lunedì 27 febbraio 2017

Cambieranno le politiche sulla scuola in un sistema elettorale proporzionale ?


La parte finale di un articolo pubblicato su TuttoScuola  recita così: “L’intreccio tra il no referendario e il contemporaneo rilancio del sistema elettorale proporzionale effettuato dalla Corte costituzionale a determinare le conseguenze politiche di maggiore rilievo, come mostrano le vicende di questi giorni. L’affossamento del sistema elettorale maggioritario ha ridato spazio e ruolo a soggetti politici interessati a marcare la propria identità e a cercare visibilità e rappresentanza in Parlamento. La scuola, insieme al lavoro, è al centro delle ragioni e delle piattaforme programmatiche con le quali si stanno costituendo tali soggetti, da ‘Sinistra italiana’ guidata dal neosegretario Nicola Fratoianni al costituendo nuovo raggruppamento ‘Democratici e Progressisti’ che fa capo all’ex segretario del Pd Bersani e a Roberto Speranza, spinti e incoraggiati da Massimo D’Alema “. Ci si dimentica del ruolo che potrebbe avere il Movimento 5 Stelle che nel caso andasse al governo. In tal caso potrebbe decidere di abolire la chiamata diretta, oppure di introdurre delle nuove norme per il reclutamento insegnanti. A tal riguardo si ricorda che in questi anni il Movimento 5 Stelle ha presentato “Sette soluzioni per la Scuola”, ma nessuna di queste è stata approvata in parlamento. Le proposte del Movimento 5 Stelle per la riforma della scuola riguardano: l’edilizia scolastica, reclutamento docenti, numero degli alunni nelle classi, contributi volontari, insegnamento 2.0, salute degli studenti e stop dei fondi statali per le scuole paritarie. A tutto questo poi si aggiunge lo stralcio della Legge Gelmini.

 

Aldo Domenico Ficara

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