venerdì 20 maggio 2016

A Capua staccati numerosi calcinacci dal soffitto di un liceo


All’interno del liceo Pizzi di Capua poteva avvenire una tragedia. Infatti,  dal soffitto di una delle classi al primo piano dell’edificio scolastico, si sono staccati numerosi calcinacci che si sono abbattuti – intorno alle 8,10 – su banchi e sedie, a quell’ora fortunatamente non ancora occupati dagli studenti. Se il cedimento si fosse verificato durante l’orario scolastico, ovvero dopo circa dieci minuti, le conseguenze sarebbero state infatti, inimmaginabili. In un articolo pubblicato su un sito web locale (http://www.corrierecaserta.it/notizie-marcianise-santa-maria-capua-vetere-capua/marcianise-santa-maria-capua-vetere-capua-cronaca/2016/05/19/capua-sfiorata-la-tragedia-al-liceo-pizzi-cadono-calcinacci-unaula-iniziassero-le-lezioni.html ) si scrive: “ Sul posto, sono presenti alcuni dipendenti della Provincia, per la verifica e la quantificazione dei danni. Risale a pochi mesi fa, un intervento di restauro e consolidamento della struttura, con installazione di reticolo preventivo lungo tutto il soffitto dell’Aula Magna e di alcune classi del secondo piano “. Su questo ennesimo episodio di crolli nelle scuole, tra le altre cause,  non va esclusa la possibile erronea costruzione del solaio ( considerato la presenza di numerosi calcinacci ). Infatti,  vale la pena ricordare  che già il vecchio D.M. del 14 febbraio 1992 (al capitolo 7, che si ritrova anche nel successivo D.M. 1996) raccomandava di porre particolare attenzione al controllo dell’integrità dei blocchi da mettere in opera, con riferimento ad eventuali fessurazioni o a parti danneggiate, causate dalla movimentazione, così come attenzione doveva essere posta nel bagnare attentamente i laterizi prima del getto. Inoltre all’origine di gran parte dei fenomeni c’è l’errata modalità di getto del calcestruzzo all’interno dei travetti (per i solai misti in c.a. gettati in opera l’armatura dei travetti deve essere posta all’interno delle “gole” lasciate tra le pignatte e completata col getto in opera del calcestruzzo.

 

Aldo Domenico Ficara

giovedì 19 maggio 2016

Pareri in rete: come si rottama un sistema sociale


Alla domanda di uno studente sulle migliori metodologie per guidare un’azienda, un importante manager italiano  ha risposto senza troppi giri di parole. “Per cambiare un’organizzazione ci vuole un gruppo sufficiente di persone convinte di questo cambiamento, non è necessario sia la maggioranza, basta un manipolo di “ cambiatori “. Poi vanno individuati i gangli di controllo dell’organizzazione che si vuole cambiare e bisogna distruggere fisicamente questi centri di potere. Per farlo, ci vogliono i “ cambiatori ” che vanno infilati lì dentro, dando ad essi una visibilità sproporzionata rispetto al loro status aziendale, creando quindi malessere all’interno dell’organizzazione dei gangli che si vuole distruggere. Appena questo malessere diventa sufficientemente manifesto, si colpiscono le persone opposte al cambiamento, e la cosa va fatta nella maniera più plateale e manifesta possibile, sicché da ispirare paura o esempi positivi nel resto dell’organizzazione. Questa cosa va fatta in fretta, con decisione e senza nessuna requie, e dopo pochi mesi l’organizzazione capisce perché  alla gente non piace soffrire. Quando capiscono che la strada è un’altra, tutto sommato si convincono miracolosamente e vanno tutti lì. È facile”.

Ricapitolando quanto detto sopra, secondo il parere di un importante manager italiano per  cambiare un sistema sociale  si deve  ispirare paura, inducendo il malessere, dando potere a un manipolo di persone fedeli alla visione del capo e poi punendo in maniera esemplare chi si oppone.

 

Aldo Domenico Ficara

Concorso a cattedra 2016: Il giallo del software correggi prove scritte


Navigando in rete si possono intercettare articoli riguardanti ipotesi ( al momento non provate )  sulla modalità di correzione delle prove scritte del concorso a cattedra 2016. Vediamone una sequenza indicativa di 3 articoli  tratti dal sito web controcampus, pubblicati rispettivamente l’11 il 12 e il 13 maggio :

1.     “ Se inizialmente le polemiche hanno interessato le modalità di svolgimento delle prove, adesso l’attenzione degli insegnanti precari si è spostata sulle correzioni. Secondo le ultime notizie sul concorso scuola 2016, sembra sempre di più prendere piede l’ipotesi di una prima correzione informatizzata mediante tag e parole chiave. Al momento il Ministro Giannini non ha fornito dichiarazioni che smentiscano questa eventualità ”.  (http://www.controcampus.it/2016/05/tracce-concorso-scuola-2016-prove-scritte-concorsone-11-maggio/ )

2.     “ I candidati che hanno fornito le risposte alle tracce concorso docenti 2016 che sono state svolte finora, ancora non hanno potuto prendere visione delle griglie di valutazione. Alcuni docenti hanno ipotizzato che una prima correzione delle prove scritte concorso scuola, possa essere fatta attraverso una procedura informatizzata che prevede l’uso di tag e parole chiave. In pratica un software opererebbe una prima scrematura attraverso l’individuazione di alcune parole chiave per argomento. Le risposte che non contengono determinate parole o tag, e che quindi non dovessero risultare attinenti a quanto richiesto dalla domanda, sarebbero considerate nulle oppure non idonee. In questo modo alcuni compiti non verrebbero neppure letti, e le commissioni procederebbero direttamente con la correzione delle prove che non sono state scartate dalla procedura informatizzata. Orizzonte Scuole riporta la smentita dell’On. Coscia che dal proprio profilo social scrive “Bufala indegna che smentiamo categoricamente.” Sulle modalità di correzione della prova computer based del concorsone, il Ministro ha dichiarato che “le griglie di valutazione sono quelle standard dei concorsi pubblici ”. ( http://www.controcampus.it/2016/05/tracce-concorso-docenti-2016-domande-concorsone-scuola-12-maggio/ )

3.     “ L’ipotesi che una prima correzione delle prove scritte potesse essere affidata ad un software, aveva indignato diversi insegnanti. Infatti, la presenza o meno di parole chiavi o tag all’interno delle risposte, avrebbe potuto pregiudicare l’intero elaborato, senza che questo venisse letto nemmeno dalla commissione. L’On. Maria Coscia del Partito Democratico ha prontamente smentito la notizia, ma ancora oggi non si conoscono le griglie di valutazione che determineranno il voto di ammissione dei docenti alla fase orale del concorsone. Il sito di informazione Orizzonte Scuola riporta le ultime precisazione di Coscia: “Ogni commissione disporrà, per la valutazione della prova scritta, di criteri definiti a livello nazionale quali “pertinenza”, “correttezza linguistica”, “completezza” e “originalità”. Ed eventualmente di criteri specifi, differenziati per le diverse aree disciplinari.” ” (http://www.controcampus.it/2016/05/tracce-prove-scritte-concorso-scuola-concorsone-13-maggio-2016/ )

Quindi l’ipotesi di correttori automatici è stata prontamente smentita come Bufala indegna.  Resta da vedere chi sono i docenti che hanno  sollevato il problema,  e quali siano le prove del loro argomentare.

 

Aldo Domenico Ficara

 

sabato 14 maggio 2016

Gli ambiti di intervento per la sicurezza degli edifici scolastici

La Festa dell'Autonomia della Regione Sicilia cade di Domenica


Quest’anno la Festa dell'Autonomia della Regione Sicilia cade di domenica, quindi  salta per tutti i docenti che insegnano nelle scuole siciliane una festività infrasettimanale. A tal riguardo nel maggio del 2013 su RTS(http://aldodomenicoficara.blogspot.it/2013/05/15-maggio-festa-dellautonomia-siciliana.html ) così si scriveva: “ Scuole di ogni ordine e grado e uffici regionali chiusi in Sicilia, il prossimo 15 maggio, per la Festa dell'Autonomia istituita dalla Regione Sicilia nel 2010.  La festività, una delle ultime inserite nel calendario, voluta fortemente dall'ex governatore Raffaele Lombardo riguarda la firma dello Statuto della Regione avvenuta nel lontano 15 maggio del 1946. L'Autonomismo fu un modo per svuotare il separatismo, guidato dal Movimento Indipendentista Siciliano, che all'indomani dello sbarco alleato del luglio 1943 era uscito dalla clandestinità in cui era stato sotto il periodo fascista, chiedendo l'affrancamento della Sicilia dallo Stato Italiano. Svanì quasi subito invece l'idea che la Sicilia divenisse uno stato federato agli Stati Uniti d'America. Padri dell'Autonomia possono essere considerati i politici siciliani che lottarono per la concessione dell'Autonomia come Giuseppe Alessi, Giovanni Guarino Amella, Enrico La Loggia, Salvatore Aldisio “.

 

Aldo Domenico Ficara

venerdì 13 maggio 2016

Prove scritte concorso a cattedra 2016: dalle scienze naturali alla fisica


Alcune domande della classe di concorso A50 ( scienze naturali ) proposte nella prova scritta:

·        Ripercorrere le tappe della storia della genetica tra ’800 e ’900, dalla riscoperta di Mendel da parte di Bateson fino agli esperimenti di Morgan;
·        Una uscita didattica a scelta tra un museo di storia della scienza o un parco naturalistico da inserire nel percorso curriculare di una classe seconda di un istituto a scelta;
·        Uscita didattica della domanda precedente, in cui però bisognava esplicitare le competenze chiave dell’asse scientifico-tecnologico che avrebbero dovuto sviluppare gli alunni
·        Trasposoni e come questi possono essere usati per spostare cromosomi all’interno della stessa cellula o da una cellula all’altra. Ipotizzare un percorso didattico.
·        Il tema delle risorse energetiche rinnovabili (solare, eolico, biomasse, idrogeno, nucleare) e non rinnovabili (carbone, petrolio, gas) da proporre ai ragazzi di una seconda classe;

Alcune domande classe di concorso A20 ( Fisica ) proposte nella prova scritta:

·        metodologie didattiche e tipo di trattazione seguito per lo sviluppo dell’argomento II principio della termodinamica in una classe di ordine a scelta del candidato;
·        trattazione disciplinare della rifrazione nelle onde meccaniche;
·        trattazione disciplinare della diffrazione in ottica;
·        le tre leggi di Keplero indicando possibili connessioni interdisciplinari;
·        strutturare una verifica sulle leggi di Maxwell indicando i criteri di valutazione;
·        metodologie didattiche e strategie per affrontare il corso di Fisica in una classe I in presenza di alunni di madrelingua non italiana.

 

Aldo Domenico Ficara

 

 

mercoledì 11 maggio 2016

I DS che devono assegnare il bonus merito a fronte di motivata valutazione

di Vincenzo Pascuzzi – 11 maggio 2016

     1)      Riguardo al bonus premiale riservato ai docenti di ruolo, il Miur - con recente circolare -  ha dovuto ribadire che: “Sarà il Dirigente Scolastico ad individuare i destinatari del bonus, sulla base dei criteri espressi dal Comitato nonché sulla base di una motivata valutazione”.  
In proposito, il DS dell’I.C. Laura Lanza di Carini (PA) ha rimarcato giustamente e con forza che: “Per non cogliere l’insistenza con cui il MIUR sottolinea che si tratta di una prerogativa dirigenziale occorre perciò essere apertamente in malafede. Piaccia o meno, è sancito da una legge dello Stato e i dirigenti, lo sanno anche i bambini, devono rispettare le leggi dello Stato”.
 
      2)      L’interpretazione data dal DS Giampiero Finocchiaro è, e lo era già da tempo, pacifica e assodata tranne che per alcune sigle sindacali.
Il 19 febbraio scorso, scriveva infatti B.Z. sul sito adlcobas.it:
«I ’sindacatoni’ hanno fatto finta di non capire, di non interpretare e di non leggere quanto chiaramente ci sta scritto nelle norme della 107/15, vendendo a piene mani l’obiettivo di ricondurre alla trattativa d’istituto le somme deputate al riconoscimento del merito.
Hanno così fatto melina per 6 mesi, vendendo fumo, ingenerando aspettative fuorvianti, sgretolando un possibile fronte di lotta perché anche gli asini sanno che una norma di legge non può essere ’superata’ da accordi sindacali di alcun tipo: solo l’ottenimento di una nuova legge o l’abrogazione della vigente può porvi rimedio».
 
3)    Per inquadrare le posizioni e i comportamenti dei ‘sindacatoni’ bisogna richiamare e interpretare alcuni accadimenti del 2015. Precisamente lo sciopero unitario del 5 maggio e poi l’approvazione definitiva della l. 107 (già ddl 2994) avvenuta – 68 giorni dopo - il 13 luglio.
Chiaramente il governo non tenne in alcun conto della massiccia adesione e partecipazione allo sciopero, ignorò le proteste dei docenti e del mondo della scuola, ignorò anche i sindacatoni, forse li ingannò venendo meno ad un accordo non scritto, accelerò e forzò la situazione politica sindacale e costrinse il parlamento anche con un voto di fiducia. Iter solo formalmente democratico, dittatoriale e autoritario nella sostanza. Effimera esibizione  muscolare dell’esecutivo, poi contraddetta e smentita dai fragili e contraddittori contenuti della riforma, che da allora stanno venendo inesorabilmente al pettine.
I sindacatoni (anche per loro errori ed esitazioni) ne uscirono screditati e delegittimati, promisero e minacciarono un Vietnam autunnale, che nessuno ha però visto, programmarono altre iniziative inconsistenti, fatte approvare da riunioni anomale e improprie delle RSU, giungendo fino agli incontri di cortesia concessi dal Miur su ambiti territoriali e bonus docenti.
Per poi arrivare al prossimo sciopero del 20.5, indetto per distinguersi e in contrapposizione allo sciopero del 12.5. Sciopero che - comunque vada - servirà al Miur a camuffare come concordate decisioni, scelte e responsabilità che sono sue proprie.
 
4)    Conclusione del punto precedente è che docenti e mondo della scuola risultano non solo privi di una vera rappresentanza sindacale, ma hanno di fronte Miur e governo che decidono, al posto loro, chi li rappresenta!
Anche i presidi, ora DS, non dispongono di una vera rappresentanza sindacale o associativa che li tuteli davvero di fronte a Miur, governo e Buona Scuola. Se ne ha conferma con la recente apparizione di due iniziative di aggregazione o movimenti colturali (v. Cisl). La prima, “Liberare la Scuola”, è del 29 febbraio scorso ed ha raggiunto 1.090 adesioni, ha come obbiettivi la riduzione della asfissiante burocrazia e l’aumento delle retribuzioni. La seconda “DS not for sale”, più recente, più pragmatica e concreta, è partita dai DS siciliani, ha circa 150 adesioni, sconsiglia la partecipazione come commissari al concorso docenti 2016, a fronte dei miserrimi compensi del Miur (circa 2 euro lordi all’ora!).
L’astuzia e la sagacia ministeriali e governative contano però di recuperare il malessere e le proteste dei DS con un “premio” – pensate! - di ben 200 euro lordi al mese.
 
5)    Torniamo al merito e ai DS che hanno, o avrebbero, il potere di valutarlo ed erogare conseguenti bonus economici. Numerosi articoli, note, episodi e aneddoti sono riportati e segnalati in rete e qui non è il caso di riportarli, citarli o linkarli. Tranne l’ultimo, quello delle 3 dettagliate tabelle dei punteggi attribuibili riportato sul sito dell’I.C. “F. Jerace” di Polistena, che ha ricevuto diversi commenti critici e ora anche un’interrogazione parlamentare al ministro Giannini da parte della deputata reggina Federica Dieni del M5S.
La brava e scrupolosa preside del “Jerace”, Maria Domenica Mallamaci, nelle tabelle del CdV, ha inserito, fatto inserire, o contribuito ad inserire ben 49 indicatori o voci del merito da premiare, alcune discutibili o improprie, alcune con punteggio negativo cioè relative al …. demerito. Vedremo se e cosa risponderà Giannini all’interrogazione.
 
6)    Oltre alle osservazioni episodiche e contingenti, pure importanti e significative, riguardo al merito, ci sono aspetti strategici e fondamentali che conviene indicare. Uno è costituito dal significato del merito a fronte dell’art. 36 Cost. e del CCNL. Il 1° comma dell’art. 36 Cost. recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”, mentre il CCNL è fermo e bloccato addirittura al 2006/2009. Nei confronti internazionali, le retribuzioni della scuola (docenti, ata, DS) sono agli ultimi posti e palesemente inadeguate e miserrime.
Se la Costituzione fosse attuata e il CCNL rinnovato, non ci sarebbe bisogno di nessun premio (simbolico, di consolazione, calcolato con 49 parametri per camuffarne l’arbitrarietà e la scarsezza, erogato al 10% dei docenti, anch’esso misero).
Appare chiarissimo che il bonus merito è solo un patetico trucco ministeriale e governativo per scavalcare e accantonare indicazioni costituzionali e rinnovo contrattuale, e anche per scaricare sui DS incombenze, adempimenti, responsabilità, risentimenti chiamandoli ipocritamente “maggiori poteri”.
Perciò i DS che vogliono “Liberare la Scuola” potrebbero respingere al mittente detti ulteriori adempimenti burocratici, forieri anche di ricorsi collettivi e individuali al Giudice del Lavoro.
E anche i “DS not for sale”, visto che le ulteriori incombenze e responsabilità implicano per loro lavoro gratuito (“senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”, sic!), potrebbero rifiutarsi, oppure diffidare preventivamente Miur e governo in ordine all’obbligo della retribuzione adeguata ex art. 36, Cost. e poi pretendere questa retribuzione!
 
7)    Altro aspetto critico consiste nella assoluta, incredibile e colpevole genericità dell’incarico attribuito a DS e CdV dai commi 126 e fino a 130 della l. 107.
Risultano generici e non definiti i termini: merito, criteri, valorizzare e motivata valutazione. Associazioni e sindacati dei DS dovrebbero, anzi avrebbero già dovuto, pretendere preventivi chiarimenti, nell’interesse di tutti.

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sabato 7 maggio 2016

Concorso a cattedra 2016 a rischio: il titolo abilitativo è requisito necessario ?


Il Consiglio di Stato apre una possibilità per i docenti laureati alla partecipazione delle prove scritte del concorso scuola del 2016.

L’ordinanza ( la n. 1732) dichiara inammissibile l’istanza di revoca presentata dal ministero avverso il provvedimento che ammetteva con riserva alla partecipazione al concorso due ricorrenti laureate evidenziando come nell’ordinanza che ammetteva al concorso ed oggetto di riesame o revoca non vi sarebbe  “… un principio generale di diritto contrario alla regola normativa in base alla quale il titolo abilitativo è requisito necessario alla partecipazione al concorso ...” .

Il rischio di un possibile annullamento di tutta la procedura concorsuale non è del tutto da scartare.
 
 
Aldo Domenico Ficara

giovedì 5 maggio 2016

Comparazione tra bonus docenti di 500 euro a fini di formazione e incrementi retributivi dei Ds


Nella parte conclusiva di  una risposta ( http://www.dirigentiscolasticitaliani.it/wp/wp-content/uploads/2016/04/risposta-a-Liberare-la-scuola.pdf ) alla lettera inviatagli dai Dirigenti Scolastici Italiani, Giorgio Rembado, Presidente Nazionale di ANP, così scrive: “ Per quanto riguarda, inoltre, la vostra affermazione secondo cui agli incrementi retributivi non corrisponderebbero “nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”, la riteniamo del tutto infondata. Innanzitutto perché è agevolmente stimabile che servono almeno 350 milioni annui (lordo Stato) per effettuare una piena equiparazione rispetto ai dirigenti amministrativi ministeriali. Dirigenti che, peraltro, non sono certo quelli meglio retribuiti nel settore pubblico. In secondo luogo perché riteniamo che lo Stato debba riconoscere ufficialmente e pubblicamente, attraverso tale dislocazione di risorse, che la dirigenza delle scuole è una leva strategica di fondamentale importanza nel processo di innovazione e miglioramento dell’istruzione. Si tratta di una scelta squisitamente politica come quella recentemente compiuta dal legislatore che, con la legge 107, ha destinato 380 milioni di euro per dotare i docenti di un bonus di 500 euro a fini di formazione. Chiediamo, dunque, che vengano reperite risorse comparabili – si tratta di una somma importante ma assolutamente sostenibile per il bilancio dello Stato – per riconoscere la rilevanza della nostra funzione di garanzia per l’utenza “.

Da quanto riportato le interpretazioni comparative tra gli incrementi retributivi  desiderati dai Dirigenti scolastici  e  i bonus di 500 euro a fini di formazione dei docenti, possono essere 3:

1.    Proseguire il finanziamento annuo di 380 milioni di euro per i bonus di 500 euro a fini di formazione dei docenti, aggiungendo quello di 350 milioni annui per incrementi retributivi  dei Dirigenti scolastici

2.     Abolire il finanziamento annuo di 380 milioni di euro per i bonus di 500 euro a fini di formazione dei docenti, sostituendolo con quello di 350 milioni annui per incrementi retributivi  dei Dirigenti scolastici

3.     Raddoppiare il finanziamento annuo di 380 milioni di euro per i bonus di 500 euro a fini di formazione dei docenti, portandolo a mille euro annui.

Per RTS la terza interpretazione sarebbe, nel medio e lungo periodo, quella più idonea per migliorare la qualità didattica delle nostre scuole.

 

Aldo Domenico Ficara

 

lunedì 2 maggio 2016

Concorso a cattedra 2016: le domande alla prova scritta della classe di concorso in AD04



Le domande proposte alla prova scritta delle classi di concorso in AD04 ( 1 ) sono state:

·        “La vita fugge et non s'arresta una hora”. Usare il sonetto in una lezione di due ore per primo anno di secondo biennio superiore. In classe c'è un bes

·        Poesia di Montale. Improntare una verifica finale per il quinto anno delle superiori sul tema della memoria,  inserendo anche Leopardi, Pascoli,  Gozzano e Ungaretti con attenzione all'analisi e alla comprensione. Fare anche una griglia di valutazione

·        Curricolo di lettura per secondaria di primo grado di 3/4 testi di cui anche stranieri sul tema del diverso, il profugo lo straniero. Spiegare perché alla classe e quali collegamenti tra i testi

·        Improntare una lezione sulla densità demografica di due ore a primo anno primo biennio superiore

·        Lezione di due ore sulla costituzione italiana per la secondaria di primo grado

·        Citazione di Sciascia sulla letteratura. Da qui dire dell'importanza della didattica della letteratura e fare riferimenti alla nota del 2014 sull'orientamento permanente

 Con riferimento alla prima domanda si ricorda l’intero sonetto di Francesco Petrarca:

La vita fugge, et non s'arresta una hora,
et la morte vien dietro a gran giornate,
et le cose presenti et le passate
mi dànno guerra, et le future anchora;

e 'l rimembrare et l'aspettar m'accora,
or quinci or quindi, sì che 'n veritate,
se non ch'ì ò di me stesso pietate,
ì sarei già di questi penser'fòra.

Tornami avanti, s'alcun dolce mai
ebbe 'l cor tristo; et poi da l'altra parte
veggio al mio navigar turbati i vènti;

veggio fortuna in porto, et stanco omai
il mio nocchier, et rotte arbore et sarte,
e i lumi bei che mirar soglio, spenti.

Questo sonetto esprime il rimpianto per la vita trascorsa inutilmente nell'amore vano per la donna ormai scomparsa e il timore della morte imminente, nella consapevolezza di aver peccato e di essere prossimo a rendere conto della propria condotta di fronte a Dio. Il dissidio interiore è espresso attraverso la metafora del viaggio in un mare tempestoso, in cui l'unica luce era rappresentata dagli occhi di Laura e che riprende una simbologia largamente usata nella letteratura religiosa del Duecento.

( 1)
AD04 ( Ambito comprensivo delle classi di concorso A012 - Discipline letterarie scuola secondaria II grado - e A022 - Italiano, storia e geografia nella scuola secondaria I grado)
 
Aldo Domenico Ficara

domenica 1 maggio 2016

Concorso a cattedre 2016: Al liceo Virgilio di Roma il software delle prove era difettoso ?


In un articolo  del 30.4.2016  pubblicato su Blasting News (http://it.blastingnews.com/lavoro/2016/04/concorso-scuola-2016-la-benatti-ecco-perche-ho-chiamato-i-carabinieri-00899951.html ) si scrive: “
Il 28 aprile è partito il concorso scuola. Il nostro staff ha dato repentinamente gli aggiornamenti live, citandovi tra le sedi in cui è stato riscontrato un certo disordine il liceo Virgilio di Roma. Anche se l’onorevole Coscia ha subito smentito la notizia, incongruenze emergono a riguardo: la prova scritta è stata portata a termine, ma non è mancato l’intervento ‘straordinario’ di 2 docenti, M. R. M. e A. G. B., che hanno chiamato i carabinieri. Per capire cosa è successo abbiamo deciso di intervistare in esclusiva la  A. G. B”. Da questa intervista emerge una frase della  A. G. B sul software usato nella prova scritta :  
il software delle prove, era spesso difettoso, durante i pochi minuti della prova diversi colleghi si sono visti cancellare la risposta dopo averla scritta e confermata. Questo li ha penalizzati e li ha costretti a riscrivere in fretta ciò che avevano già fatto. Il tempo era ed è l’elemento determinante di questo concorso “. Anche sul sito web de La Stampa (http://www.lastampa.it/2016/04/28/italia/cronache/concorso-scuola-i-candidati-denunciano-caos-chiamati-i-carabinieri-ma-il-miur-tutto-regolare-XfwOXAuflplUfJOArcoWBM/pagina.html  ) si scrive: “Sui social network molti hanno segnalato che è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine per mettere a verbale l’assenza della commissione esaminatrice e delle griglie di valutazione. I disordini sono stati segnalati in particolare all’Istituto Virgilio di Roma e al Mario Rutelli di Palermo. Il ministero però ha smentito le irregolarità: «Smettiamola, il concorso è partito regolarmente», ha dichiarato all’Ansa il Miur ".
Quindi da questa intervista sorgono sospetti sulla qualità e idoneità del software usato nelle prove. Probabilmente la prova doveva essere bloccata e verificare seduta stante l’idoneità del software.  Probabilmente il software era integro e tutto il problema era centrato sulla tastiera, che a causa la sua usura avrebbe determinato il mancato invio del segnale. Probabilmente nulla di tutto questo.

 
Aldo Domenico Ficara