mercoledì 9 novembre 2016

Dalla scuola dell’Infanzia al sistema integrato (0 - 6 anni)


Si vuole riportare uno stralcio di una petizione dell’AND ( Associazione Nazionale Docenti )  dal titolo "No alla fine della Scuola dell'Infanzia Statale". Nella petizione si scrive: “La legge n. 107, del 13 luglio 2015, cosiddetta “buona scuola”, ha riservato alla Scuola dell’Infanzia una delega legislativa per procedere all’istituzione di un “Servizio integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai 6 anni”, costituito dai servizi educativi per l’Infanzia e dalle Scuole dell’Infanzia. Dalla lettura del comma 181, lettera e) di detta legge, si evince una totale rivisitazione organizzativa e strutturale della Scuola dell’Infanzia Statale, la quale cessa di essere il primo segmento del percorso scolastico che concorre all’elevazione culturale, sociale ed economica del Paese (Indicazioni Nazionali per il curricolo per la Scuola dell’Infanzia e per il primo ciclo d’istruzione, 2012), per essere inserita in un sistema integrato (0 - 6 anni) con i servizi educativi per l’infanzia (asili nido, micro nido) volto essenzialmente a conciliare i tempi di vita e di lavoro dei genitori. Il “cambio di prospettiva” che si vuole imporre alla Scuola dell’Infanzia è evidente: da scuola con al centro il bambino e i suoi poliedrici bisogni cognitivi, affettivi, relazionali, estetici, etici, a mero servizio di assistenza ai bisogni delle famiglie. La rivisitazione istituzionale della Scuola dell’Infanzia risulta altresì evidente dalla paventata ”istituzione di una quota capitaria per il raggiungimento dei livelli essenziali, prevedendo il cofinanziamento dei costi di gestione, da parte dello Stato con trasferimenti diretti o con la gestione diretta delle scuole dell’infanzia e da parte delle regioni e degli enti locali al netto delle entrate da compartecipazione delle famiglie utenti del servizio”. Non più scuola statale quindi, ma servizio integrato gestito da regioni, enti locali e famiglie. Emerge nuovamente il vistoso “cambio di prospettiva” che spingerebbe la scuola dell’Infanzia verso una dimensione di servizio meramente assistenziale e che interesserebbe finanche la modifica degli orari di servizio dei docenti (oggi fissato a 25 ore settimanali) e le stesse modalità organizzative della didattica, stabilendo “tempi di compresenza del personale dei servizi educativi per l’Infanzia e dei docenti di scuola dell’Infanzia”.


Aldo Domenico Ficara