sabato 17 dicembre 2016

Se Valeria Fedeli diventasse il Le Corbusier della scuola pubblica ?


Dopo tutte le polemiche scatenate dai media sulla laurea inesistente del neoministro all’istruzione Valeria Fedeli, rinviamo i commenti e cerchiamo di vedere all’opera le sue potenzialità in un ruolo che richiede capacità di ascolto e di condivisione con tutto il mondo della scuola. Nell’attesa ricordiamo un famoso architetto senza laurea in architettura: Le Corbusier. Le Corbusier è considerato tra i fondatori dell’architettura contemporanea, esponente del Movimento Moderno e del Brutalismo: ha progettato rivoluzionarie residenze private – come la Ville Savoye, in Francia – diventate un modello per l’architettura, ed edifici pubblici in tutto il mondo; ha inventato soluzioni abitative moderne come le Unitées d’Habitation; ha pianificato città ispirate a visioni utopistiche, come Chandigarh, capitale dello stato indiano del Punjab; e ha inventato mobili di arredamento entrati a far parte della cultura popolare occidentale. Nel 1923 Le Corbusier pubblicò Verso una architettura, in cui espone le sue rivoluzionarie idee sull’architettura moderna, considerate tuttora fondamentali. Il testo tratta in particolare cinque grandi principi, possibili attraverso l’introduzione del cemento armato:
·        i pilotis, cioè i pilastri che sorreggono un edificio e lo isolano dal terreno
·        il toit terrasse, cioè il tetto a terrazza, con giardino e piscina
·        il plan libre, cioè la pianta dell’edificio libera
·        la façade libre, cioè la facciata libera, senza schemi prestabiliti
·        la fenêtre en longueur (o finestra a nastro), che taglia la facciata della casa in lunghezza, rendendo l’interno luminosissimo
Sono diciassette gli edifici progettati dall'architetto franco-svizzero Le Corbusier entrati nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità. Gran parte degli edifici si trovano in Svizzera e Francia, ma ci sono anche la casa Curutchet a La Plata (Argentina), il Museo nazionale di Tokyo e il complesso del Campidoglio di Chandigarh (India). Le opere coprono circa mezzo secolo di attività. "Un approccio innovativo - sottolinea l'Unesco nella motivazione - che ha influenzato profondamente il XX secolo, cercando di rispondere alle esigenze della società moderna". Detto questo si ricorda che Le Corbusier non fu un architetto. Non prese mai la laurea (particolare che lo accomuna all'altro gigante del secolo scorso, Adolf  Loos), per i disegni progettuali si affidava sempre a studi o professionisti dei quali aveva la massima fiducia. Il particolare non è da poco. Perché una delle caratteristiche che fanno la grandezza di  Le Corbusier è proprio il suo esser estraneo ad ogni sistema. Le persone vanno valutate per le loro competenze, il pezzo di carta è un’altra cosa.

 

Aldo Domenico Ficara

 

 

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