domenica 30 ottobre 2016

Eravamo un’eccellenza … poi è arrivata la Buona Scuola


Prima c’erano i tagli e non si poteva assumere. Quest’anno, invece, lo Stato paga e gli insegnanti non ci sono,  spiega indignata una Preside di Settimo Torinese. L’organico di fatto non c’è. Abbiamo degli insegnanti che sono di classi di concorso che non sono utili ai posti mancanti. All’istituto tecnico mancano una cattedra di biologia di 17 ore, una cattedra intera di economia aziendale, la copertura di 6 ore di italiano, 15 ore di francese, un’altra sezione di 8 ore. Al liceo mancano un docente di italiano e uno di informatica. La Dirigente scolastica dichiara:  “Abbiamo già previsto dei supplenti il problema è che non sappiamo se rimarranno. Oltretutto ho due signore su potenziamento di cui una mi ha già portato il certificato medico e l’altra si è già messa in congedo, che, proprio perché su potenziamento, non posso sostituire. Dei 6 insegnanti di sostegno che mancano ho preferito non mettere nessuno. Non posso permettere che ragazzi con problemi si ritrovino a cambiare insegnante ogni mese, non li farebbe bene. Senza contare che alcuni docenti provenienti da altre Regioni si definiscono “Deportati” dal Sud al Nord. E i docenti del Piemonte hanno tutti l’assegnazione alle scuole con Legge 104. Questo rischia di creare un turnover di insegnanti durante tutto l’anno. Non si capisce bene come abbia funzionato quest’algoritmo. Non tenendo conto in primis il diritto degli alunni. La scuola dovrebbe funzionare bene per loro. La scuola piemontese è sempre stata un’eccellenza, lavorare così non ci permette di dare qualità ai nostri ragazzi. Sono stati bocciati tantissimi docenti ai concorsi, che per me non sono solo numeri ma persone con cui ho lavorato bene. Queste persone rischiano di non lavorare più. Inoltre sono stati assunti molti docenti tramite GaE, persone che per tutta la vita hanno fatto altro, non hanno insegnato, hanno avuto il posto. Trovo che non ci sia giustizia sociale e equità nei confronti dei lavoratori. Questo è dannosissimo, si rischia di abbassare il livello della qualità scolastica e di avere insegnanti privi di motivazione ed interesse nello svolgere il loro ruolo”.
 
 

 

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