domenica 29 gennaio 2017

Linee programmatiche del Ministro: un testo politico e pedagogico


di Gianfranco Scialpi
 
 
Il Ministro Valeria Fedeli ha presentato tre giorni fa le sue linee programmatiche al Parlamento. Un bel testo in perfetto stile politico. Non poteva essere diversamente! E’  una perfetta sintesi del pensiero pedagogico e didattico attuale. Il documento, pertanto è adatto a ricoprire la funzione di  contributo integrativo ad un esame di scienze della formazione. Detto questo attendiamo i primi atti del Ministro. Solo questi potranno dirci se le parole si tradurranno in decisioni politiche.
Questo mio sintetico contributo intende suggerire al ministro cosa fare per tradurre le parole in fatti. Si legge nella relazione” Inizio col sottolineare quanto mi senta onorata e responsabilizzata nel trovarmi a guidare un Ministero così importante come il Miur, che non solo interessa la vita e le speranze di studentesse e studenti, di milioni di famiglie, ma riguarda direttamente il futuro di tutto il Paese… Perché lo studio e l’impegno sono certamente strumenti per la crescita personale, ma contribuiscono anche in modo determinante allo sviluppo di tutta la nostra comunità. Ecco perché quello sul sapere, sull’apprendimento e sulla formazione è un investimento sempre vincente, dal punto di vista economico e sociale, da quello personale e della società tutta. Dobbiamo allora puntare ad un sistema Paese che riconosca e coniughi qualità e accessibilità del sapere, competenze, efficienza, innovazione, equità, riconoscimento del merito, valutazione dell’operato. Per confrontarsi con i migliori standard internazionali e per valorizzare i nostri talenti, i nostri modelli, le nostre competenze.” Condivido  tutto, Inizi però a chiarire nel decreto attuativo sulla valutazione se la condotta continuerà a fare media ( DPR 122/09 ) oppure è un valore a sè, scorporato dalla “valutazione complessiva”. Personalmente sono convinto, nonostante un intervento della Puglisi sul “Corriere della Sera”, che la condotta continui a far parte del “pacchetto” e quindi contribuisca alla media generale. In tal caso, suggerisco al Ministro di modificare il decreto dichiarando formalmente lo scorporo dal voto di condotta, ripristinando anche la terza prova e confermando il criterio della sufficienza su ogni disciplina o gruppo di discipline per essere ammessi all’Esame di stato. Lo studio è impegno, fatica, è acquisizione di competenze – possibilmente alte. Nel decreto si legge: “… Se guardiamo alla remunerazione dei docenti (dati Eurydice, Commissione Europea,2015-2016), nella scuola secondaria un insegnante italiano ad inizio carriera guadagna tra l’8% e il 103% in meno degli altri Paesi europei e tra il 25% e il 79% in meno rispetto allo stipendio massimo. Dobbiamo investire di più. Per i docenti, per il diritto allo studio, per gli spazi di formazione, per la ricerca e l’università. Gradualmente lo si sta facendo, ma servirebbe un cambio deciso di grandezze.” Condivido tutto. Il ministro, però non chiarisce dove prenderà le risorse per un aumento contrattuale significativo. Non sicuramente dalla Legge di Stabilità 2017 che ha praticamente dato avvio all’indecente intesa tra i sindacati che ha stabilito un aumento medio di 85 € lordi nel triennio. Suggerisco al Ministro di chiedere al suo collega Padoan di individuare risorse aggiuntive per un  contratto economico dignitoso. Sarà difficile ottenere una risposta positiva, visto che Il Ministro dell’Economia  ha anche il problema di evitare una legge correttiva di Bilancio chiesta dall’Europa che copra il buco di 3,4 miliardi di Euro, lasciato dal governo Renzi. In caso di risposta negativa, faccia un gesto clamoroso: si dimetta! Nel documento, infine, si incontra l’espressione ” inclusione” e le sue diverse declinazioni. Per realizzare l’obiettivo è necessario, tra l’altro, abolire le classi-pollaio e quelle superpollaio. Le prime volute dal duo Gelmini-Tremonti ( 2009 ), le seconde da Renzi con la legge di Stabilità del 2015. Da qui la necessità urgente di abolirle con un provvedimento legislativo. Se questi tre scenari non saranno a breve “occupati” dalle decisioni proposte al Ministro, allora avremo assistito al nuovo e ripetuto elenco di belle parole. Nulla più!

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