mercoledì 14 giugno 2017

Sarà un contratto punitivo!

di Gianfranco Scialpi


In queste ore già iniziano a girare le prime voci riguardanti gli atti di indirizzo che il governo consegnerà all’Aran per il confronto sul contratto economico e giuridico.
Su entrambi gli aspetti tira un’aria pesante! Ho l’impressione che si vogliano “punire” i docenti e non solo, riducendo i loro privilegi ( stipendio alto rispetto alla loro prestazione, permessi, ferie…). Andando oltre le dichiarazioni di circostanza e molto fastidiose  ( “eroi, “baluardo della democrazia”, “figura strategica”…), spesso sono presentati come privilegiati ( tre mesi di ferie in estate…) , poco produttivi, lavoratori a metà grazie al loro particolare orario di servizio, assenteisti, sfaticati…
Tutto questo giustifica il misero onere finanziario per i contratti, che rischia di essere  più esiguo, perché ad oggi la cifra stanziata (si parla di 2.400 milioni di €) non riuscirà a coprire la “promessa” di almeno 85€ lordi nel triennio, formalizzata nell’Intesa del 30 novembre 2016.
E’ l’ultimo attacco al sistema scuola (e non solo) da un contesto economico-finanziario  che non ama la formazione di persone dotate di pensiero critico!
Ha dichiarato La Uil-scuola, (la “presa in giro” sul T.U. “Madia” è opportunatamente nascosta): La direttiva generale del Governo che dovrebbe essere propedeutica all´avvio dei contratti, secondo le indiscrezioni che girano sui mass media, se confermata nella realtà, segnerebbe un notevole passo indietro rispetto all’accordo del 30 novembre e non favorirebbe la chiusura dei contratti del pubblico impiego bloccati da otto anni, anche se dobbiamo correttamente dire che ci sono aspetti positivi di cui tener conto”. 
“Per evitare ogni equivoco c’è una sola condizione per concludere i contratti per noi della UIL ed è il rispetto integrale dell’accordo del 30 novembre e non le sue interpretazioni negative”.
Dichiarazione di circostanza che probabilmente non inciderà sull’esito finale: la firma del contratto più irrispettoso e non dignitoso dopo il 1990.
Ma le sorprese non finiranno qui. Si parla di rivedere in peggio, quelli che tanti considerano i nostri privilegi: i permessi orario, i giorni di salute anche in presenza di gravi patologie… Azzardo un’ipotesi: ci proporranno un orario di servizio aumentato a parità di stipendio.
Se queste sono le premesse ne vedremo di belle a settembre. A meno che il governo non voglia chiudere la vertenza contrattuale ad agosto e quindi imporre alla ripresa autunnale il nuovo contratto al mondo della scuola.  Che dire? Siamo messi male, anche solo pensando chi metterà la firma sul documento: il sindacato!