lunedì 29 giugno 2015

Grexit: io sto con la Grecia senza se e senza ma (di Giancarlo Memmo)

«Qui ad Atene noi facciamo così: qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così.» Pericle, Grecia, 461 a.C.

Una delle accuse che vengono fatte alla Grecia è quella di “ingratitudine”.

L’ingratitudine di chi ha partecipato “al club” dell’Euro (di cui farebbero parte, come garanti e regolatori, la Commissione Europea, la BCE e naturalmente il FMI), prendendo degli impegni e magari usufruendo di “vari benefici” e poi, adesso, non vuole più rispettare questi impegni e nel fare questo sarebbe ampiamente irresponsabile perché trascinerebbe gli altri Paesi Euro in una turbolenza finanziaria densa di effetti sociali molto pericolosi.

Del resto i PIGS (grazioso acronimo di cui ha deliziato la stampa finanziaria anglosassone intendendo il Portogallo, l’Italia, la Grecia e la Spagna…per un breve periodo forse ne ha fatto parte anche l’Irlanda nella versione PIIGS) sono spesso considerati “paesi latini” con popolazioni poco avvezze al rispetto delle regole e alla serietà, spendaccioni che vivono al di sopra delle loro capacità.

Questi luoghi comuni, sono declinati in vari modi, ricordando ad esempio la correlazione “morale”, tutta mitteleuropea, tra “debito” e “colpa”: se hai dei debiti sei colpevole e se non li vuoi pagare sei un delinquente.

Ma le cose stanno davvero così?

Mi pare ovvio “storicamente” che molti Paesi, compresa l'Italia, furono intruppati, dal Capitale tedesco, nell'avventura Euro attirati da economie di scala, competitività e soprattutto bassi tassi di interesse.

Ma i bilanci “sovrani” non erano tutti a posto, ed era difficile la convergenza su una stessa moneta di Paesi economicamente e socialmente così diversi, anzi era impossibile fare l’Euro prima di avere fatto le Istituzioni europee, molti autorevoli economisti e politici lo dissero: ricordiamo ad esempio Craxi che vedeva l’Italia collocabile come paese leader dell’area mediterranea del Magreb, perché eravamo geograficamente e strutturalmente, più compatibili con quelle società e quelle economie.

La convergenza finanziaria delle diverse economie dei vari paesi passò anche, ed è un dato storico, attraverso il “maquillage” dei bilanci pubblici.

La “finanzia creativa” venne adoperata in Grecia, come in Italia, dalla Goldman Sachs, Morgan Stanley e altre banche d'affari che Mario Draghi e non solo lui, conoscono direi molto bene. 

I derivati fatti dal Tesoro italiano, in modo trasversale da Ciampi a Tremonti, sono una bolla finanziaria enorme che "ovviamente" è gestita da un ex capo stazione ed ex insegnante di matematica alle medie.

Per entrare negli aspetti tecnici, una volta che il debito pubblico ha raggiunto una "massa critica", il Montante cresce esponenzialmente, molto esponenzialmente, tant'è che la restituzione del debito "supera ampiamente, di almeno il triplo, ciò che ci hanno prestato".

Possiamo dire che è stata fatta in tutti i Paesi con ampi debiti “sovrani” una “gestione del debito” a tutto vantaggio dei creditori!

Su questo ci sarebbe molto da dire, come ci sarebbe moltissimo da dire sui "dealer" che prezzavano il debito pubblico sui mercati: sono "i soliti noti" come chiarì addirittura il governatore Fazio.

Detto questo, rimanendo sulla "tecnica", dobbiamo dire che pensare di contrastare una curva esponenziale molto ripida con una “crescita economica” che è molto, ma molto "lineare", è tecnicamente come pensare di sparare a un carro armato con una pistola ad acqua: certo si può fare, mi pare che Davide riuscì in un'impresa simile, ma le sacre scritture chiariscono che ci riuscì "non da solo"!

Ora che non abbiamo la leva monetaria, come tutti i Paesi che hanno aderito alla moneta unica, l'unica svalutazione possibile, come dicono gli economisti, è quella dei salari.

Questo è esattamente quello che sta drammaticamente avvenendo in Grecia, in Italia e non solo...per cui la curva lineare della crescita diventa sempre più regressiva, cioè la pistola ad acqua lascia il posto agli aeroplanini di carta....

La Germania non è in grado di fare nessuna lezione morale, e non devo spiegare il perchè, sta solo proseguendo quello che fece l'imbianchino di Monaco, ora lo fa con mezzi finanziari, con trattati che pignorano letteralmente il bilancio pubblico degli stati, almeno la parte delle entrate tributarie, che impongono il salvataggio coatto delle Banche, ricche di derivati e debito creato ad arte dagli amici della Lagarde.

I salvataggi delle banche, da prima da parte degli stati sovrani ora avverranno direttamente da parte dei cittadini (correntisti): Cipro docet. 

Naturalmente nessuno pone il problema della inefficienza della “banca universale”, l’abolizione del Glass-Steagall Act non a caso avvenne da parte del “veltroniano” Bill Clinton nel 1999: da allora è stata abolita la separazione tra attività bancaria tradizionale e attività bancaria di investimento che ora possono essere svolte dallo stesso intermediario. 

Gli effetti sono noti.

La Germania insieme alle oligarchie massonico-finanziarie hanno fatto la loro terza guerra mondiale con le bombe al neutrone della finanza: ordigni che derubano le persone e i beni comuni a favore dei "soliti noti"....suicidano le persone ma salvano i beni “materiali” che interessano.

Junker è la persona meno adatta per andare a spiegare ai Greci che “loro” hanno un problema di evasione fiscale.

Tralasciamo tutte le considerazioni sull’imponente cambiamento della curva della distribuzione del reddito a favore della minoranza della popolazione: nelle guerre c’è sempre qualcuno che si arricchisce a scapito delle disgrazie, del dolore e della disperazione degli altri.

Del resto un sistema che è basato sull’avanzo della Bilancia dei pagamenti di un Pese e sulla svalutazione dei salari per gli altri Paesi, che equità può avere?

Ringraziamo i Greci per l’esempio di dignità che stanno dando al mondo intero e all’Italia, se non lo capiscono Lagarde, Merkel, Junker e i boccomontiani..ce ne faremo una ragione.


MITTELEUROPA


PIGS



sabato 27 giugno 2015

L'urlo di protesta degli Insegnanti in Senato: lettera al PD che vota il massacro della Scuola.

Gli insegnanti il 25 giugno  assistevano allibiti alla discussione sul maxiemendamento Scuola prima del voto di fiducia.
Hanno urlato, col dolore che esplodeva dentro mentre voi, nel vostro mondo parallelo, fingevate di non sentire. Vi abbracciavate e sorridevate come se nulla stesse accadendo. Indifferenti, sprezzanti.
Dite che é stata inferta una gravissima ferita alla dignità del Senato, luogo sacro della Democrazia.
Io sono scandalizzata. Lo sono per il voto di fiducia che avete imposto sul Ddl Scuola. Lo sono perchè state distruggendo non solo la Scuola, ma l'idea stessa di Scuola Pubblica, per la vostra indifferenza, per le vostre continue menzogne, per la vostra arroganza. Lo sono perchè il PD ha tradito la Scuola, l'impegno programmatico preso con gli elettori, con il Paese.
Sono scandalizzata perchè parlate di "merito" e "valutazione"  degli insegnanti quando togliete loro gli strumenti minimi necessari per poter lavorare in modo efficace. Sarebbe come pretendere di valutare le capacità di un chirurgo costringendolo ad operare utilizzando coltelli da cucina invece di bisturi.
E sono pure scandalizzata perchè il concetto di "merito" vale per tutti tranne che per voi. Qual è il "merito" di un Sottosegretario all'Istruzione mai laureato e indagato per peculato  alla regione Sicilia?
O quello della  responsabile nazionale del PD per la scuola che mai nella scuola ha lavorato, che la scuola non conosce se non come genitore che una volta lottava contro la riforma Gelmini. Qual è il suo "merito"? Quello di aver smentito se stessa? E quello di un Ministro citato in giudizio dalla Corte dei Conti per danno erariale?
Per non parlare dei troppi amministratori e parlamentari inquisiti e di quelli per i quali viene chiesto l'arresto.
Questo è il vero oltraggio alle Istituzioni nate dalla Resistenza, questa è la ferita che l'occupazione dei Partiti ha provocato. Questo è il  "cancro" del Paese che ci sta uccidendo.
Per questo l'approvazione del Ddl è stata seguita dalla protesta degli Insegnanti, per costringervi ad ascoltare mentre stavate assassinando la Scuola Pubblica, per manifestarvi l'opposizione della Scuola.
E poi è stata intonata "Bella Ciao". Un richiamo forte alla Resistenza ed ai suoi valori, che sono i nostri e della nostra Costituzione: mai così oltraggiati e calpestati come in questo momento storico.
Abbiate  quindi un sussulto di dignità di fronte agli  Insegnanti e al Paese: almeno tacete su quanto successo in Senato.


Monica Fontanelli
Insegnante Bologna





venerdì 26 giugno 2015

Lamezia Terme sulla scuola: tra il comitato territoriale LIP e l’ex sindaco Doris Lo Moro


Azioni contrarie alla buona scuola renziana

Verso la fine dello scorso maggio 2015 a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, è nato  il 29° comitato territoriale LIP e l’associazione locale "Per la Scuola della Repubblica" . In un convegno collegato alla nascita della LIP (http://www.lametino.it/Ultimora/lamezia-nato-il-29-comitato-territoriale-lip.html ) a Lamezia il prof.re Lucio Ficara, redattore della “La Tecnica della Scuola”, inizia con l’analisi della violazione di diritti acquisiti, di fatto definendo un “job-act della scuola” e una abolizione dell’articolo 18. Si prospetta infatti un aumento del carico di lavoro a parità di stipendio, ed una contrattazione di istituto che non avrà più senso fare per mancanza di fondi. La preoccupazione non è la chiamata diretta, perché di fatto non è attuabile. Il CCNL rappresenta un ostacolo alla applicazione del DDL, insieme alle graduatorie, essendo quindi gli elementi che dovranno essere aboliti a breve. Gli articoli 28 e 29 del CCNL non potranno essere  rispettati, pertanto il prossimo attacco sarà proprio a questa forma di tutela, ferma dal 2007. Per dare attuazione al ddl occorre conferire poteri maggiorati ai presidi, in quanto è utile tenere sotto ricatto il corpo docente, destinato ad accettare qualsiasi incarico, con la decadenza e superamento anche delle 6 ore massime aggiuntive. Afferma inoltre: "Io non ho paura di quello che è scritto in questa Riforma, ma di quello che non è scritto”, riferendosi quindi alle deleghe in bianco dell'art.21, che di fatto rimetterebbero le riforme di diversi settori della scuola  nelle sole mani dei ministri, scavalcando qualsiasi dibattito e confronto con i rami del Parlamento. Conclude esortando l’adozione della LIP e affermando con amarezza che “questo Stato ha svenduto la scuola pubblica sull’altare della troika”.

Voti  favorevoli alla buona scuola renziana

Il 25 giugno 2015 la senatrice Doris Lo Moro vota a favore dell’approvazione della legge sulla buona scuola voluta dal Premier Renzi.

Su Wikipedia si scrive (https://it.wikipedia.org/wiki/Doris_Lo_Moro ): Doris Lo Moro (Filadelfia, 12 agosto 1955) è un'ex magistrato e politica italiana.Ha svolto l'attività di magistrato, come giudice presso il Tribunale penale di Roma. Ha iniziato la sua esperienza politica nel 1993 come sindaco di Lamezia Terme (dopo due anni di commissariamento dell'ente locale per infiltrazioni mafiose), la città in cui risiede, ed è rimasta in carica per due mandati, fino al 2001, guidando Giunte di centrosinistra. Componente della direzione nazionale dei Democratici di Sinistra, è stata vicepresidente nazionale della Lega delle Autonomie e presidente della società consortile Sviluppo area ex Sir (poi denominata Lamezia Europa). Impegnata nel settore antimafia, ha preso parte all'associazione Libera. Membro del comitato dei soci ispiratori della Nuova Minerva, è stata collaboratrice della rivista Minerva e del settimanale Minerva Week. Nel 2005 viene eletta al Consiglio Regionale della Calabria, candidata nella lista dei DS, ed entra a far parte della Giunta Regionale guidata da Agazio Loiero in qualità di assessore alla Tutela della Salute. Viene riconfermata nel Loiero-bis (a settembre 2006). Lascia l'incarico di assessore regionale a metà legislatura (novembre 2007), con la riformulazione della Giunta. Successivamente viene eletta presidente dell'assemblea costituente regionale del Partito Democratico. Alle elezioni politiche del 2008 viene eletta alla Camera dei deputati nelle liste del PD. È una dei quattro candidati alle elezioni primarie organizzate dal PD della Calabria, il 17 gennaio 2010, per individuare il candidato alla presidenza della Regione da proporre alla coalizione di centrosinistra. Nel dicembre 2012 si candida alle primarie del PD, in provincia di Catanzaro, indette per eleggere i candidati del partito al Parlamento italiano in vista delle Elezioni politiche italiane del 2013, le primarie si sono svolte il 29 dicembre 2012 e l'On. Lo Moro ha ottenuto 4.446 preferenze posizionandosi al secondo posto tra i vari candidati e ottenendo l'elezione come candidata del PD al Parlamento italiano per le elezioni del 2013. L'8 gennaio 2013 la direzione nazionale del PD candida l'On. Lo Moro al Senato della Repubblica Italiana nella posizione numero due della lista PD nella regione Calabria. Il 25 febbraio 2013 viene eletta Senatrice della Repubblica Italiana. Nel 2014, nella giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, vota contro l'autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni telefoniche a carico del Senatore Antonio Azzollini, respingendo la relazione del Senatore Felice Casson (del suo stesso partito, PD).. Azzollini era indagato per una maxi truffa da 150 milioni di euro legata all'opera di costruzione del porto di Molfetta, appaltata nel 2007 e mai terminata.

 

Aldo Domenico Ficara

 

A.Ge. di Castelfiorentino: la scure dei rincari per i servizi scolastici


Un foglio da dieci euro qua, un altro là, e le famiglie, specie quelle con più figli, arrivano a fine mese con il fiato sempre più corto. Ad abbattersi questa volta è la scure dei rincari per i servizi scolastici; lo scenario è Castelfiorentino, un ridente paese sulle colline della provincia fiorentina.

A lanciare l’allarme è Vito Colella, presidente dell’Associazione genitori A.Ge. di Castelfiorentino: “Ci siamo mossi già da prima delle elezioni su sollecitazione dei nostri soci e di tanti genitori che si sono rivolti a noi, preoccupati per le voci che circolavano a proposito dei tagli ai servizi educativi e scolastici per le famiglie. Di buono abbiamo ottenuto che almeno si aprisse un dibattito pubblico, ma adesso purtroppo il tutto rischia di arenarsi in uno sterile dibattito fra maggioranza e opposizione”.

Ecco i tagli lamentati dall’A.Ge. Castelfiorentino:
-          chiusura del servizio per la prima infanzia “Scoiattolo” (che non era presente sui moduli di iscrizione ai servizi educativi e che adesso lo stesso sindaco dà per chiuso);
-          aumento del costo del servizio di trasporto scolastico da 120 a 140 euro annui in un territorio sì collinare ma circoscritto;
-          riduzione dei tragitti dei pulmini (con tratte separate fra le due sponde del fiume Elsa, che non è certo il Po): non si potrà più scegliere la scuola che si preferisce, con la conseguenza che per i prossimi anni un certo numero di fratelli sarà costretto a frequentare scuole diverse; alcune famiglie extracomunitarie di una frazione rinunceranno alla scuola materna per i propri figli per il disagio nei trasporti;
-          servizio mensa che partirà in ritardo (3 settimane dopo l'inizio della scuola, per cui chi non ha i nonni è costretto a prendere ferie o ad assumere una baby sitter).

“Tutto questo va ad aggravare la situazione delle famiglie da un punto di vista economico –sottolinea il Presidente dell’A.Ge.- Famiglie che in molti casi sono già fortemente provate dalla situazione di crisi che ha colpito anche il nostro territorio. Siamo ben consapevoli dell’attuale situazione di bilancio del nostro Comune, ma come sottolinea La Buona Scuola di Matteo Renzi l’istruzione non è un capitolo di spesa della Pubblica Amministrazione ma un investimento del Paese su se stesso”. Ecco dunque le proposte di A.Ge. Castelfiorentino:
-          revisione delle tratte del trasporto scolastico;
-         tariffe differenziate sia per il pulmino che per il pre-scuola in base al numero di figli iscritti per famiglia (prevedendo sconti);
-          possibilità di portare il pasto da casa nelle 3 settimane di assenza di mensa scolastica;
-          ridimensionamento e/o modifica del servizio educativo alla prima infanzia anziché chiusura;

”Questo nell’ottica di investire sul futuro del nostro paese, sull’educazione, sulla formazione, sul lavoro delle donne (che ne risulta penalizzato) e sull’integrazione sociale che nella scuola trova importanti risposte di coinvolgimento e confronto –conclude Colella- Altrimenti il rischio è quello di un impoverimento non solo materiale ma anche e soprattutto culturale, perché la scuola vede la sua qualità anche nella possibilità di favorirne l’accesso a ragazzi e famiglie”.

giovedì 25 giugno 2015

Le nove deleghe che il Governo si riserva

Nel maxi-emendamento il governo si è riservato la delega, cioè il potere di fare delle leggi in un secondo momento tramite decreti legislativi, su nove temi:
  1.  - Riordino delle disposizioni normative in materia di sistema nazionale di istruzione e formazione.
  2. - Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso ai ruoli di docente nella scuola secondaria, in modo da renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione.
  3. - Promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità e ridefinizione del ruolo del personale di sostegno.
  4.  - Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale.
  5.  - Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni, al fine di garantire a tutti i bambini e le bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, nonché al fine di garantire la conciliazione tra tempi di vita, di cura e di lavoro dei genitori.
  6.  - Garanzia dell’effettività del diritto allo studio su tutto il territorio nazionale, nel rispetto delle competenze delle regioni in materia, attraverso la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni.
  7.  - Promozione e diffusione della cultura umanistica, valorizzazione del patrimonio e della produzione culturali, musicali, teatrali, coreutici e cinematografici.
  8. - Revisione, riordino e adeguamento della normativa in materia di istituzioni e iniziative scolastiche italiane all’estero.
  9. - Adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti, nonché degli esami di stato, anche in raccordo con la normativa vigente in materia di certificazione delle competenze.

La “teoria del gender” nella scuola potrebbe far cadere il governo Renzi


Su Il Fatto Quotidiano (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/25/fiducia-alla-buona-scuola-sulleducazione-di-genere-il-governo-rischia-di-cadere/1812876/ ) si scrive: “ Già il 3 maggio l’A.Ge., Associazione italiana genitori, insieme ad altre 40 associazioni tutt’altro che progressiste (ProVita, Movimento per la Vita, Giuristi per la Vita) si era presentata al Quirinale per consegnare a Sergio Mattarella oltre 180mila firma a sostegno della petizione “sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole”. Ossia, contro quella parte della riforma Buona Scuola che prevede l’introduzione di insegnamenti sulla parità di genere” e la “prevenzione della violenza di genere” nelle classi di ogni ordine e grado: un modo, secondo i firmatari, per introdurre di soppiatto tra i banchi di scuola quella che chiamano “teoria del gender“, un’ideologia “che nega la differenza fra i sessi e la riduce a un fenomeno culturale” “. Alla luce di questi avvenimenti, di queste prese di posizione delle associazioni di genitori, il voto al senato sulla riforma della scuola potrebbe riservare per il Governo brutte sorprese. Infatti, a tal proposito il senatore Carlo Giovanardi afferma: “Il provvedimento così com’è non lo voterò mai, o lo cambiano o farò mancare la fiducia“. Sulla stessa linea di Giovanardi altri colleghi del partito, componente del gruppo Ap-Area popolare. Non rimane che aspettare il voto in aula.

 
Aldo Domenico Ficara

lunedì 22 giugno 2015

Carrozza sulla riforma della scuola: verificare bene cosa si può fare e poi promettere



Sulla sua pagina Facebook l’ex ministro dell’istruzione ha detto: “ Io mi auguro che ci sia tempo per approvare la legge sulla scuola e per assumere gli insegnanti. Non ho responsabilità nel partito e nel gruppo parlamentare su questo tema, ma vengo sollecitata continuamente, e il sentimento che provo è una rabbia profonda. Sono davvero arrabbiata per come è andata la discussione sulla legge sulla scuola e per come viene gestita l'università e la ricerca. Sembra che non esistano più questi temi come temi portanti nel PD.  Avevo avvertito che sarebbe stato molto difficile assumere tutti i precari in tempo per l'anno scolastico che inizierà a settembre. Il mondo della scuola è sconcertato e penso anche tutti gli italiani siano rimasti molto confusi da questa discussione sulla Legge sulla Scuola.
Penso che la lezione per il futuro sia che su materie come queste, estremamente delicate, occorra prima verificare bene cosa si può fare nelle condizioni amministrative date e poi promettere riforme compatibili con il sistema.
E' impossibile attuare una riforma della scuola o dell'università senza una riforma organizzativa delle strutture di governo centrali e decentrate. Un rammarico profondo da parte mia, dopo aver visto una disponibilità da parte del governo ad un investimento così forte, non siamo stati capaci come partito democratico di spiegare, analizzare e discutere sui territori la riforma e di condividerla con il nostro corpo sociale composto in larga parte di insegnanti, ricercatori e persone impiegate nell'istruzione.  Penso che la ricostruzione di un partito e di un movimento debba ripartire anche da qui, parlare con le persone della scuola reale così come dell'economia reale, e non semplicemente organizzare comitati elettorali 'liquidi'.
Spero che dopo questi passaggi sulla scuola, non si pensi di affrontare una legge sull'università con lo stesso metodo, sarebbe una devastazione “.

 

Apprendimento e democrazia: l'eclissi dell' "onestà intellettuale" (di Giancarlo Memmo)


La "valutazione" senza "democrazia" (di cui la collegialità è il cardine) come suona?

Come suona l'"apprendimento" senza "democrazia"..e le "conoscenze" "non democratiche"?...direi suona tutto molto male, anche filosoficamente.

Mi pare evidente che la Scuola Statale Italiana parla astrattamente di "valutazione" ma dovrebbe più correttamente parlare di assoggettamento gerarchico e ideologico.

Mi pare ovvio che il sistema sta cercando di fare un elenco di "performances" e di "performanti", in modo da rendere licenziabile o ricattabile, ammovibile, assoggettabile, influenzabile, controllabile, il 70% dei docenti che si sa già essere "non allineati".

La valutazione dei DS, cioè dei dirigenti "scolastici" (categoria non riconosciuta della dirigenza pubblica statale) sta tutta in numero: 170/9.800 dove a numeratore ci sono gli ispettori e a denominatore ci sono i presidi...che dire?..i numeri parlano da soli e qui non è nemmeno il caso di andare a vedere la struttura.

Mi pare decisamente più penetrante la valutazione dei famosi "revisori dei conti" che annualmente visitano le segreterie delle Scuole e di cui non c'è traccia o quasi di rilievi significativi.

Infine il "merito", dunque nella c.d. "Riforma", l'assunzione dei precari dalla graduatoria di merito (concorsuale o permanente) è presentata come una specie di "ope legis", di "ultima volta", dopo di che si entrerà solo per concorso come prevede la Costituzione. 
Inutile replicare che quelle graduatorie dei precari sono già le risultanze di "concorsi".
Invece, potenza della menzogna, l'assunzione dei presidi che non hanno superato il concorso per decadenza e rinnovo della procedura concorsuale statuita dai Tribunali, quella è "merito" e di questo se ne parla pochissimo, ma nel DDL c'è questa parte di "sanatoria" vera...solo che in questo caso non ci sarebbe l'obbligo di assunzione come per i precari a seguito della pronuncia europea. 
Ma la sanatoria viene fatta con il silenzio della stampa "privata e libera" tuttavia lautamente pagata con contributi statali.

Naturalmente nessuno, nessun dirigente del MIUR o di altri enti, ha pagato per i danni di quelle procedure concorsuali e di altre, sono stati tutti promossi.. perchè il merito è sempre e solo degli altri, la logica è sempre quella NIMBY.


Che dire?....

Not in My Back Yard, come sempre "non nel mio cortile": la riforma è solo ideologica, francamente senza nessuna base "scientifica", senza nessun tipo di coerenza giuridica, semplicemente inaccettabile e che segue ben altre finalità che sono chiarissime agli insegnanti e a chi la scrive o l'approverà.

Del resto in una società dove prevale unicamente il "capitalismo finanziario", credo che anche solo pensare di ritornare a un "capitalismo industriale", cosa che invece sarebbe assolutamente necessaria per "il sistema", può essere percepito come pericoloso perchè "non performante"....per questo serve la "buona scuola" con i "buoni presidi", per provare ad evitare questo "rischio" creando gli "ambienti di apprendimento" adatti a forgiare le "nuove" coscienze e i "nuovi" valori.

La valutazione dovrebbe avere solo un aspetto pedagogico, di feedback per il miglioramento delle pratiche di insegnamento,  non un aspetto punitivo e intrusivo...se vuoi migliorare le performances complessive di un sistema, devi fare degli investimenti e devi gratificare coloro che lo fanno funzionare il sistema....ma anche questo rientra nella logica da "capitalismo industriale" che è antitetica alla volatilità del rampante "capitalismo finanziario", dove conta "la percezione" e "il cinguettio" e il concetto di medio o lungo termine al massimo è "oggi" e "adesso"...quindi vista l'improponibilità del "futuro", a che servirebbe imparare dal "passato"?...a niente! 


Il Passato è vecchio, poco performante, noioso e inutile: deve essere "rottamato"!

Meglio crocettare, annerire, annuire, acconsentire...è richiesta "l'esecuzione" incondizionata, la "conoscenza contenutistica", la performances dello 0, 000..1:
non ti chiederanno più di "pensare", di "criticare", di immergerti nella "relazione"...perchè tutto ciò "non è performante".

Buona giornata, se potete.
GM

lunedì 15 giugno 2015

Unicobas all'Associazione 'Studi Centro' : inaccettabile la definizione di 'criminali'


Dopo le pesanti dichiarazioni dell’associazione studentesca StudiCentro riferite agli insegnanti che hanno aderito allo sciopero degli scrutini abbiamo contattato Stefano D’Errico  (Segretario nazionale dell'Unicobas) che ha rilasciato in un comunicato stampa le seguenti dichiarazioni:

“Non rimarremo inerti di fronte alle dichiarazioni attribuite dalla stampa all'Associazione 'Studi Centro'. È inaccettabile la definizione di 'criminali' attribuita a quanti esercitano un diritto costituzionalmente garantito che, proprio per il tributo di sangue pagato contro il totalitarismo fascista che lo negava, la Carta annovera fra quelli indisponibili. Non possiamo consentire che gli insegnanti italiani vengano accusati di essere 'criminali' solo perché s'avvalgono del diritto di sciopero esattamente come è regolamentato da una (già molto restrittiva) legge dello stato derivante da un accordo 'pattizio' che i sindacati tradizionali avrebbero dovuto disdire da anni a fronte dell'inadempienza di parte pubblica con un contratto-scuola bloccato di fatto dal 2006. Oggi si sciopera per tutelare quella libertà d'insegnamento che, altro principio indisponibile, è caratteristica fondante di qualsiasi Paese civile, e lo si fa perché la si vorrebbe mettere a servizio di una casta politica impresentabile. Con lo stravolgimento della figura del preside, il Governo ed il Centro-Destra vorrebbero introdurre nell'istruzione pubblica un padrone assoluto, destinato a farne 'cosa sua', dominus perfino nella definizione dell'organico in contrasto con qualsiasi graduatoria pubblica e logica concorsuale, nonché valutatore non preparato e non valutato, elemento che per definizione non potrebbe mai essere 'terzo' all'interno di dinamiche di gruppo che, per di più, dominerebbe. Un progetto volto a realizzare una gestione totalitaria destinata a piegare la libertà di apprendimento, l'indipendenza, la serietà, la mission ed il pluralismo della scuola di tutti a logiche personali e di tendenza, trasformandola in un succedaneo degli istituti privati (diplomifici compresi). Un'altra cosa preme denunciare. Nel caso di 'Studi Centro', si tratterebbe di un’ organizzazione 'studentesca' riconosciuta dal Miur, i cui esponenti vanno precisando di aver avuto: "modo di esprimere il proprio parere a livello istituzionale in più occasioni”. Un'Associazione puntualmente interpellata quindi dal Miur. Il Ministro Giannini ha forse consentito loro di esprimersi sugli insegnanti che lei amministra in termini analoghi a quelli segnalati dalla stampa, 'interloquendo' con costoro? Vista la proverbiale sordità politica che la contraddistingue, sono forse questi i 'consigli' preferiti, dopo aver 'cassato' la voce di quell'intera categoria che, secondo i dati forniti dal suo stesso Gabinetto (70%), ha scioperato plebiscitariamente il 5 Maggio? L'Unicobas, primo a proclamare lo sciopero degli scrutini, giudicato legittimo dal Garante istituito dalla L. 146/90, ha conferito incarico ai propri legali, verificate le fonti, di sporgere formale querela contro i responsabili di queste dichiarazioni, sia a tutela dell'immagine e della storia del sindacato che in solido con quanti, iscritti o meno, risultano volutamente e gratuitamente offesi. Non è il primo episodio: già alcuni insegnanti che protestavano furono definiti 'squadristi', già esponenti politici della maggioranza hanno parlato di 'fannulloni'. Occorre fermare con atti concreti quest'assalto frontale, diffamatorio, utile alle lobby private che hanno l'obiettivo di mettere le mani sulla scuola pubblica. Non è infatti immaginabile tanta ignoranza delle norme, tanta assenza di etica del diritto (e non solo), se non per un misero tentativo di disperata reazione alla plebiscitaria rivolta della scuola tutta, insegnanti, ata, studenti, famiglie, che sta mettendo pesantemente in difficoltà gli estensori del ddl ancora in discussione al Senato nonostante la Prima Commissione dello stesso lo abbia dichiarato anticostituzionale. Calunnie quanto mai azzardate, prima ancora che irrispettose, rozze e violente, non ascrivibili perciò alla normale dialettica politica, delle quali chiederemo conto in sede giudiziaria, anche in via risarcitoria. Invitiamo le altre Organizzazioni della scuola ad un lavoro comune e sollecitiamo i docenti offesi a segnalarci la loro disponibilità a sottoscrivere con noi la querela, segnalandocelo alla nostra e mail nazionale: unicobas.rm@tiscali.it Stefano d'Errico (Segretario nazionale dell'Unicobas)

 
 
 

venerdì 12 giugno 2015

SCONSOLATE RIFLESSIONI ALLA FINE DELL’ANNO SCOLASTICO

Qualche considerazione - a quel modo che il cor ditta dentro, prendendo a prestito le parole del Poeta - ad anno scolastico concluso quanto a lezioni e prima dell'inizio degli Esami di Stato:

1. si termina in un clima di massima confusione, senza sapere né riuscire ad immaginare come si inizierà a settembre. "La Buona Scuola", partita da premesse in larga parte condivisibili e che lasciavano ben sperare, si è attorcigliata su se stessa, siamo in una palude di emendamenti, contraddizioni, incongruenze che rivelano con la massima evidenza possibile come i nostri decisori politici di scuola (di istruzione, di educazione, di cultura) capiscano davvero poco (né, sembra, vogliano attrezzarsi per capire qualcosa di più) e come conseguentemente manchi del tutto una visione strategica: una serie di provvedimenti slegati tra loro, pensati forse più per dar lavoro a giornalisti e polemisti di vario genere che per altro;

2. le priorità urgenti da affrontare restano sistematicamente ignorate.

Solo qualche esempio, tra i tanti:  un serio bilancio della sciagurata "riforma Gelmini" non viene neppure tentato (basta pensare solo ai ricorsi vinti dallo SNALS per le ore di laboratorio eliminate assurdamente da IT e da IP); neppure si prospetta una soluzione alla fallimentare prassi delle "reggenze", che scaricano sulle spalle dei Vicari un mare di responsabilità  e che prevedibilmente  il prossimo anno aumenteranno ancora; pesa in modo insopportabile il condizionamento delle ormai ex Province sull’organizzazione dell’orario scolastico: alla faccia della tanto sbandierata autonomia scolastica (che sempre più si rivela vaso di coccio costretto a viaggiare tra vasi di ferro!), per una sorta di diktat in molti luoghi le lezioni sono ridotte a cinque giorni settimanali perché non ci sono più soldi per trasporti e/o riscaldamento (per altre attività, invece, i soldi ci sono sempre: ma la scuola non è mai davvero una priorità!): anche qui è facile prevedere che la situazione peggiorerà ulteriormente;

3. nessuna delle scadenze previste è stata rispettata: il bando del concorso a DS doveva uscire il 31 dic. 2014 poi il 31 mar. 2015, ora neppure se ne parla più, e il prossimo a.s. saranno altre migliaia le scuole senza DS: a pensarci bene, tra tante fantasiose espressioni, destituite di ogni riscontro con la realtà, quali "preside-sceriffo" o "preside-sindaco", quella più calzante alla verità effettuale (per dirla con Machiavelli) è "preside-fantasma"!;

4. conseguentemente, anche le modalità di costruzione di un anno di formazione serio per i neoimmessi in ruolo (ma ci saranno poi?) sono del tutto sparite dalla riflessione e dalla discussione: aspetto non certo di poco conto, ma significherebbe entrare finalmente nel vero merito del problema, che non si può fermare soltanto all’aspetto dell’”assunzione”;

5. del pari lontano anni luce il concorso a cattedre, per il quale bisognerebbe ripensare radicalmente criteri di formazione delle commissioni (e relativi compensi!), prove d'esame, programmi, ecc...;

6. si torna a favoleggiare di "potenziamento del corpo ispettivo", giusto dopo lo scempio del precedente Concorso: possibile che nessuno voglia fare luce sul recente passato? possibile che nessuno sia chiamato a rispondere della fallimentare gestione di una procedura concorsuale durata più di sei anni e che ha visto coperti meno del 50% dei posti (per altro già di per sé del tutto insufficienti!) a disposizione? Il danno inferto al sistema scuola è stato davvero ingente!;

7. di deburocratizzare la scuola, di ridurre il troppo e il vano delle norme e delle circolari ministeriali, poi, manco a parlarne: e così, tanto per fare solo questo esempio, ai prossimi Esami di Stato continueremo a consumare un fottio di carta (qualcuno si è mai preso la briga di vedere quanta ne viene consumato nelle scuole degli altri Paesi europei?) per le prove e per i verbali e alla fine confezioneremo i soliti bei pacchi con spago e sigilli di ceralacca, perpetuando un anacronistico rituale che sa di Ottocento, alla faccia di ogni digitalizzazione e dematerializzazione conclamata.

La tristissima verità è che mai come alla fine di quest’anno si invidiano i colleghi che riusciranno ad andare in pensione, i quali si sentono dei miracolati e guardano con commiserazione i poveri tapini che resteranno ancora nelle fitte nebbie di questa "povera" (l’aggettivo davvero più calzante) scuola.
Nell'ormai mitico tempo del Far West, circolava la frase di incerta paternità "L'unico indiano buono è quello morto": non dovremmo mica riadattarla a "L'unica scuola buona è quella morta"?!

                                                           Stefano Casarino

 

domenica 7 giugno 2015

LETTERA APERTA A BEPPE SEVERGNINI E LARA PASSIMOGO

di Ylenia Agostini e Vincenzo Pascuzzi - 7 giugno 2015 

È apparsa sulla rubrica “Italians” del Corriere la nota di una lettrice che rivela un atteggiamento decisamente ostile nei confronti dei docenti e cerca di motivarlo con riferimenti a dicerie, luoghi comuni e falsità madornali e già ampiamente smentite e sbugiardate.
Il bravo Beppe Severgnini ha ritenuto di non rispondere alle domande retoriche di Lara Passimogo che appaiono come sciabolate e fendenti menati alla cieca. 
Nemmeno ci è permesso di replicare direttamente alla mail telarath@gmail.com? Né si riesce a comprendere chi sia davvero Lara Passimogo: nome e cognome non sono rintracciabili. Si tratta forse di un nuovo gioco? 
Osserviamo che con la scusa della cattiva docenza c’è chi sta giocando con quella buona che professionalmente e volontariamente lavora per la scuola e non semplicemente a scuola. 
Da mesi stiamo assistendo alla progettazione e proposizione di cambiamenti, che pur  sono necessari, ma non secondo le modalità e le decisioni prese da estranei alla nostra scuola. 
Ora è lavoro dei giornalisti quello di comprendere ed interpretare la realtà per poi comunicarla.  Ma perché continuare a provocare? A quale pro? 
Crescere una scuola pubblica è compito di tutti. Quello di distruggerla appartiene forse a qualcuno? 
Ricordiamo infine che, mentre si lanciano provocazioni inutili, ci sono moltissimi docenti che fanno il loro lavoro con grande passione da anni, lavorando seriamente anche da casa, usando pc personali e collegamenti privati, ma lo fanno comunque volentieri per costruire.   

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Link

In che senso gli insegnanti sarebbero malpagati?
In che senso gli insegnanti sarebbero malpagati? 
Quanto guadagnano gli insegnanti in Europa? Una mappa del Sole24Ore dà un quadro esaustivo 
In Italia i docenti lavorano già come i colleghi europei, ma hanno uno stipendio inferiore 
I docenti italiani rispetto ai colleghi europei: stesso orario, stipendio più basso! 
Stipendi docenti, Giannini: 'Raddoppiare? 2.000 euro mensili dignitosi' 
Stefania Giannini “Ai docenti duemila euro” 
Gli stipendi medi 
Scuola, papa Francesco: “Gli insegnanti sono malpagati. È un’ingiustizia” 
gli insegnanti non sono malpagati 
Impara a comunicare: prendi a schiaffi una categoria a caso 


martedì 2 giugno 2015

Sarà la scuola il primo terreno di confronto nel Pd al Senato


Sarà la scuola il primo terreno di confronto nel Pd al Senato. I ventidue senatori della minoranza dem che a gennaio non hanno votato l'Italicum, aprendo il fronte del dissenso interno al partito, annunciano battaglia.

La composizione dei gruppi parlamentari del Senato e variazioni nel corso della legislatura

Gruppo:
Membri
attuali:
Conquistati:
Perduti:
Saldo:
35
18
+17
9
1
+8
2
34
-32
1
18
-17
2
7
-5
9
0
+9
14
8
+6
39
4
+35

 

 

lunedì 1 giugno 2015

RIFLESSIONI "POURPARLER" DI UN INSEGNANTE ELETTORE LIGURE

Proviamo a essere sobri e "terzi":
1) LABORATORIO LIGURIA: il PD non recupera a destra quello che perde a sinistra, secondo Civati la Paita non ce la avrebbe fatta nemmeno se Pastorino fosse rimasto nel PD. Renzi non si "sdraia" sul risultato ligure perchè la sua candidata è "asfaltata" anche dagli insegnanti;
2) LABORATORIO PUGLIA: Emiliano vince con ampio margine e come primo atto nomina assessore all'ambiente la candidata 5 stelle Laricchia, in netta antitesi alla politica renziana anti 5 stelle e dopo che ha richiesto il ritiro del DDL Scuola;
3) LABORATORIO VENETO: mancano al PD gli appoggi della CGIL e gli appoggi "industriali" dei fautori del jobs act, la vittoria di Zaia è umiliante in termini di distacco nei confronti della Moretti: più che doppiata nonostante Matteo;
4) LABORATORIO UMBRIA: PD al "foto finish", qui Civati non ha colpe....;
5) LABORATORIO TOSCANA: Rossi dice che il PD deve ritornare nel suo perimetro....per vincere;
6) LABORATORIO CAMPANIA: "vince" De Luca in conto PD...;
7) Marche.....Spacca anticipa un Nazzareno regionale.....
Il PD perde come "lista" intorno al 10% nazionale delle "europee", il dato in voti assoluti è ancora più grande.
Tutto questo nonostante l'astensionismo che apparentemente non dovrebbe punire il PD (colpisce storicamente la "destra"), un astensionismo che però mette in dubbio la tenuta e la procedura democratica delle elezioni cioè aumenta la "maggioranza silenziosa": votano solo il 50% degli aventi diritto!

CONCLUSIONI
Quindi la linea politica renziana subisce una importante battuta d'arresto a questo va aggiunto che è in atto una forte emorragia di "iscritti-attivisti" nel Partito Democratico, mentre Orfini e Renzi giocano alla playstation al Nazzareno....ergo metaforicamente parafrasando l'analisi tecnica borsistica: il titolo "partito democratico" è un titolo "altamente speculativo" e "volatile", va bene (forse) per fare guadagni speculativi nel brevissimo....la posizione "cassettista" è improponibile per l'investitore: smobilitare sul medio lungo e investire nel breve "diversificando".
PREVISIONI METEO
Si allontanano le elezioni anticipate di Matteo e le elitè internazionali che ardentemente da Detroit e Berlino, vogliono i "leopoldini" al governo, ora si portano gli ombrelli e para-pioggia per i referendum costituzionali del fiorentino.
ERGO
L'effetto "Matteo" si dissolve ovunque: c'è speranza Emoticon smile

P.S.
Lo spoglio procede lentamente, forse le elezioni più lente degli ultimi tempi....


GM