martedì 28 febbraio 2017

Nella scuola italiana serve un contributo equivalente tra uomini e donne ?


Sin dalla scuola primaria la maggior parte dei docenti sono di sesso femminile, ma pian piano che si va avanti il numero diminuisce in maniera preoccupante. Infatti, il genere femminile occupa dall’82 al 96 per cento dei posti di lavoro disponibili. L’alta concentrazione di donne si concentra negli anni della materna e della primaria, continua nella scuola secondaria (dove le donne occupano un buon 65 per cento delle cattedre) per poi diradare negli insegnamenti universitari, dove le percentuali si rovesciano bruscamente, tanto che in un ateneo come quello della Normale di Pisa hanno dovuto modificare il regolamento interno per far entrare qualche donna.  Secondo alcune rilevazioni sulla ripartizione tra uomini e donne del personale gestito nel sistema SPT relative al primo semestre del 2011, raggruppando il personale per comparti omogenei, è emerso che la forte presenza femminile è eccezionalmente rilevante nel Comparto Scuola, in cui le donne sono ben il 78,4%. Le donne sono infatti  845.825 contro 233.225 degli uomini. A tal riguardo nelle scuole sono stati incentivati momenti di riflessione, anche al di fuori dell’orario di lezione, con l’obiettivo di accrescere negli studenti e nelle studentesse la consapevolezza che per uno sviluppo sociale e culturale dell'Italia è necessario, in ogni settore lavorativo,  un contributo equivalente tra uomini e donne.

 

Aldo Domenico Ficara