domenica 12 marzo 2017

Cari Gruppi WhatsApp dei Genitori datevi una regolata educativa


I piccoli gruppetti di genitori che avevano il tempo e la voglia di fermarsi a chiacchierare davanti a scuola, hanno ora una cassa di risonanza tecnologica micidiale: il famigerato Gruppo WhatsApp dei Genitori.  Spesso sono professionisti della lite virtuale, meglio se indirizzata a qualcuno che non fa parte del gruppo. Vedi i professori, il preside, il personale scolastico. La filosofia sottesa a ogni polemica è: come ti permetti tu professorucolo di mettere in dubbio la genialità della mia progenie. Ne deriva una valanga di messaggi con la verve polemica che andrebbe riservata ai massimi sistemi. Non provate a minimizzare e non vi venga mai in mente di dare ragione al professore e/o al preside. Loro sono il nemico, o sei con noi o sei contro di noi. A conferma di quanto detto in un articolo pubblicato su Il Post si scrive: “ oggi da una parte della barricata ci sono gli insegnanti e dall’altra i genitori, che pretendono per i loro figlioli trattamenti di riguardo, ottimi voti, medaglie che scintilleranno fuori della scuola, nel mercato del lavoro. I genitori intuiscono che la selezione sarà feroce e dunque cercano in ogni modo di proteggere i loro ragazzi, di far guadagnare loro crediti e punteggi buoni da spendere più avanti. Chi parte male rischia di finire peggio. Così gli insegnanti vengono pressati, a volte criticati o addirittura contestati. E la piazza della ribellione è WhatsApp, un mezzo che doveva unire, favorire gli scambi, allargare l’informazione e che invece diventa la cassa di risonanza di un risentimento incontrollato. Madri e padri si fomentano reciprocamente, la palla che rotola in breve diventa una valanga, il primo disappunto si trasforma in rancorosa ostilità verso l’insegnante che mette voti troppo bassi o che non sta svolgendo il programma così come i genitori pretendono “. Forme di innovazione comunicativa che annullano l’azione educativa del sistema scuola, e che possono degenerare negli episodi di violenza che in questi ultimi mesi sono nelle cronache dei siti web di settore.

 

Aldo Domenico Ficara

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