mercoledì 31 agosto 2016

TEST INVALSI MADE IN …. SÜDTIROL. PERCHÉ?


di Vincenzo Pascuzzi – 31 agosto 2016

Volontariato

Premessa. Alcune citazioni di Ilvo Diamanti (*):

Il volontariato "organizzato" ha progressivamente surrogato l'azione degli enti locali e dello Stato. Si è, quindi, istituzionalizzato. In molti casi, è divenuto "impresa". Fra le conseguenze di questa tendenza c'è la "normalizzazione della volontà". Che rischia di venir piegata e di ripiegarsi in senso prevalentemente "utilitario". Divenendo una risorsa da spendere sul mercato del lavoro e dei servizi. Il "volontario", a sua volta, rischia di divenire un professionista. Una figura professionale. Il principale rischio di questa tendenza - sottolineato da tempo - richiama, anzitutto, la dipendenza del volontariato e, di conseguenza, dei volontari "di professione" da logiche prevalentemente istituzionali. E dunque politiche. Visto che questo volontariato e questi volontari dipendono, in misura determinante, da finanziamenti e contributi "pubblici". Bisogna, dunque, diffidare del "volontariato"? Sicuramente no. Perché il volontariato è, comunque, un fenomeno ampio e articolato. In parte organizzato, in parte no. Espresso e praticato, in molti casi, su base individuale.

(*) v. “Terremoto, le due facce del volontariato” – la Repubblica, 29 agosto 2016

Toblach/Südtirol

L’agenzia Ansa citando la Repubblica (*):

250 insegnanti lavorano gratis in strutture della Provincia

I test Invalsi, che misurano l'efficienza delle scuole e che ogni anno arrivano sui banchi degli alunni di 7 e 10 anni, vengono preparati a Dobbiaco. Come rivela il quotidiano Repubblica, è nella cittadina altoatesina che ogni anno si trovano, a luglio, 250 insegnanti che lavorano gratis all'interno di strutture messe a disposizione dalla Provincia autonoma di Bolzano. Per preparare una sola prova ci vuole oltre un anno e mezzo. La macchina costa 3,8 milioni, ovvero 1,65 euro ad alunno. I bambini che vengono sottoposti alla prova sono 2,3 milioni in 115 mila classi.

(*) v. “I test Invalsi si preparano a Dobbiaco” - (ANSA) - BOLZANO, 23 AGO

(*) v. “250 prof a Dobbiaco, in sette giorni nascono i quiz Invalsi” - la Repubblica – 23 agosto 2016


La prima volta fu nel 2013

Dal quotidiano locale “Alto Adige” (*):

Nella settimana a cavallo della metà di luglio, la scuola secondaria di primo grado di Dobbiaco ha ospitato l’incontro annuale degli autori delle prove nazionali dell’«Invalsi», l'Ente nazionale di ricerca che presiede l'Istituto nazionale di valutazione della scuola italiana. Insieme al noto e incantevole scenario, i docenti dell'Invalsi (presieduta dal professore altoatesino Roberto Ricci e alle dirette dipendenze del ministero della pubblica istruzione), hanno trovato a Dobbiaco un ambiente cordiale e ospitale nel quale sia la dirigenza dell'Istituto pluricomprensivo di lingua italiana che quella della scuola di lingua tedesca hanno messo a disposizione, con grande disponibilità e cortesia, gli spazi della scuola per le attività seminariali, mentre il Comune ha fornito gratuitamente il servizio di mensa. Nel corso del loro soggiorno, i partecipanti al seminario hanno ricevuto anche la visita di saluto degli intendenti scolastici provinciali alla scuola italiana e tedesca, nonché quella del sindaco di Dobbiaco Guido Bocher.

(*) v. “Invalsi prepara i test a Dobbiaco” - altoadige.gelocal.it/ - 28 luglio 2013

 

“250 insegnanti lavorano gratis”

Così e basta possiamo leggere negli articoli già indicati. Mancano altre indicazioni, né queste sono reperibili nel sito Invalsi o altrove nel web. Laconicità e reticenza testimoniano una ingiustificata mancanza di trasparenza. Sorgono perciò legittime curiosità e doverose domande.  Lavoro gratis, ok. Vitto e alloggio a carico dl comune ospitante, ok. Ma chi ha pagato i viaggi?  Ma chi sono – nomi e cognomi – questi valorosi e generosi volontari della scuola?  Oltre alla disponibilità a lavoro volontario e gratuito, quali caratteristiche professionali (o competenze?) possiedono? E chi le ha documentate e controllate? Oppure è bastata una autocertificazione nel c.v.?  Chi ha selezionato o cooptato questi 250 docenti? E con quali criteri? Ovviamente sono tutti filo-Invalsi, nel senso di già favorevoli alla valutazione mediante prove tipo test o quiz, oppure no? L’orientamento politico o governativo ha avuto qualche ruola nella selezione o cooptazione? I volontari sono stati per caso segnalati dai rispettivi presidi o DS?  E riguardo alla provenienza geografica e territoriale (nord, centro, sud, isole) risulta una distribuzione ragionevolmente omogenea, oppure no? A Dobbiaco c’erano anche siciliani, pugliese, ecc.? Sicuramente Dobbiaco risulta periferico e non-baricentrico rispetto al territorio nazionale. L’Umbilicus Italiae è infatti conteso – per quello che vale - fra Rieti, Narni, Orvieto e Torre Spaccata (periferia di Roma).  Infine, il lavoro gratuito viene riconosciuto e ricompensato altrimenti, cioè con qualche modalità o non-economica? E la città ospitante ne ha un qualche utile ritorno, oltre a quello promozionale e d’immagine?  Cerchiamo chiarimenti e risposte a queste domande.

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LINK

Terremoto, le due facce del volontariato http://www.repubblica.it/politica/2016/08/29/news/terremoto_le_due_facce_del_volontariato-146799372/

I test Invalsi si preparano a Dobbiaco

http://www.ansa.it/trentino/notizie/2016/08/23/i-test-invalsi-si-preparano-a-dobbiaco_81fc168e-2c87-4a80-b255-d5d6f002a0b5.html


I cacciatori di test 250 prof a Dobbiaco così in sette giorni nascono i quiz Invalsi http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/i-cacciatori-di-test-250-prof-a-dobbiaco-cosi-in-sette-giorni-nascono-i-quiz-invalsi.flc

Invalsi prepara i test a Dobbiaco

http://www.ansa.it/trentino/notizie/2016/08/23/i-test-invalsi-si-preparano-a-dobbiaco_81fc168e-2c87-4a80-b255-d5d6f002a0b5.html

 

Tempi certi per i pagamenti delle supplenze

Tempi certi per il pagamento delle supplenze brevi e saltuarie del personale scolastico. Li prevede il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato oggi di concerto con il Ministro dell’Istruzione e il Ministro dell’Economia.
“Finalmente diamo sicurezze sui pagamenti ai docenti e un sistema di regole  definito alle scuole”, commenta il Ministro Stefania Giannini. “Si tratta di una vera e propria svolta che eviterà che si ripeta di nuovo quanto accaduto troppe volte in passato. E cioè che chi lavora con contratti a termine nelle nostre scuole, solo perché supplente, riceva con ritardo quanto gli è dovuto".
“Con questo decreto abbiamo dato ascolto alle esigenze degli insegnanti - aggiunge il Sottosegretario Davide Faraone -. Abbiamo ribadito che non facciamo in alcun modo distinzioni tra insegnanti di serie A o di serie B. Ancora una volta, stiamo dando alle scuole un segnale di riconoscimento dell’importanza della professionalità di ogni insegnante”.
Cosa cambia? Finora non esisteva una scadenza limite per il pagamento dei supplenti. Con le nuove regole scatta l’obbligo di pagamento degli stipendi entro al massimo 30 giorni dalla fine del mese in cui si è svolto il servizio. Ad esempio, se un insegnante ha fatto 15 giorni di supplenza nel mese di ottobre dovrà attendere al massimo fino alla fine di novembre per vedere accreditata la propria retribuzione. La procedura avrà tempi scanditi per ciascun passaggio. È previsto anche il monitoraggio dell’efficacia del nuovo sistema

Fonte

Il primo collegio docenti non si scorda mai


Il primo collegio docenti dell’anno scolastico deve avere al primo punto all’ordine del giorno “il piano annuale delle attività”. Infatti, l’art. 28, comma 4, II capoverso, del CCNL reca: “Prima dell’inizio delle lezioni, il dirigente scolastico predispone, sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali, il piano annuale delle attività e i conseguenti impegni del personale docente, che sono conferiti in forma scritta e che possono prevedere attività aggiuntive. Il piano, comprensivo degli impegni di lavoro, è deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione dell’azione didattico - educativa e con la stessa procedura è modificato, nel corso dell’anno scolastico, per far fronte a nuove esigenze. Di tale piano è data informazione alle OO.SS. di cui all’art. 7 ”. Riprendiamo un esempio di primo collegio ripreso da una circolare pubblicata in rete: Il Collegio dei Docenti è convocato giovedì 1 settembre 2016, dalle ore 9.00 alle ore 12.00, nella per discutere il seguente O.d.G.:

1.     Lettura e approvazione del verbale della seduta precedente;
2.     Analisi esiti "chiamata diretta"
3.     Bonus premiale docenti
4.     Progetti/attività a.s. 2016/17
5.     Eventuali variazioni piano attività settembre
6.     Organigramma a.s. 2016/17
7.     Varie ed eventuali.

 

Aldo Domenico Ficara

 

Insegnanti somari? Non screditate i professori


Su un paragrafo di un articolo pubblicato su un sito web specializzato anche in temi riguardanti la scuola, come il Concorso a cattedra  2016,  si scrive che in tale ambito le prove sono state difficili ma anche i prof  sono stati somari. Per convalidare la tesi esposta l’articolo spiega che tra prove che in alcuni casi si sono rivelate decisamente difficili e una classe docente demotivata, dei 71.448 candidati agli scritti, solo 32.036 sono riusciti ad accedere alla fase della prova orale, praticamente meno della metà. Qualcuno accusa il concorso di essere stato “fatto apposta per bocciare”, qualcun altro lancia illazioni sul fatto che il maggior numero delle bocciature si sia verificato al nord, mentre al sud le selezioni sembrano essere state più morbide. Eppure, al di là di prove troppo selettive c’è chi non ha potuto far a meno di ravvisare “scarse capacità di comunicazione scritta” con gravi lacune di “pertinenza, chiarezza e sequenza logica” oltre a quelle relative alla capacità di redigere un testo in “modo organico e compiuto “. A tal riguardo si riporta un commento pubblicato su Facebook da un insegnante: “ l'articolo  è lontano dalla realtà visto che non c'erano candidati seduti con penna e foglio, ma posizionati davanti ad una postazione con un computer e una linea del tempo che correva inesorabilmente senza dare il tempo di rileggere ciò che si era scritto o correggere qualche errore di battitura! Voglio vedere chi nello scrivere su una tastiera non commette tali errori. Non screditate i professori  che per anni sono stati tali e hanno alle spalle titoli validi oltre che esperienza!

 

martedì 30 agosto 2016

Presa di servizio, piove sul bagnato


Problematiche per tanti docenti dovranno prendere servizio il primo di settembre nella scuola di titolarità o assegnata. Per quanto riguarda i tentativi di conciliazione ci sono 2 opzioni:
1.     Nel caso in cui i tentativi di conciliazione meritevoli di accoglimento si concludano con esito favorevole entro il 31 agosto p.v. gli insegnanti dovranno assumere servizio il 1° settembre p.v. presso la sede scolastica assegnata con il verbale di conciliazione.
2.     Nel caso in cui i tentativi di conciliazione meritevoli di accoglimento non si concludano entro il 31 agosto p.v. gli insegnanti dovranno assumere servizio il 1° settembre p.v. presso la sede scolastica precedentemente assegnata per effetto della mobilità. "
Ci sono poi i docenti, soprattutto quelli della scuola secondaria di II grado che non hanno ricevuto alcuna proposta di incarico dai dirigenti scolastici,  che devono ancora avere assegnata la scuola dall'USR.  E ci sono altri casi che stanno rendendo estremamente labile l’inizio dell’anno scolastico per molti docenti. A tal riguardo si riporta  quanto scritto dall’ATP di Venezia:

I docenti in attesa dell’esito delle proprie domande di utilizzo e/o assegnazione provvisoria per l’a. s. 2016/2017 dovranno prendere servizio il giorno 1 Settembre p.v. nella propria scuola di titolarità fino a diversa comunicazione da parte di questo Ufficio:
• i docenti che risultino soprannumerari nella scuola secondaria di II° grado (vedi classi di concorso in esubero) continueranno a prestare servizio nella sede dell’anno scolastico precedente fino a diversa comunicazione da parte di questo Ufficio;
• I docenti che non hanno ottenuto il trasferimento su Ambito prenderanno servizio il giorno 1 Settembre p.v. nella sede assegnata per l’a. s. 2015/2016 fino a diversa comunicazione da parte di questo ufficio, mentre coloro che hanno differito la presa di servizio all’1/9/2016 dovranno prendere servizio il giorno 1 settembre p.v. presso questo Ufficio Scolastico;
• I docenti che hanno presentato istanza di conciliazione avverso mobilità interregionale , compresi quelli della Scuola Secondaria di Secondo Grado, che non riceveranno nella casella mail indicata nella richiesta di conciliazione la convocazione presso questo Ambito Territoriale, il giorno 1 settembre p.v. dovranno prendere servizio nella sede ottenuta con le operazioni di mobilità per l’anno scolastico 2016/2017.
 
 
Aldo Domenico Ficara

Disponibilità docente sull’attuazione e implementazione della legge 107/2015


Dal primo settembre inizia un nuovo anno scolastico e gli insegnanti dovranno dare la loro disponibilità  attraverso le competenze possedute al momento della domanda per  fornire supporto alle istituzioni scolastiche ed alle loro reti sull’attuazione e l’implementazione della legge 107/2015. I progetti sono i seguenti:
·        Alternanza scuola-lavoro
·        Orientamento
·        Sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica e valorizzazione della cultura artistica e musicale
·        Prevenzione e contrasto della dispersione scolastica; potenziamento dell’inclusione scolastica anche con particolare riferimento all’inclusione degli alunni stranieri e di quelli con disabilità.
·        Sviluppo dei comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, con particolare riferimento all’alimentazione, all’educazione fisica e allo sport
·        Formazione in servizio
·        Innovazione didattica, nuove metodologie e ricerca didattica
·        Autonomia scolastica e pianificazione dell’offerta formativa
·        Sistema nazionale di valutazione

 
Aldo Domenico Ficara

lunedì 29 agosto 2016

Scuola di Amatrice: sono stati eseguiti lavori di miglioramento o adeguamento sismico ?


La normativa italiana (dal D.M. 24-1-1986 del Min. LL. PP. in poi) prevede due livelli di intervento strutturale sul costruito in zona sismica:

1.     Adeguamento sismico: Un insieme di opere necessarie per rendere l’edificio atto a resistere ad azioni di progetto equivalenti a quelle previste per le nuove costruzioni. Gli interventi di adeguamento sono obbligatori solo in occasione di variazioni sostanziali dell’organismo edilizio, inerenti sia agli aspetti strutturali sia alle destinazioni d’uso.
2.     Miglioramento sismico: Un insieme di opere atte a conseguire un maggior grado di sicurezza nei confronti delle azioni sismiche senza peraltro modificare sostanzialmente il comportamento globale dell’edificio.

Da alcune dichiarazioni si evince che i lavori nella scuola Capranica di Amatrice (http://www.repubblica.it/cronaca/2016/08/29/news/titolo_non_esportato_da_hermes_-_id_articolo_4388618-146799369/ ) sono stati eseguiti in funzione del miglioramento sismico ( e non di adeguamento sismico ), quindi dovevano seguire le seguenti fasi:
 
1.     Conoscenza dell’oggetto di studio.
2.     Progetto di danno: a. Esame del quadro fessurativo; b. Esame delle forme di vulnerabilità specifiche; c. Individuazione dei possibili meccanismi di collasso
          connessi alle forme di vulnerabilità tipica e loro adattamento al caso di studio;
          d. Calcolo del moltiplicatore di collasso relativo a ciascuno dei meccanismi individuati        
3. Individuazione degli interventi atti a modificare i meccanismi di collasso previsti o a rendere più elevati i moltiplicatori. Ciascuna soluzione tecnica adottata dovrà rispondere ad una carenza individuata nel progetto di danno, evitando quindi interventi generici e aprioristici.

 

 

Aldo Domenico Ficara

Riflessione n. 1 di Fufo il prof gufo


Riflessioni tecniche sul crollo della scuola Capranica di Amatrice


Sul sito web di Libero riguardo il crollo della scuola Capranica di Amatrice  si scrive: “ Certo, sarà la magistratura a fare luce sul perché la scuola Capranica di Amatrice, restaurata nel 2012 al costo di circa 500mila euro per dotarla do misure anti-sisma, sia crollata nel terremoto dello scorso 24 agosto (e un altro pezzetto è venuto giù oggi 28 agosto per una scossa inferiore ai 4 gradi Richter). Ma intanto, a svelare le falle di quell'edificio ci hanno pensato, in questi giorni, i tantissimi reportage fotografici e video che sono apparsi su giornali e televisioni. I quali hanno svelato come il crollo sia stato causato in certi punti dalla scarsità di cemento legante, in altri da soffitti di cemento armato troppo pesanti che sono venuti giù. Ma il colmo lo si doveva ancora vedere: le immagini del Tg1 (delle quali, insieme alle altre, il giudice ha disposto l'acquisizione ai fini delle indagini) mostrano chiaramente come all'interno di alcuni muri dell'edificio scolastico ci siano intere lastre di polistirolo. Sì quello che si usa per gli imballaggi “. Ora il fatto che si siano trovate all'interno di alcuni muri dell'edificio scolastico intere lastre di polistirolo, non vuol dire nulla  in riferimento alle criticità antisismiche della struttura edile, infatti, in edilizia viene usato per coibentare pavimenti, pareti e solai e coperture. Inoltre si ricorda che l'utilizzo dei pannelli di polistirolo è adatto anche per isolare acusticamente ( caratteristica fisica ritenuta molto utile nell’interno delle scuole ) , in tal caso però ne è sconsigliato l'uso su pareti interne, poiché esistono materiali di gran lunga superiori in fatto di fonoassorbenza, come la fibra di gomma e il polietilene. Tuttavia esiste una varietà di polistirolo in forma elasticizzata che, accorpato ad altri materiali fonoassorbenti, ne amplifica l'efficacia. Un altro limite tecnico del polistirolo è la sua relativa resistenza al calore, se ne sconsiglia perciò l'utilizzo su superfici in perenne e intensa esposizione diretta ai raggi ultravioletti senza una adeguata protezione.

 

Aldo Domenico Ficara

L’ispettore Tiriticco sull’alternanza scuola - lavoro


Si riporta un commento pubblicato su FB dall'Ispettore Maurizio Tiriticco in riferimento all'alternanza scuola - lavoro inserita all'interno della legge 107/15. L'ispettore Tiriticco così scrive: "In una società in cui ormai si pensa con le mani e si fa con il cervello, l'alternanza scuola lavoro non dovrebbe essere solo un' alternanza, ma una vera e propria continuità. Oggi non c'è prima il pensare e poi il fare: sono tristi eredità di un mondo in cui pochi pensavano sfruttando i molti che lavoravano... e solo con le mani. Apprendere per tutta la vita significa oggi e domani conoscere e fare in perfetta sintonia e continuità. L'ALTERNANZA non solo non va cancellata ma trasformata in CONTINUITA'. Si veda anche la mia recente polemica con Umbero Galimberti, a cui ho opposto le sagge, ma inascoltate, argomentazioni di Martha Nussbaum. Occorre anche pensare che non parlare OGGI - e operare conseguentemente - in materia di continuità studio/lavoro (attenzione! Non c'è un trattino, ma una sbarretta) è anche inutile, vago nonché scorretto in un sistema di istruzione in cui dobbiamo proporci di fare acquisire competenze. E queste quando mai si raggiungeranno da parte dei nostri studenti se non insegniamo loro a coniugare fin da piccoli mani e cervello, conoscere e fare? Il fatto che di competenze si chiacchieri ormai da anni, almeno dal 1997, quando con la legge 425 tentammo di riformare l'esame di maturità (a tutt'oggi ancora non riformato!!!), ma che siano tuttora e chissà fino a quando una vaga chimera, ci deve far riflettere. Che alla fine della quinta primaria e della terza media si certifichino "profili di competenza" è solo risibile e ne potremmo fare anche a meno. Preoccupa invece che alla fine dell'obbligo di istruzione la certificazione delle competenze, dopo un decennio (l'innalzamento dell'obbligo è del 2007) è a tutt'oggi un'operazione di sola facciata (eppure si tratta del livello secondo dell'EQF)! Per don dire del vuoto "incompetente" dell'esame dei nostri 19enni (eppure si tratta di un livello quarto EQF)!!! Insomma, l'Europa è sempre lontana mille miglia da noi anche in materia di istruzione! In conclusione, uno dei mille pasticci combinati dalla 107 è anche questo: di non avere posto il problema dell'alternanza nei modi corretti. E mi piace sempre ricordare che un certo Talete, a cui si attribuisce l'inizio del pensare filosofico, era un semplice idraulico! E sono d'accordo con il Giusti quando dice a Gino Capponi: “Gino mio, l'ingegno umano partorì cose stupende, quando l'uomo ebbe tra mano meno libri e più faccende”. ( FB 25 marzo 2016 alle ore 17:39 )

domenica 28 agosto 2016

Insegnante potenziatore, serbatoio per supplenze ?


L’insegnante Fregnan Luca scrive una lettera aperta a Orizzonte Scuola che finisce nel seguente modo: “ Avrei preferito mille volte essere "deportato" a centinaia di Km pur di insegnare la mia materia, e mettere a frutto le competenze acquisite nel corso degli anni di insegnamento in classe e in laboratorio informatico e arte applicata. La prospettiva del prossimo triennio in veste di “potenziatore”(serbatoio per supplenze) in ambito artistico per un Istituto professionale “manutenzione e assistenza tecnica”, degno percorso di studi ma lontanissimo dalle discipline dell'arte, mi fa sprofondare in una depressione profonda. Non chiamatemi più “prof.” visto che non insegnerò più niente a nessuno “. Si ricorda  che  il Collegio dei Docenti ha  competenze sui progetti, sull’organizzazione di tutte le attività didattiche, sulle modalità e sul coinvolgimento degli studenti anche in relazione all’impiego sull’orario e sull’assegnazione alle classi dell’organico potenziato. L’organico del potenziamento, dunque, dovrà essere coerente e funzionale alla progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa su cui le singole Istituzioni Scolastiche sono chiamate a predisporre il proprio PTOF nelle modalità previste dall’art. 3 DPR 275/1999, come modificato dal comma 14 della legge 107/15, proprio se e in quanto vedrà protagonista l’organo collegiale tecnico- professionale.

Comma 14 della legge 107/15

L'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, e' sostituito dal seguente: «Art. 3 (Piano triennale dell'offerta formativa).
1. Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il piano triennale dell'offerta formativa, rivedibile annualmente. Il piano è il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare,
educativa e organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia.
2. Il piano è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi, determinati a livello nazionale a norma dell'articolo 8, e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della
programmazione territoriale dell'offerta formativa. Esso comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, valorizza le corrispondenti professionalità e indica gli insegnamenti e le discipline tali da coprire:

a) il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno dell'organico dell'autonomia, sulla base del monte orario degli insegnamenti, con riferimento anche alla quota di autonomia dei curricoli e agli spazi di flessibilità, nonché del numero di alunni con disabilità, ferma restando la possibilità di istituire posti di sostegno in deroga nei limiti delle risorse previste a legislazione vigente;
b) il fabbisogno dei posti per il potenziamento dell'offerta formativa.

3. Il piano indica altresì il fabbisogno relativo ai posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, nel rispetto dei limiti e dei parametri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 119, tenuto conto
di quanto previsto dall'articolo 1, comma 334, della legge 29 dicembre 2014, n. 190, il fabbisogno di infrastrutture e di attrezzature materiali, nonché i piani di miglioramento dell'istituzione scolastica previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80.
4. Il piano è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico. Il piano è approvato dal consiglio d'istituto.
5. Ai fini della predisposizione del piano, il dirigente scolastico promuove i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio; tiene altresì conto delle proposte e dei pareri
formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti».

 

Aldo Domenico Ficara

Il divieto di utilizzare telefoni cellulari in classe vale anche per gli insegnanti


In un sito web si può leggere una domanda di un lettore riguardante l'utilizzo dei telefonini in classe da parte del personale docente: “ Com'è giusto che sia, la circolare Fioroni vieta l'uso dei telefonini agli studenti durante le lezioni. Molti insegnanti però lo usano costantemente e non per esigenze particolari ma per whatsapp, email, saluti fra amici e addirittura giochini. Sorvoliamo ora alla circolare, alla quale dovrebbero anche loro attenersi: ma quale esempio educativo potranno dare ai propri alunni ?” A tal riguardo si ricorda che nella circolare Fioroni si dice: “ Il divieto di utilizzare telefoni cellulari durante lo svolgimento di attività di insegnamento - apprendimento, del resto, opera anche nei confronti del personale docente (cfr. Circolare n. 362 del 25 agosto 1998 sotto riportata), in considerazione dei doveri derivanti dal CCNL vigente e dalla necessità di assicurare all’interno della comunità scolastica le migliori condizioni per uno svolgimento sereno ed efficace delle attività didattiche, unitamente all’esigenza educativa di offrire ai discenti un modello di riferimento esemplare da parte degli adulti.

Circolare Ministeriale 25 agosto 1998, n. 362
GAB/III
Prot.n. 30885/BL

Oggetto: Uso del telefono cellulare nelle scuole

E’ stato segnalato a questa amministrazione che l’abitudine all’uso della telefonia cellulare si sta diffondendo anche nel mondo della scuola. La questione è stata peraltro oggetto di una interrogazione parlamentare nella quale viene denunciato l’utilizzo del cosiddetto "telefonino" da parte dei docenti anche durante le ore di lezione. E’ chiaro che tali comportamenti - laddove si verifichino - non possono essere consentiti in quanto si traducono in una mancanza di rispetto nei confronti degli alunni e recano un obiettivo elemento di disturbo al corretto svolgimento delle ore di lezione che, per legge, devono essere dedicate interamente all’attività di insegnamento e non possono essere utilizzate - sia pure parzialmente - per attività personali dei docenti. Premesso quanto sopra si invitano le SS.LL. a portare a conoscenza dei Capi delle istituzioni scolastiche il contenuto della presente circolare affinché ne informino il dipendente personale scolastico.  Il Ministro

 
Aldo Domenico Ficara
 
 

sabato 27 agosto 2016

Caso Bruschi: pro e contro


Il caso dell’ ispettore scolastico  Max Bruschi finisce anche sul quotidiano Repubblica. Una querelle che caratterizza la contestata mobilità dei docenti 2016/17 e  soprattutto la neo entrata “ chiamata diretta “,  che ha visto in questi giorni moltissime difficoltà procedurali. In un interessante articolo di Orizzonte Scuola in riferimento alla chiamata diretta si scrive: “ Avvisi senza alcun riferimento al Piano Triennale dell'Offerta Formativa, che violavano le indicazioni e le FaQ ministeriali, che hanno discriminato durante i colloqui le docenti chiedendo informazioni su gravidanza e astensioni, nonché scoraggiato i docenti part-time o che hanno chiesto video a figura intera "no mezzobusto".  In questo articolo vogliamo vedere, ad oggi, chi è favorevole alle riflessioni dell’ispettore Bruschi e chi contrario.

Favorevoli:

1.     Confedir di Marcello Pacifico
2.     Gilda Venezia
3.     RTS ( Regolarità e Trasparenza nella Scuola )

Contrari:

1.     ANP
2.     Dirigentiscuola

Vedremo come andrà a finire questa complicata vicenda. Una cosa è certa, l’ispettore Bruschi con un paio di battute sulla tastiera del computer ha coinvolto  tutto il mondo scolastico e oltre, provocando la riflessione, in particolare quella degli addetti al lavori, sull’importanza della valutazione nella nuova riforma della scuola.

 

Aldo Domenico Ficara

venerdì 26 agosto 2016

Max Bruschi ha ragione


Sul caso Bruschi interviene con un comunicato la Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia  (http://www.gildavenezia.it/ha-ragione-bruschi-se-i-dirigenti-non-comprendono-la-loro-legge-e-un-loro-problema/ ). In tale comunicato in modo chiaro si afferma: “ L’ispettore Bruschi è stato accusato dall’Associazione Nazionale Presidi di essere stato troppo critico e addirittura minaccioso nei confronti di quei dirigenti scolastici che, applicando la cosiddetta “chiamata diretta” dei docenti, non avrebbero applicato correttamente la ratio della legge 107, soprattutto laddove per l’anno scolastico 2016-17 supera la distinzione tra organico di diritto e organico di potenziamento “. Il comunicato continua dicendo: “  Appare quanto meno paradossale che l’Associazione Nazionale Presidi che ha fortemente voluto e sostenuto molte delle scelte sciagurate della “buona scuola” si affretti a fare muro corporativo per difendere l’indifendibile. I giornali ormai sono pieni di casi di bandi e colloqui  creativi organizzati da dirigenti scolastici per chiamare i docenti. Sembra che tutto ciò sia normale. Se uno si permette di criticare e stigmatizzare comportamenti che nulla hanno a che vedere con la normativa vigente, anche se con toni certamente non pienamente condivisibili, viene sottoposto ad attacchi non solo immeritati, ma chiaramente strumentali. Una vera vergogna “.

 

Aldo Domenico Ficara

La chiamata diretta dei presidi è un fallimento, parola di Valentina Aprea


L'assessore all'istruzione in Lombardia,  Valentina Aprea, che diversi anni fa aveva  proposto la novità della chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, vedendo quanto sta accadendo in questi giorni afferma : «Ero stata io ad introdurre nella discussione parlamentare la proposta di chiamata diretta dei presidi, ma ora a distanza di anni, vorrei non averlo mai fatto. È un fallimento. La selezione dei dirigenti doveva dare forza al progetto formativo, immaginavo che le competenze venissero valorizzate sulla base delle specifiche necessità degli istituti. Invece il processo si è solo burocratizzato, non c’è un insegnante che parli di piena realizzazione delle potenzialità» . Si ricorda che Valentina Aprea nel 1994 è tra le prime donne ad essere chiamata da Silvio Berlusconi a rappresentare in Parlamento il movimento politico Forza Italia. È eletta alla Camera dei Deputati nel Collegio uninominale di Rozzano in Lombardia in rappresentanza della coalizione di centro-destra nelle elezioni del 1994, 1996 e 2001. Nel 2006 e 2008 viene eletta prima nelle liste di Forza Italia, poi del Popolo della Libertà, nella circoscrizione Lombardia. È stata responsabile delle politiche scolastiche di Forza Italia e, nei Governi Berlusconi II e III, ha ricoperto l'incarico di sottosegretario al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Con l'allora Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Letizia Moratti ha collaborato alla stesura della legge 53/03 e dei decreti attuativi della riforma Moratti della scuola. È stata, inoltre, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati nella XV Legislatura e presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione nella XVI Legislatura.

Ecco l'immagine di questo articolo ripreso dal TG di Gilda Tv:

 

 

Aldo Domenico Ficara

giovedì 25 agosto 2016

In Toscana ambiti territoriali ballerini


In Toscana, a 20 giorni dall’inizio delle lezioni, la scuola sembra ancora un cantiere aperto, tanto che sono diversi gli insegnanti che si  rivolgono ai sindacati per chiarire la loro posizione lavorativa all’interno dell’ambito territoriale di destinazione. Il primo caso riguarda una docente che aveva già sostenuto il colloquio con il dirigente di una scuola di Viareggio che gli aveva offerto un contratto triennale. Sembrava già tutto fatto quando il 13 agosto, il Ministero della Pubblica Istruzione aveva assegnato un altro Ambito territoriale. Il secondo caso coinvolge altre due docenti, questa volta insegnanti di scuola primaria, che dopo aver regolarmente scelto la scuola presso cui svolgere l’incarico e firmato con i rispettivi dirigenti il contratto, oggi si sono viste recapitare dal MIUR una comunicazione con cui venivano loro assegnate altre sedi, lontane da quelle accettate.
 
 

Di 104 si perde il posto


Il dipendente che beneficia dei permessi della cosiddetta Legge 104 (“Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”) non può abusarne e usarli solo parzialmente per l’assistenza al familiare. Quanto detto è stato stabilito dalla Corte di Cassazione, infatti,  si tratta di una violazione importante e può portare al licenziamento del lavoratore. I giudici di Piazza Cavour hanno voluto approfondire l’argomento con una sentenza importante. Il caso da analizzare era quello di un lavoratore licenziato perché nel corso di tre giornate aveva usato i permessi,  prestando assistenza al parente portatore di 104 solamente per quattro ore e tredici minuti (appena il 17,5% del tempo messo a disposizione e pagato). A tal riguardo si ricorda che per  la Legge 104/1992 il lavoratore disabile, in possesso di certificazione di handicap grave (articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992) ha diritto alternativamente a due ore di permesso giornaliero (una sola ora se l’orario è inferiore alle 6 ore giornaliere) o a tre giorni di permesso lavorativo al mese. Il limite delle 18 ore mensili previsto dalla Legge 133/2008 è da prendere in considerazione solo nel caso in cui i tre giorni vengano frazionati in ore. La stessa considerazione riguarda i lavoratori che assistano familiari (coniuge o parenti e affini fino al terzo grado) con handicap grave. Il limite delle 18 ore mensili è da applicarsi solo nel caso in cui il dipendente pubblico decida di frazionare in ore i tre giorni di permesso mensili e solo nel caso in cui il suo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di riferimento abbia già previsto una corrispondenza in 18 ore dei tre giorni di permesso.

 

Aldo Domenico Ficara

Favola sulla competenza: Università “ Tiregalolalaureabastachepaghi “


Ci sono 2 insegnanti di matematica, il primo laureato nell’Università “ Tiregalolalaureabastachepaghi “ il secondo laureato alla Scuola Superiore Normale di Pisa. Il primo insegnante mentre sta facendo lezione in aula, scrive alla lavagna: 3 + 3 = 7. Qualche alunno timidamente fa osservare all’insegnante l’errore fatto, ma il docente con tono arrogante zittisce tutti ribadendo: 3 + 3 = 7. A questo punto entra nell’aula il secondo insegnante, quello laureato alla Scuola Superiore Normale di Pisa, e rivolgendosi al collega esclama: “ Cretino, 3 + 3 fa 6  e non 7”. Apriti cielo,  il primo insegnante fiero di essersi laureato nell’Università “ Tiregalolalaureabastachepaghi “si infuria, esce dall’aula e va a dire in giro che il collega si è permesso di dirgli " cretino ". Tutti, ma in particolar modo i colleghi laureati anch’essi all’Università “ Tiregalolalaureabastachepaghi “, solidarizzano con il primo insegnante, asserendo che è sbagliato etichettare un collega come “cretino”. L’insegnante laureato alla Scuola Superiore Normale di Pisa piano piano viene isolato, e qualcuno arriva a proporre anche il suo licenziamento dalla scuola. Morale della favola: si alza un polverone sull’uso poco consono di dare del “ cretino “ ad un collega, lasciando nascosto l’errore e l’incapacità di fare le cose più facili, come in questo caso una semplice somma. Con mio grande dispiacere noto che in Italia le persone laureate nell’Università “ Tiregalolalaureabastachepaghi “ sono sempre di più, si coalizzano tra loro nel nome dell’ignoranza, con l’unico fine di annientare quei pochi laureati alla Scuola Superiore Normale di Pisa, e per di più denigrandoli.   La colpa di questi ultimi ?  Semplicemente il fatto di essere preparati e competenti. Della serie: con questo andazzo siamo destinati a rimanere nelle spire tentacolari della crisi economica per lungo tempo.

 

Aldo Domenico Ficara

Questione di stelle


mercoledì 24 agosto 2016

Partigiani della Scuola Pubblica e la procura speciale per accesso agli atti sull'algoritmo della mobilità

Riceviamo dai Partigiani della Scuola Pubblica e pubblichiamo:


UN'AZIONE CONCRETA PER CERCARE DI SCOPRIRE COME E' IMPOSTATO L'ALGORITMO ****

ENTRO DOMENICA 28 agosto !!!

PER LA LEGGE SULLA TRASPARENZA ABBIAMO IL DIRITTO DI SAPERE.
SALVATE IL TESTO DELLA PROCURA QUI SOTTO, COMPILATELO E INVIATELO ALL'AVV BEVILACQUA, CHE SE NE OCCUPERA' ANCORA UNA VOLTA GRATUITAMENTE.
Ci aspettiamo che i docenti trasferiti lontano (nonostante il punteggio) e anche tutti gli altri ci aiutino in questa iniziativa.

Mobilità: procura speciale per accesso agli atti

Colleghi, dopo innumerevoli segnalazioni riguardo iniqui provvedimenti di trasferimento ai sensi del ccni sulla mobilità 2016, abbiamo deciso di avviare una richiesta collettiva di accesso agli atti per conoscere l'algoritmo misterioso che ha deciso la sede di servizio di molti docenti che potremmo essere noi dal prossimo anno. Tutto quello che sta accadendo dobbiamo contrastarlo uniti ORA! Abbiamo pertanto deciso di chiedere l'accesso agli atti ai sensi del dlgs 33/2013, anticorruzione, e, per chi è direttamente interessato come parte lesa, alla legge 241/90 sulla trasparenza. Segue il modello di procura speciale che potrete inoltrare alla nostra Gianfranca in forma di lettera scansionata con la vostra firma, entro e non oltre domenica sera, all'indirizzo gbmito@libero.it. Per evitare d'intasare la mail, possono essere utilizzati anche fax: 0968.436937 e posta ordinaria: Avv. Gianfranca Bevilacqua v. Buonarroti, 1 -88046- Lamezia Terme - CZ-

"Procura speciale”

Il/la sottoscritt*.. nat* a ..il .., residente a .., in via .., n.., c.f.
Dichiara
di conferire mandato all'Avv. Gianfranca Bevilacqua del foro di Lamezia Terme affinché, in qualità di cittadino/a e docente, nel proprio interesse, nome e conto, avanzi istanza ex dlgs 33/2013 (ovvero ex l. 241/90) finalizzata all'acquisizione dei criteri e modalità di funzionamento dell’algoritmo che gestisce il software relativo ai trasferimenti interprovinciali del personale docente ai sensi e per gli effetti del CCNI sulla mobilità 2016.
Luogo, data
Firma

Qualcuno auspica un suicidio collettivo per docenti contrastivi


RTS vicina alle popolazioni colpite dal terremoto

 
 
Tutta la redazione di RTS è vicina alle popolazioni coinvolte nel disastroso terremoto di questa notte. L'auspicio, con la prossima apertura delle scuole,  è quello di vedere molte iniziative di solidarietà verso queste terre martoriate dal sisma.

martedì 23 agosto 2016

Aldo Domenico Ficara perdona il Ds distratto


Da qualche giorno sto cercando di rasserenare gli animi di tutti i soggetti coinvolti nel  caso dell’ispettore Max Bruschi,  reo di aver commesso un errore di comunicazione in Facebook, di cui ha già chiesto scusa.   Impegnato in questo intento di rasserenare gli animi,  mi permetto di commentare un post pubblicato su Facebook. La risposta di un Dirigente Scolastico non si è fatta  aspettare, è quella del Preside Lamberto Montanari,  che per evidenziare il mio falso intento di rasserenare gli animi posta il seguente commento:

 
     
 
 

L’errore sta nel fatto che il Dirigente scolastico Montanari sbaglia autore, dandomi la paternità di un articolo che non ho scritto, ma che ha scritto mio fratello Lucio, Presidente del Direttivo regionale FLC – CGIL della Calabria.

 
 
 


Uno scambio di persona, che potrebbe dare fastidio, perché mi si vuole mettere in bocca parole che non ho mai scritto. Eppure in questo mio intento di rasserenare gli animi, pur invitando il preside Montanari a leggere con più attenzione i nomi degli autori, lo voglio perdonare,  perché so che Facebook è un mare dove l’errore sta sempre dietro l’angolo.

 

Aldo Domenico Ficara

 
 

Intervista di RTS a Sabrina Pirri, preside anti 107


Sabrina Pirri 60 anni, preside da 9, 2 lauree, inizia così una sua riflessione su La buona Scuola nelle pagine di Orizzonte Scuola (http://www.orizzontescuola.it/news/buona-scuola-dirigente-scolastico-dissento-e-vado-pensione-anticipatamente-lettera ): “ ho vinto tutti i concorsi cui ho partecipato. Dirigo 4 licei con 1200 studenti e 150 docenti.  La scuola è stata la mia vita, la mia occasione di riscatto sociale e culturale. Tuttavia, in totale dissenso con la legge 107, ho scelto di andare in pensione il prossimo primo settembre con Opzione Donna e 36 anni di servizio.  Ci perdo del denaro  -non i pochi spiccioli di cui ciancia il premier- ma la dignità non ha prezzo.  La scuola d'agosto è quasi deserta: rileggo l'ode  "La tempesta" con cui  Parini polemizza contro la profluvie riformatoria dell'imperatore Giuseppe II. Nel silenzio riavvolgo il nastro della memoria: ho fronteggiato alla meglio - grazie all'aiuto di molti docenti - quest'annus horribilis... Gli ultimi adempimenti sono i più gravosi: in cauda venenum! l'attribuzione del bonus premiale..la chiamata diretta .. rischiosi .. forse anche anticostituzionali.. Il mio ultimo mese di servizio mi amareggia...penso ai docenti in piazza a ferragosto .. agli abilitati  bocciati  in massa al concorso che, cacciati dalla porta della docenza, rientreranno dalla finestra  come supplenti a settembre .. dimostrando il fallimento dell'Università e delle abilitazioni che ha rilasciato a caro prezzo...ai 2000 presidi che mancheranno a settembre .. alle 2000 scuole date a reggenza...e non mi consola neanche l'affetto da cui mi sento circondata. Auguri a chi resta!” Oggi si  riporta  una sua intervista fatta in Facebook con il direttore di RTS:

Domanda:  Cosa  le ha dato più fastidio della 107/15?

( S.P. )  I 4 punti su cui è stato chiesto il referendum: l'alternanza scuola-lavoro al classico mi ha molto amareggiato: versione aggiornata dell ' "Armiamoci e partite"...io credo ancora all'importanza dell' "Ora di lezione " su cui ha scritto anche Recalcati... e se prima non si impara a pensare, poco si può operare..

Domanda:  Cosa avrebbe desiderato in alternativa all'alternanza scuola-lavoro in un liceo classico ?

( S.P. )  Innanzitutto è il vincolo delle 200 ore che viola l'autonomia delle scuole.. nel mio liceo abbiamo cercato delle collaborazioni con FAI, musei, biblioteche, archivi e case editrici, ma è stata solo una limitazione del danno, visto che si parla di sedicenni, ergo minorenni, da mandar qua e là, con tutte le cautele necessarie. Una faticaccia, poco condivisa dalla maggior parte dei docenti.

Domanda: Quando dice " credo ancora all'importanza dell' "Ora di lezione " " si riferisce alla lezione frontale o ritiene importante l'innovazione tecnologica e metodologica in classe ?

( S.P. )  Nessuno fa più lezione -neanche i più anziani- solo con la lezione frontale, ma non si può neanche pensare che il tablet sia la panacea. Tutti gli strumenti, dal libro in poi, sono utili se usati criticamente, non dogmaticamente, senza idolatria...son abbastanza vecchia da ricordare gli ipertesti su CD Rom, ben prima di Internet e delle LIM..

Domanda: Cosa ne pensa delle commissioni di valutazione del merito degli insegnanti e del conseguente bonus premiale ?

( S.P. )  Un anno di polemiche e i soldi ancora non ci sono.... il mio comitato ha lavorato con tutte le componenti ... su 100 docenti verrà assegnato ad una buona metà..gli importi netti saranno bassi...ma anche così c'è il rischio che il clima scolastico non migliori, per usare un eufemismo...io il 31 lascio...probabilmente i pagamenti slitteranno a settembre.

 

Aldo Domenico Ficara

 

La chiamata diretta può non autorizzare all’esercizio della libera professione ?



In questi giorni nelle riviste di settore  si è parlato di un  Liceo Scientifico  dove il Dirigente scolastico nell'avviso della chiamata diretta ha trasformato il colloquio in un vero e proprio esame, durante il quale il candidato dovrà simulare "un intervento didattico della durata di 15 minuti su un argomento a scelta". Nell'avviso è stata  inserita una postilla specifica per la classe di concorso A019 (Discipline Giuridiche ed Economiche), dove il dirigente avverte che ( http://www.liceonuzzi.gov.it/wordpress01/wp-content/uploads/2016/08/Bando-agosto-2016.pdf ):
" Trattandosi di un contratto triennale per una classe di concorso nuova per l’Istituto, l’obiettivo è di formare una figura specificamente destinata all’insegnamento: pertanto, il docente individuato non potrà essere autorizzato all’esercizio di altra professione nel corso del triennio. La unicità del ruolo professionale sarà considerato titolo di preferenza. L’eventuale inosservanza di questo punto è causa di interruzione del rapporto del lavoro in qualsiasi momento del triennio ". A tal riguardo si ricorda che le condizioni e i criteri in base ai quali il dipendente a tempo pieno può essere autorizzato a svolgere un'altra attività sono:
 
·        la temporaneità e l'occasionalità  dell'incarico. Sono, quindi, autorizzabili le attività esercitate sporadicamente ed occasionalmente, anche se eseguite periodicamente e retribuite, qualora per l'aspetto quantitativo e per la mancanza di abitualità, non diano luogo ad interferenze con l'impiego;
·        il non conflitto con gli interessi dell'amministrazione e con il principio del buon andamento della pubblica amministrazione;
·        la compatibilità dell'impegno lavorativo derivante dall'incarico con l'attività lavorativa di servizio cui il dipendente è addetto tale da non pregiudicarne il regolare svolgimento. L'attività deve essere svolta al di fuori dell'orario di servizio.
In base a tali criteri sono da considerarsi attività incompatibili:
·        l'esercizio di attività commerciale, industriale o di tipo professionale che non prevedono uno specifico albo (ad esempio istruttore di scuola guida);
·        l'impiego alle dipendenze sia di privati che di enti pubblici;
·        l'incarico in società costituite a fini di lucro, tranne che si tratti di cariche in società od enti per i quali la nomina è riservata allo Stato.

 

Aldo Domenico Ficara