni, serve al massimo per i corsi "last minute" della scuola guida. 
La frantumazione degli "indicatori" alla ricerca della "misurazione" ovviamente "oggettiva" dei "livelli", da una parte è rassicurante per l'organizzazione e i suoi "operatori" ma dall'altra parte è rassicurante anche per una "certa società" che ha molto bisogno di misuratori e "crocettatori", dove lo spazio per il "pensiero divergente" o laterale, deve essere nullo o quasi, cioè assolutamente compatibile in un processo di "total quality" (TQM) a "pixel zero". 
Non serve la "vision", servono solo dei "piccoli pezzetti", la Scuola deve diventare la patria della deconcettualizzazione per svolgere la sua funzione sociale nel nuovo millennio, cioè per il mantenimento di una società e la costruzione di "certi valori" e "certi diritti".
Il "cittadino" lascia il posto allo "yes-man", che deve essere "glocale" in modo che possa accettare tutto e il contrario di tutto a ogni latitudine. 
La Scuola cede al "centro di addestramento" e pazienza se la "profilatura" delle competenze in uscita è asincrona rispetto al "movimento del mercato" in fondo nel mondo "standardizzato" quello che conta è "l'appiattimento sui valori" e poco le competenze (io non sono medico, ma dopo un corso con gli informatori farmaceutici di 6 mesi diventerei, ne sono sicuro, un ottimo e qualificato "medico di base").
La cultura cede al "nozionismo" da rischiatutto, in linea con l'affermarsi dell'investimento finanziario su quello industriale, il deterministico "sacrificio dell'attesa" cede al risultato aleatorio  dei profitti finanziari che ovviamente sono custoditi nei "paradisi fiscali".
Il metodo alla "fortuna" naturalmente "cieca".
La scienza alla "credulità popolare".
"L'ascensore sociale" alla lotteria, la costruzione dell'uomo, della persona e della realtà sociale cede al "predestinato".
La società degrada verso la "setta". 
Qualcosa aveva intuito Max Weber quando aveva visto una certa contraddizione nello sviluppo della "burocrazia" che al fine di distribuire "diritti a tutti" avrebbe inesorabilmente limitato la libertà personale attraverso l'incasellamento e la "standardizzazione".
Quindi come la creatività del processo educativo lascia lo spazio al "teaching test", analogamente la qualità del prodotto cede alla qualità del processo che rende "conforme" anche l'imbottigliamento dell'acqua proveniente dalla Terra dei fuochi.
In modo apparentemente irreversibile, il sapere lascia lo spazio alle "modalità trasmissive" (prassi oserei dire assolutamente "doverosa" nella "società dell'immagine e della comunicazione" patria della De Filippi)....cioè quello che qualcuno chiama, tirandosela un pò, "la via dionisiaca" all'introduzione delle tecnologie digitali nel processo educativo, contrapposta alla "via apollinea" che non funziona per carenza di investimenti nell'istruzione ma anche per la presenza di troppi "esecutori" (che facilmente raggiungono gli obiettivi solo "alla carta").
In fondo si stanno ponendo le basi per il "crash del sistema" in modo irreversibile: 
la Storia insegna che la distruzione con bombardamenti a tappeto di Stalingrado impedì agli stessi tedeschi di conquistarla ... alla fine il "non un passo indietro" dei soldati russi pose le basi grazie al delirio "performante" della Blitzkrieg, per la sconfitta irreversibile del sistema nazista.
Il resto lo fecero le retrovie "rumene" e "italiane" che si sciolsero come neve al sole....per questo occorre resistere e resistere e resistere...il sistema pone da solo, con i suoi "pretoriani" un pò grotteschi, le basi per il suo "failure system", direi è quasi matematico.

P.S.
"Il sapere è dissolto nel saper fare, peraltro non si sa bene cosa." (Giorgio Israel)


martedì 28 aprile 2015

Il PD in Parlamento contro la libertà di insegnamento ed il pluralismo culturale

Riceviamo dal Comitato nazionale a sostegno della Legge popolare "per una buona scuola per la Repubblica" e pubblichiamo


Il PD in Parlamento contro la libertà di insegnamento ed il pluralismo culturale, contro il diritto allo studio per tutti, contro l’estensione dell’obbligo scolastico
E’ iniziato in Commissione Cultura della Camera la discussione degli emendamenti ; il Pd al fine di far decedere gli emendamenti presentati da SEL e M5S , ha riscritto l’art 1, riuscendo peraltro a peggiorarlo e comunque facendo in tal modo decadere, oltre agli emendamenti che riproponevano gli articoli della LI P sul diritto allo studio per tutti, sull’obbligo scolastico, ecc, l’emendamento che affermava il principio della libertà di insegnamento e la laicità. e di seguito riportato.  
La presente legge, in attuazione dell’art 33 Cost., disciplina l’autonomia delle istituzioni scolastiche ,nell’ambito dell’autonomia del sistema scolastico statale, allo scopo di garantire la libertà di insegnamento, il pluralismo culturale e la laicità.
L’autonomia del sistema scolastico statale e, nel suo ambito, delle istituzioni scolastiche , nelle more di una piena realizzazione del governo democratico della scuola, a tutti i livelli, si realizza con il rafforzamento della partecipazione decisionale degli organi collegiali.      

Il PD ha fatto decadere tale emendamento, cioè l’ha respinto. A questo punto è chiaro: il PD è contrario alla libertà di insegnamento, al pluralismo culturale ed alla laicità; ovviamente tale decisione del Gruppo del PD è coerente con la vocazione autoritaria del PD; ora spetta a tutti i democratici essere coerenti sia partecipando allo sciopero del 5 maggio ed a tutte le forme di lotta nella consapevolezza che il PD, colpendo la libertà di insegnamento, colpisce la democrazia del Paese nel suo aspetto più alto.   

 
 
Comitato nazionale a sostegno della Legge popolare "per una buona scuola per la Repubblica"

domenica 26 aprile 2015

RISPOSTA DI UN DOCENTE MEDIO DELLA SCUOLA ITALIANA di Giancarlo Memmo


LETTERA APERTA A UN DOCENTE CHE CREDE CHE I PRESIDI SIANO O DIVENTINO "PADRONI"(ndr: e le considerazioni in rosso del docente non ancora convinto delle argomentazioni del preside):

Gentile Docente,
ho avuto modo di leggere, per caso, un suo commento indignato sul fatto (non certo corrispondente alla realtà attuale così come a quanto previsto nella riforma ipotizzata) che i presidi potranno scegliere i docenti diventando così come dice Lei "padroni". (ndr: la chiamata dagli albi territoriali, la distribuzione ai 2/3 dei “meritevoli”..ecc. come la vogliamo chiamare?...efficienza marchionniana va meglio?...aziendalismo eataly alla Farinetti?.... )
Faccio il preside, poi dirigente, dal 1992, conosco Lei e tantissimi docenti di valore per il loro lavoro nella scuola e per la loro alta competenza e sono perciò rimasto sorpreso dal suo spaventato commento. (ndr: ricordo un bellissimo sketch del comico Corrado Guzzanti che imitando Luttwak spiegava che la “democrazia” nel “sistema maggioritario” permette solo due opinioni, che poi sono uguali, quella di destra e quella di sinistra, diceva “se tu non ti fai eleggere, non puoi avere una tua opinione”….quindi se esprimi una tua opinione commetti il reato di lesa maestà?...)
Quando mai i presidi potranno esercitare un compito che pure in altri Paesi europei (civilissimi dove le rilevazioni-misurazioni degli apprendimenti indicano livelli ben più elevati di quanto accade da noi) è la pratica normale? Quando mai è stato possibile anche solo verificare le conoscenze o le competenze disciplinari, relazionali, comunicative dei docenti che entrano a scuola secondo procedure che forse per Lei vanno definite "costituzionali" ma che invece consistono in un meccanismo burocratico amministrativo infernale, incomprensibile anche per un esperto di labirinti o di enigmistica. (ndr: dell’estero prendiamo sempre quello che ci fa comodo e in modo approssimativo, ormai inutile replicare. Sulle procedure costituzionali dei concorsi pubblici, che cosa possiamo dire? Ah si sono un meccanismo infernale che nulla hanno a che vedere con quelle delle buste trasparenti, delle ricorrezioni con esiti diversi alternativi, dell’annerimento dei pallini in par condicio dell’errore, ecc. ecc., questa cosa si chiama “doppio pesismo” o ipocrisia…ma non importa. Occorre cambiare l’art.97 della Costituzione).
Quando mai è stato possibile controllare (non dico valutare parola che è tabù, vietata nella scuola italiana dove solo gli studenti vengono valutati) il lavoro dei docenti in termini non solo quantitativi, figuriamoci qualitativi! (ndr: chi non conosce la normativa vigente non conosce l’esistenza del “comitato di valutazione” all’interno della scuola e ha un’idea vaga e approssimativa, di solito costruita quasi esclusivamente in base a quello che gli assistenti amministrativi e le segreterie, fatte da personale “pratico”, possono produrre. Si preferisce “il matrimonio amministrativo con il dsga” in quanto è molto più rassicurante anche sotto il profilo della responsabilità contabile…)
Libero insegnamento in libero Stato, tutela assoluta per tutti, impunità totale anche di fronte a casi grotteschi (ndr: impunità è come dire un termine  “politically and pedagogicamente incorrect” …allora a quando l’alza bandiera mattutina e la reazione fisica?...e chi non ce la fa e non è “performante”? ..stacchiamo la spina per evitare l’accanimento?..): l'insegnante di Liceo, italiano e latino, che non ha mai, dico mai, in corso d'anno proposto una sola lezione di latino e che, chiamata e dare spiegazioni, fa scrivere al suo avvocato (c'è sempre l'avvocato o il sindacato) che questo suo non far nulla attiene alla libertà di insegnamento; oppure l'insegnante precaria di matematica e fisica nei Licei che entra in classe e come prima cosa spegne la lavagna multimediale e il computer "perché fanno venire il cancro" e invece che fare matematica mette film pescati a caso per tenere occupata la classe e sul registro scrive commenti sgrammaticati da analfabeta. Saranno casi isolati? Non isolati, perché c'è anche l'insegnante di inglese che è passata dalle medie al Linguistico e che in classe formulando le frasi più banali si esprime con " I have forty years old!" . Allora cosa si fa in questi casi? Si chiede la visita ispettiva che non arriva perché non c'è più un numero di ispettori adeguato e se arriva, dopo sei mesi, la visita si conclude con una relazione che tarda altri quattro mesi e che dice che l'insegnante va aiutata magari affiancata da altri più capaci (?) e che magari la si può collocare in diverse classi per "distribuire il danno"! (ndr: e gli insegnanti che ad esempio nelle classi pollaio hanno stranieri NAI e insieme hanno DSA e BES ? Nel caso hanno una marea di ripetenti? ...con la stessa logica che impedisce al preside-manager di raggiungere, è il caso di dire “i suoi” risultati, anche loro possono alzare le spallucce è dire “non ce la possiamo fare”…dateci gli strumenti…ah loro no?....che strano non mi sorprende).
E ancora potrei andare avanti con casi che, se per fortuna sono un numero non infinito (ndr: il 30% di 700.000 dovrebbe fare 210.000 anche questi “immeritevoli” ex lege sono un numero “non infinito” sicuramente ingiusto ma molto grottesco e inaccettabile) nelle scuole (in tutte!), sono comunque in numero sufficiente per scatenare proteste e conflitti da parte di genitori e di studenti che rivendicano il loro diritto ad una istruzione decente. (ndr: lo stesso artifizio retorico alla matriciana, lo possiamo fare prendendo i presidi che vanno a fare le vacanze nei paradisi…. magari a carico della Scuola, quelli che attivano l’intramoenia per i corsi di recupero, quelli che si fanno scorazzare da chaffeur ata, quelli che chiedono “prestazioni non lavorative”…insomma le cronache sono piene di fatti esecrabili, ma le generalizzazioni sono solo strumentali a chi non ha argomenti o è incapace di comprendere)
E Lei gentile Docente evoca i sindacati. Questo sorprende ancora di più perché questi sindacati sono tutti indifferenziatamente per la difesa strenua anche degli incapaci (perché parliamo di incapacità), difesa degli indifendibili e chi è chiamato in causa, fino ad essere anche minacciato, non è l'ignavo, non è l'assenteista, non è chi ha letteralmente scambiato una professione impegnativa e difficile come quella del docente per un impiego da svolgere al ribasso: chi viene chiamato in causa come il vero cattivo è proprio il preside con i suoi "superpoteri"( ndr: le colpe dei sindacati sono note ai docenti e ai lavoratori che le pagano sulla propria pelle durante la loro attività professionale…meno pubblicizzate sono le colpe dei sindacati dei presidi….ovviamente sempre ammesso che ci siano….Diciamo che è la stessa logica che sottende chi critica la nostra Costituzione perché “è vecchia” ma ovviamente non ha fatto nulla per attuarla….anzi…Quindi la Costituzione, il Sindacato, non sono immuni da critiche ma demolirli in cambio “dell’avventura” che si sa perfettamente dove porta, mi pare un’operazione diciamo “politically incorect” e purtroppo nella meravigliosa società che viene avanti ci sarà sempre più bisogno di “difesa dei diritti essenziali” e sempre meno di “cosmesi dei diritti”, forse di più sindacalismo di base e di meno sindacalismo “dirigenziale”, anche solo guardando la curva della distribuzione del reddito nazionale).
Ma quali presidi padroni! Presidi vittime di un sistema bloccato che ora arriva a mentire mettendo in piedi questa bufala del preside che decide, il preside che si vedrà arrivare un precario che da anni non mette piede nella scuola, un precario che non conosce nulla del sistema così complesso, del funzionamento di un mondo che deve avere al centro il diritto di alunni e studenti, la loro istruzione non gli interessi di tipo assistenziale di una categoria che professionalmente non è neppure obbligata per contratto a seguire e a curare la propria formazione (ndr: la formazione a spese esclusive dei docenti è molto rinomata, la dimostrazione di prova provata è il fiorire di numerosissime iniziative editoriali e imprenditoriali portate avanti anche da soggetti sindacali, tutti nessuno escluso. Inoltre spesso il piano delle attività formative che dovrebbe essere fatto all’inizio dell’anno scolastico in collegio dei docenti è “soprasseduto” dal preside per ragioni che chiunque vagamente lavora nella scuola può conoscere. Certo i docenti che fanno formazione non sono la totalità o magari la fanno solo da precari in una parte della loro vita lavorativa. Mentre i dirigenti scolastici?...).
Ho scritto di getto per la sofferenza mia e di tanti miei colleghi: dirigenti privi di strumenti che non chiedono affatto potere ma strumenti di governo, (ndr: qui c’è un po’ di confusione, astrattamente il potere o c’è o non c’è, quello a cui si riferisce la richiesta  del preside è “il potere giuridico” che si sostanzia “in strumenti” efficaci a porre “effetti giuridici” nella sfera dei terzi…quindi i presidi chiedono “poteri giuridici”, esattamente quelli per cui protestano i docenti..) colleghi appassionati e preparati che da anni lavorano anche 12 ore al giorno per tenere alto il livello della qualità degli apprendimenti della propria scuola. Strumenti non potere (ndr: vedi sopra), strumenti per gestire e organizzare un sistema che ogni giorno vede negata quella indispensabile autonomia soffocata da continue molestie burocratiche e amministrative messe in piedi da un Centro che non demorde, molestie funzionali al mantenimento e alla conservazione di un passato che continua a far danni al respiro del servizio di istruzione, al diritto costituzionale che non consiste nella garanzia del posto di lavoro( ndr: per chi conosce anche vagamente la normativa, sa perfettamente che tali garanzie non esistono più già oggi, quello che forse desidera il preside è non essere chiamato in giudizio a risarcire personalmente in caso di soccombenza, ma i magistrati visto l’aria politica che tira mi pare non sarebbero d’accordo, quindi è una battaglia sindacalmente e politicamente persa) e nell'antagonismo sindacale ad ogni iniziativa, che non consiste nella negazione del merito ma proprio il contrario: consiste nella tutela e nella difesa di chi è meritevole, di chi si adopera per innalzare l'istruzione, l'apprendimento, la cultura nel nostro povero Paese (ndr: nel DEF è previsto un taglio secco alle spese per l’istruzione, ci sono i soliti 500 milioni di euro per le private e le tabelle di sviluppo retributivo “del merito” mostrano che stiamo parlando dei “vecchi scatti di anzianità” applicati solo ai 2/3 dei docenti mentre gli altri vanno avanti con il contratto scaduto fino al 2017…ovviamente in attesa delle briciole di emendamenti).
La ringrazio e mi scuso per il tempo che mi avrà dedicato, il rispetto che ho per Lei e per il suo lavoro mi imponeva di scriverle.
Con stima la saluto cordialmente.



p.s. Ovviamente mi sembra chiaro che tutta la storia del preside "che assume" sia creata per poter dar via alle prossime e aprioristiche e preventive proteste sindacali e continuare in quell'opera di isolamento che contribuirà mettere (ancora di più, dove questo accade e in molte scuole accade) i docenti "contro" il loro dirigente. Bel risultato no? (ndr: ma le capacità comunicative del dirigente scolastico? La sua equità? Le sue 12 ore giornaliere dedicate anche a migliorare gli apprendimenti e la curvatura dei risultati dell’INVALSI?..in una parola la sua leadership?...non pervenute mi pare.  Diceva Basaglia: è il potere che vince sempre, noi non possiamo vincere contro il potere ….tuttavia possiamo convincere, quando “convinciamo” determiniamo una trasformazione irreversibile. Qui mi pare che siamo fermi al massimo “all’autoritarismo”, la strada per “l’autorevolezza” è ancora lunga e irta di difficoltà).





sabato 25 aprile 2015

Dare “squadristi“ a insegnanti e studenti che protestano è inaccettabile


 
Dalla pagina Facebook di Regolarità e Trasparenza nella Scuola si levano commenti contro  un post di Marco Campione (capo della segreteria del Sottosegretario di Stato Davide Faraone ) che in FB etichetta come “ insegnanti squadristi “ coloro che alla festa dell’Unità di Bologna hanno contestato il Ministro Giannini con coperchi e pentole. Tra questi commenti uno dice:  “Sentite un po’ cosa dice il Dott. Marco Campione del MIUR..... Rispondiamogli per le rime.....lo l'ho fatto!!! Squadristi? Perché ci ribelliamo allo scempio che state cercando di fare? Perché non vogliamo subire la vostra scellerata riforma????”. Squadrismo è il termine con cui si indica un fenomeno caratteristico dei primi anni del fascismo italiano, consistente nella pratica di lotta politica delle squadre d'azione fasciste fra il 1919 e il 1924. A tal proposito la storia ci racconta che Gaetano Salvemini, pur riconoscendo qualche giustificazione alle primissime azioni squadriste del 1919 e dei primi mesi del 1920, evidenziò che l'attività degli squadristi successiva al biennio rosso non era più interpretabile come una reazione legittima a precedenti violenze "bolsceviche" (benché tale fosse quasi sempre il pretesto addotto dagli squadristi). Infatti, secondo Salvemini, dopo la fine del biennio rosso lo squadrismo ebbe il carattere di un'offensiva antisindacale violenta e indiscriminata, che fu diretta contro tutte le organizzazioni operaie (non solo socialiste, comuniste o anarchiche, ma anche cattoliche e repubblicane); offensiva che si esercitò fuori dalla legalità, e che, secondo Salvemini, risultò vittoriosa non in virtù del sedicente "eroismo" degli squadristi, bensì in virtù dell'appoggio economico da parte degli industriali e dei proprietari terrieri, nonché in virtù del sostegno, più o meno palese, da parte delle autorità militari, della polizia e della magistratura. Quindi secondo Gaetano Salvemini lo squadrismo ebbe il carattere di un'offensiva antisindacale violenta e indiscriminata. Ora,  tra i contestatori presenti alla festa dell’Unità di Bologna c’erano anche gli studenti della Link, ovvero i componenti di un sindacato studentesco che si presenta nel seguente modo: “  Siamo un sindacato. Siamo un sindacato studentesco, ma sappiamo guardare al mondo, a ciò che ci circonda, consapevoli che esiste un filo conduttore che collega il numero di appelli di un corso di laurea, il comportamento scorretto dei docenti all'esame, l'assenza di borse di studio, l'inefficienza dei servizi, la privatizzazione delle università alla precarietà del lavoro, alle scuole fatiscenti, alla privatizzazione dell'acqua, alle crisi ambientali, a una politica di sottomissione dei popoli. Tale filo conduttore è un'idea, oggi dominante, di società fondata sulla legge del più forte e sul profitto “. A questo punto  rimane tutto da chiarire su come si possa etichettare squadrismo l’azione di protesta fatta da insegnanti precari e  anche da un sindacato studentesco e nel contempo proporre agli stessi studenti che protestano  riforme di buona scuola.

 
Aldo Domenico Ficara

giovedì 23 aprile 2015

Tutti i flash mob del 23 aprile contro il Ddl " buona scuola "

Questo è l'elenco completo delle città dove si potrà partecipare ai flash mob del 23 aprile 2015 alle ore 20,30 contro il Ddl " buona scuola ":
  • Roma, presso la Scalinata di Trinità dei Monti, Piazza di Spagna;
  • Napoli, in Piazza Plebiscito;
  • Milano, in piazza Gae Aulenti;
  • Torino, in P.zza Castello;
  • Genova, in P.zza de Ferrari;
  • Palermo, in Piazza Pretoria;
  • Firenze, in P.zza della Signoria;
  • Bari, in P. del Ferrarese;
  • Catania, presso la Scalinata Alessi - Via Crociferi;
  • Bologna, in P. Maggiore, presso la Fontana del Nettuno;
  • Acireale, in P. Garibaldi;
  • Agropoli (Salerno), agli Scaloni di Porta Saracena;
  • Albano (Roma), in P. Mazzini;
  • Andria, in P. Catuma;
  • Aprilia (Roma), in P. Roma;
  • Arona (Novara), in P. del Popolo;
  • Aversa (Caserta), in P. Labriola;
  • Brindisi, in P. Vittoria;
  • Caserta, in P. Margherita;
  • Chieti, in P. Gian Battista Vico;
  • Civitavecchia (Roma);
  • Cosenza;
  • Formia, in P. Aldo Moro;
  • Giarre (Catania), in P. Duomo;
  • Grosseto, in P. Dante;
  • Ladispoli (Roma);
  • Lamezia Terme (Catanzaro), presso la Scalinata dell'edificio maggiore Perri di Nicastro;
  • Latina, in Piazza del Popolo;
  • Lecce, in Piazza di Sant'Oronzo;
  • Lucera (Foggia), in P. Duomo;
  • Manduria (prov. Taranto), in P. Garibaldi;
  • Modena, in P. Grande;
  • Molfetta (Bari), in Corso Umberto I;
  • Ladispoli (Roma), in Piazza Rossellini;
  • Pescara, presso la Nave di Cascella, Via Lungomare Matteotti;
  • San Severo (Foggia), in P. Allegato;
  • Sassari, in Piazza d'Italia;
  • Savona, in P. Sisto IV;
  • Sezze (Latina), al cosiddetto "Ferro di cavallo";
  • Taranto, in P.zza Maria Immacolata;
  • Teramo, in P. Martiri della Libertà;
  • Terracina (Latina), in P. Garibaldi;
  • Torre Annunziata, in P. Ernesto Cesari;
  • Velletri (Roma), in Piazza del Comune;
  • Verona, in P. dell'Arena;
  • Vicenza, in P. dei Signori;
  • Viterbo, in P.del Plebiscito, davanti alla Prefettura.

Alcuni presidi impauriti vorrebbero già i superpoteri, spostando in altra data i quiz. Sarebbe illegale e verrebbero denunciati.

             
 
Mentre procede l’organizzazione, per il 5 maggio, di quello che dovrebbe essere il più grande sciopero della storia della scuola italiana, indetto dai COBAS da tempo e fatto proprio negli ultimi giorni anche da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, ci giungono diffuse e preoccupanti notizie secondo le quali taluni presidi (a volte sollecitati sciaguratamente da alcune/i maestre/i, che hanno dimenticato il senso della propria professione nonché il rispetto delle lotte sindacali) starebbero comunicando ai  docenti che le "prove Invalsi", previste nelle classi seconde e quinte delle scuole elementari il 5 e 6 maggio 2015 e nelle seconde classi delle scuole superiori il 12 maggio 2015, sarebbero "recuperate" in altra data, ove non venissero svolte per gli scioperi indetti da tempo dai COBAS il 5, 6 e 12 maggio 2015, e in particolare il 5 quando con noi sciopereranno gli altri 5 principali sindacati.
E’ dunque opportuno ricordare ai presidi che tali comunicazioni sono non solo illegittime ma anche gravemente antisindacali poiché si intenderebbe "recuperare" un'attività (peraltro non obbligatoria per i docenti), non svolta per sciopero. E’ ben singolare che suddetti presidi non sappiano che non è assolutamente previsto che possano essere "recuperate" le prove Invalsi non svolte per qualsivoglia ragione ed in particolare nel caso attuale, poiché si compirebbe una chiara attività antisindacale.
I presidi dovrebbero sapere che non rientra nei propri poteri posticipare le date dei test Invalsi. L’Istituto prevede tale possibilità solo in casi eccezionali, a seguito della presentazione della documentazione, entro tempi indicati e prima che decorrano i giorni previsti per le stesse prove e non certamente per sciopero dei docenti. Una eventuale richiesta di posticipo doveva essere inviata all’Invalsi, e per conoscenza al referente regionale, a firma del preside, e documentazione a giustificare la richiesta di rinvio, con protocollo antecedente al 28.10.2014. L’Invalsi precisa che non sarebbero state prese in considerazione richieste pervenute oltre il 12.12.2014.
Poiché è chiaro che l’eventuale “recupero”, annunciato in alcune scuole, delle prove Invalsi non rientra nell'unica tipologia per cui potesse essere previsto il posticipo, è evidente che tutto ciò verrebbe messo in atto esclusivamente al fine di rendere inefficace l'adesione delle/dei docenti agli scioperi, proclamati dai COBAS e da altri sindacati in particolare per il giorno 5 ma anche per il 6 e 12 maggio 2015: il ché configurerebbe una esplicita attività antisindacale. Dunque i COBAS diffidano i presidi che intendessero disporre l'illegittimo posticipo e esigono dagli stessi il ritiro di illegittime ed antisindacali disposizioni già prese. Chiediamo altresì agli uffici competenti del MIUR ed ai dirigenti delle USR un pronto intervento per impedire tale gravissima violazione. Comunque, preannunciamo sin d’ora che nel caso di mancato ritiro delle illegittime ed antisindacali disposizioni, procederemo immediatamente a tutelare le prerogative dei lavoratori/trici nelle competenti sedi, ivi comprese quelle giudiziali.
 
Piero Bernocchi   portavoce nazionale COBAS
 
23 aprile 2015

I DUBBI SULLO SCIOPERO UNITARIO DEL 5 MAGGIO

di Vincenzo Pascuzzi

Leggiamo con sorpresa e preoccupazione: “E’ possibile che tra lunedì 27 e martedì 28 si conosca il testo degli emendamenti su cui anche il Governo concorda e a quel punto si capirà se i sindacati rappresentativi confermeranno o meno lo sciopero del 5 che dovrebbe essere anche accompagnato da manifestazioni regionali o interregionali” (*).    Riflettendo, la preoccupazione si trasforma in sospetto e l’ipotesi non può essere esclusa a priori. Piccole schegge di notizie, sfumature nelle dichiarazioni, alcune omissioni, silenzi e ritardi potrebbero indicare che lo sciopero unitario non è del tutto sicuro. Qualche sigla non convinta potrebbe sfilarsi o attenuare.     Ma tirarsi in dietro all’ultimo momento, solo per qualche emendamento annunciato, cioè per la promessa di un governo, che non le mantiene, costituirebbe ingenuità davvero incredibile. Lascerebbe pensare a un proposito recondito e precedente. In altre parole, un doppio gioco, un inganno, un tradimento.   

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(*) Scioperi: si inizia il 24, si chiude per ora il 12 maggio

martedì 21 aprile 2015

Lettera del Presidente ANIEF, Marcello Pacifico

Cara/o socia/o,
lo sciopero del 24 aprile rimane una data fondamentale per contrastare la riforma del Governo sulla scuola perché in quel giorno inizierà l’esame degli emendamenti al disegno di legge che deve essere ritirato o modificato profondamente, in tema di assunzioni, trasferimenti, carriera, organi collegiali, poteri del dirigente scolastico.
Il 5 maggio, data scelta a gennaio dai Cobas per le prove Invalsi e su cui sono confluiti il 18 aprile i sindacati rappresentativi, infatti, sarà già tardi per ostacolare la riforma, vuoi perché è stato chiesto soltanto lo stralcio del piano di reclutamento e la riapertura della contrattazione, vuoi perché il testo sarà già stato approvato in diversi punti dalla VII Commissione Cultura della Camera e blindato dalla maggioranza.
Se vuoi fare sentire la tua voce, allora, è arrivato il momento di scioperare e far scioperare i tuoi colleghi a partire proprio dal 24 aprile.
Sarà la prima risposta del mondo della scuola a un testo non condivisibile e profondamente sbagliato.
Se sei precario, ti ricordo che il piano di assunzioni non è a rischio perché la Corte europea è stata fin troppo chiara, mentre se sei di ruolo devi difendere il diritto alla mobilità in questo momento stravolto.
Per l’occasione, partecipa al corteo che si svolgerà tra Piazza della Repubblica e Piazza Sant’Apostoli dalle 10 alle 13 e al sit-in in Piazza dal Parlamento tra le 15 e le 18.
Se sei poi un collaboratore scolastico addetto alla vigilanza del piano, assentati il giorno dello sciopero così costringerai il dirigente scolastico a chiudere le scuole e ad avvertire il premier che senza personale ATA tutto si ferma. Non è un caso se come Anief abbiamo proclamato uno sciopero lo stesso giorno distinto per il personale ATA precario.
Siamo riusciti in passato a portare migliaia di persone a Roma quando abbiamo dato modo ai docenti precari di scioperare.
Abbiamo presentato più di 90 emendamenti per riscrivere la riforma se non sarà ritirata.
Più di otto sigle sindacali autonome appoggiano lo sciopero generale di tutto il personale della scuola, docente e ata, precario e di ruolo, del 24 aprile 2015.
Ti ricordo che non devi comunicare l’adesione allo sciopero se non per presa visione e che puoi astenerti dal lavoro semplicemente senza prendere servizio.
Se, invece, vuoi comunicare la tua partecipazione alle manifestazioni di piazza, entro il 21 aprile, scrivi a sciopero2015@anief.net per poter prenotare il tuo posto nel pullman.
Manchi solo tu. Ci vediamo a Roma. La scuola la cambiamo insieme.


Il presidente dell’Anief – Marcello Pacifico

BLOCCO SCRUTINI O “TUTTI A CASA” DOPO LO SCIOPERO UNITARIO DI MAGGIO?

di Vincenzo Pascuzzi – 21 aprile 2015
    
 
“L'appoggio che la Camusso ha dato all'intera operazione fornisce una prova ulteriore circa la natura politica dello sciopero. ‘Politica’ vuol dire che il bersaglio è il governo Renzi in quanto tale, non il ministro Giannini”, (v. Giovanni Cominelli - ilsussidiario.net).
Certo che è così, ma Renzi se l’è cercata lui! Impuntandosi sul ddl “buona scuola” e forse sotto-valutando l’ampiezza, la consistenza e la determinazione delle reazioni causate dalla sua riforma sconclusionata, senz’anima e peggiorativa.
Renzi ha da tempo esautorato il ministro Giannini: L’estate scorsa, Giannini era andata al Meeting di Rimini per illustrare le linee guida della riforma della scuola. Ebbene il giorno dopo, il presidente del Consiglio quelle linee guida le ha praticamente riscritte di sana pianta in una riunione in cui c’erano tutti (dai sottosegretari fino agli ultimi deputati della commissione) tranne il ministro titolare” (v. Salvatore Merlo - ilfoglio.it).
Renzi a settembre aveva assicurato “non calo la riforma dall’alto” e adesso invece sta frustrando a sangue il Parlamento, ha imposto un ddl più veloce di un decreto-legge, prima dice di non capire i sindacati e poi irride e sbeffeggia lo sciopero, vuole scrivere una lettera ai docenti (sembra qualcosa a metà strada tra il “Contratto con gli Italiani” di B. e la “lettera alla malafemmina” di Totò e Peppino)!
Peraltro l’appoggio esplicito della Cgil allo sciopero da una parte conforta e rincuora, dall’altra induce a cautela e causa interrogativi. Infatti ci sono stati ritardi e dubbi sulla adesione allo sciopero, sono stati gli studenti dell’UdS, la Gilda e alcune RSU della Flc a incalzare le Confederazioni, non si conosce (almeno non è pubblico) il tipo di accordo intervenuto tra Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda, non si conoscono propositi e programmi per il dopo 5 e12 maggio.
Cosa farà il quintetto dei sindacati “rappresentativi” se Renzi non modifica il suo programma? Si accontenteranno di qualche emendamento marginale per decretare “tutti a casa” felici e contenti? Oppure?
Al momento, solo Gilda ha ipotizzato il blocco degli scrutini. Sarebbe bene che anche Cgil, Cisl, Uil, Snals si pronunciassero e insieme prendessero impegni precisi.
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Lo sciopero del 5 maggio? Prova che quella di Renzi è una vera riforma (per ora)
 
Il mistero Stefania Giannini, avulsa e confusa, che resterà la ministra “basita”
 

Manifestazione scuola: blocco scrutini dopo sciopero 5 maggio

giovedì 16 aprile 2015

LO SCIOPERO CON I DOCENTI … SCAPPATI *

di Vincenzo Pascuzzi – 16 aprile 2015
 
 
Dopo lo sciopero “dal 9 al 18 aprile delle attività non obbligatorie” (sic! ma che sciopero è?!) proclamato dal quintetto sindacale (Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda), è stata convocata, per sabato prossimo 18 aprile a Roma, una manifestazione delle RSU neo-elette perché “Ora è il momento che a far sentire la sua voce sia direttamente il mondo del lavoro scolastico, attraverso le persone che sono state recentemente investite di una funzione di rappresentanza sindacale sostenuta e legittimata dal voto della categoria. Ecco perché i protagonisti della manifestazione indetta per il 18 aprile a Roma dovete essere voi, lavoratrici e lavoratori eletti nelle RSU delle nostre scuole.”
È questa una novità assoluta, le RSU, che dovrebbero occuparsi d’altro, vengono quasi precettate a manifestare e scioperare (oppure saranno in permesso sindacale?) al posto e in sostituzione di docenti e ata che le hanno elette, quasi esse RSU fossero comparse o stuntmen! È una specie di manifestazione o sciopero in subappalto. In un certo senso, come la riforma renziana della “buona scuola”, con i presidi-padroni, vorrebbe impedire o limitare la libertà di insegnamento dei docenti, così i sindacati “rappresentativi” (secondo normativa Miur) vorrebbero surrogare e sottrarre agli stessi docenti la loro libertà di protesta e di sciopero.
È verissimo che la categoria dei docenti, nelle ultime e penultime occasioni di controversie sindacali, ha mostrato scarsa o scarsissima disponibilità a partecipare agli scioperi (e i sindacati dovrebbero ben riflettere su ciò e su loro stessi), ma il momento che la scuola sta attraversando e vivendo, ormai da mesi, è gravissimo e forse letale.
Una riforma, presentata come prioritaria a febbraio 2014 (14 mesi fa!), propagandata come partecipata (ricordiamo cosa dichiarava Renzi il 3 settembre 2014: "Propongo che per un anno tutta Italia - destra, sinistra, nord, sud - discuta di come insieme vogliamo rifare la scuola, perché non la può rifare Renzi o il ministro: o la rifà una comunità o sarà l'ennesima riforma calata dall'alto". E anche: "Non facciamo come gli altri che hanno annunciato la riforma della riforma della controriforma e siamo tutti usciti matti. Con linguaggio semplice e tranquillo diciamo che la scuola è il valore più importante di un Paese") è stata trasformata dal governo in un ddl blindato da discutere (?) e approvare a marce forzate e con il ricatto della sorte di 150.000 docenti precari!
Una simile situazione avrebbe richiesto da parte sindacale risposte più tempestive, incisive, determinate e unitarie. Invece il quintetto citato si è mostrato troppo timido ed esitante, chiuso in se stesso, isolato rispetto altre organizzazioni non “rappresentative” o non dichiaratamente sindacali.
C’è voluta l’iniziativa dell’UdS che l’11 aprile denunciava “Siamo rimasti inascoltati per mesi e il ddl del Governo sulla scuola rafforza le nostre critiche. Non siamo più disponibili a digerire riforme fatte dall’alto. Basta forzature democratiche!” e – sempre l’UdS - chiamava a raccolta “tutto il mondo della scuola e non solo a Roma, il pomeriggio di sabato 11 aprile, per una grande assemblea per valutare l’opportunità di costruire una grande manifestazione nazionale a Roma nella prima metà di maggio, contro il Ddl del Governo e per opporre delle valide alternative.”
Infatti scioperi di attività non obbligatorie e manifestazioni di RSU, pur se utili come momenti promozionali e mediatici, non possono sostituire l’azione diretta, in prima persona dei docenti, ata, studenti e famiglie interessati alle sorti della scuola.
Gilda ha rinnovato la richiesta “a tutte le sigle sindacali e alle associazioni dei docenti e del personale ata di individuare subito una data comune per un grande sciopero nazionale della scuola con manifestazioni in tutte le città d’italia.” Non perdiamo altro tempo!
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* UCCELLETTI SCAPPATI
Gli uccelletti scappati sono degli spiedini di carne di origine antica, un secondo piatto molto diffuso in varie regioni d’Italia con piccole varianti a seconda del luogo.
Questi spiedini di carne devono il loro nome al fatto che in antichità si usava arrostire sugli spiedi gli uccelli cacciati e, in tempi di magra, si sostituirono i volatili con degli involtini di carne che, per forma, li ricordavano: gli uccelli , in quel caso erano ironicamente “scappati”.



lunedì 6 aprile 2015

Quando il 2.0 fa spettacolo

Il professore di matematica che si vede nel video sotto riprodotto si chiama Matthew Weathers, insegnante di Matematica e informatica alla Biola University in California. Matthew Weathers ogni anno organizza uno scherzo didattico per il primo di aprile. Il pesce d'aprile 2015 è un video basato sulla manipolazione informatica delle immagini, creato per regalare ai suoi studenti un momento di gioia e divertimento.