lunedì 31 luglio 2017

Petizione on line: Vogliamo un contratto dignitoso



, una collega scrive in redazione evidenziando una petizione nata qualche ora fa dal titolo “VOGLIAMO UN CONTRATTO DIGNITOSO “. L’introduzione alla petizione dice: “ Gli insegnanti non si riconoscono in alcuna sigla sindacale che firmi un rinnovo del contratto che preveda un aumento sotto i 210 euro netti. Significa pertanto, che  laddove venisse firmato un accordo sotto tale cifra, procederanno a ritirare la propria tessera sindacale “. Di seguito il link della petizione: https://www.petizioni24.com/rinnovo_contratto_comparto_scuola




Aldo Domenico Ficara

Trattare gli insegnanti al pari dei commessi parlamentari è possibile ?

Riportiamo l’inizio di un articolo pubblicato nel marzo del 2016 sulle pagine de Il Tempo riguardante una proposta di adeguamento dell’indennità di funzione dei commessi parlamentari. L’articolo recita così: “ Una bozza di deliberazione preparata dalla maggioranza a Montecitorio prevede di riportare le indennità di funzione (una parte del compenso di assistenti, consiglieri e tecnici che lavorano in Parlamento) ai valori previsti al 31 dicembre 2012, che erano più del doppio rispetto a quelli degli ultimi anni. Così il segretario generale (il grado più alto dell’amministrazione) otterrà 2.200 euro netti al mese in più, un capo servizio quasi 1.200 euro, un coordinatore di unità operativa di V livello 441 euro, un interprete-traduttore 378 euro, fino ad arrivare ai più «poveri», gli addetti alle segreterie del presidente, dei membri dell’ufficio di presidenza e del segretario generale che avranno un aumento di indennità di funzione pari a quasi 160 euro netti al mese. Eppure gli stipendi dei dipendenti di Camera e Senato, ridotti nel tempo, sono rimasti piuttosto alti. Con venti anni di servizio, ad esempio, un documentarista porta a casa più di 150 mila euro all’anno o un collaboratore tecnico oltre 100 mila. Dopo dieci anni di anzianità i compensi oscillano tra i 50 e i 144 mila euro lordi all’anno. Con le nuove indennità gli stipendi saliranno ancora. La differenza per le casse di Montecitorio sarà rilevante: quasi un milione e mezzo di euro all’anno “. La domanda nasce spontanea: “Trattare gli aumenti stipendiali degli insegnanti al pari di quelli dei commessi parlamentari è possibile ? “



Aldo Domenico Ficara

Scuola vincitrice della RoboCup Jr non può andare alle finali mondiali in Giappone per mancanza di soldi



L'Itt Giorgi di Brindisi ha vinto la fase nazionale del concorso di robotica (RoboCup Jr), patrocinato dal ministero dell'Istruzione. Ma non ha preso parte alle finali mondiali in Giappone. Il motivo che ha impedito la partecipazione alla gara nipponica è l'impossibilità di  trovare 14mila euro per l'iscrizione e il viaggio dei tre studenti e dei due professori che hanno progettato il robot. Il robot è capace di esplorare autonomamente scenari che riproducono l’interno di edifici colpiti da terremoti o incendi.  A tal riguardo dalle pagine de Il Fatto Quotidiano si scrive: “ Troppi soldi per le casse del Giorgi, nessuna azienda disponibile a finanziare la trasferta e il Miur, pare, all’oscuro di tutto “.




Aldo Domenico Ficara

domenica 30 luglio 2017

La Scuola Svizzera di Milano sconsiglia l'iscrizione agli studenti affetti da disturbi dell'apprendimento e ai disabili



La Scuola Svizzera di via Appiani a Milano per il nuovo anno scolastico "sconsiglia" l'iscrizione agli "studenti affetti da disturbi dell'apprendimento e ai disabili", e scatta subito la polemica. Infatti, un comma del regolamento della scuola ha scatenato l'indignazione generale e ha subito smosso il ministero dell'Istruzione. A tal riguardo La Ministra Valeria Fedeli dichiara:  "Stiamo facendo tutte le verifiche del caso e poi valuteremo se ci sono i margini per una azione legale nei confronti della Scuola Svizzera di Milano".  In un articolo pubblicato su Il Giornale si scrive: " L'istituto privato non parificato, aperto un secolo fa, ha approvato a maggio un nuovo regolamento che contiene una norma tacciata di discriminazione. L'articolo incriminato recita: "Essendo la Scuola Svizzera impegnativa e multilingue, non è ottimale per studenti affetti da disturbi dell'apprendimento, quali: dislessia, discalculia, Adhs, Sindrome di Asperger, autismo e disturbi comportamentali". Ma il Consiglio della scuola, ha aggiunto nel regolamento anche un altro punto altrettanto controverso: "Essendo l'edificio su più livelli, privo di ascensore, non è altresì una scuola adatta a studenti con gravi handicap motori". Dalla scuola si difendono, specificando che i punti contestati del regolamento non hanno lo scopo di escludere qualcuno dall'iscrizione, ma vanno interpretati come meri "consigli che si ispirano alla cultura protestante da cui veniamo, in cui le cose si dicono chiare".


Aldo Domenico Ficara

La lingua italiana e le parole d’amore

di Filomena Fuduli Sorrentino


La vita è una ciliegia. La morte il suo nòcciolo. L'amore il ciliegio. – Jacques Prévert (da Chanson du mois de mai)

Ti amo VS ti voglio bene
Strano come noi italiani modifichiamo il sentimento dell’amore con le parole, e come la maggior parte di noi non dica ti amo facilmente a un amico o a qualcuno dei nostri cari. Per molti italiani l’amore per definizione è un sentimento intenso tra l’amante e l’amato in un rapporto di passione, perciò, difficilmente si sente l’espressione affettiva ti amo fra maschi, salvo che non sia detto ironicamente (parlo di amicizia o relazioni tra padre e figli, per esempio, e non tra due amanti). Ti amo è un’espressione di forte sentimento e viene usata tra due amanti, due fidanzati, o con chi si ha una relazione sentimentale.

Una conversazione con una mia amica che vive a New York mi ha portata a questa riflessione sulle due espressioni d’amore usate da noi italiani: “ti amo” e “ti voglio bene”. La mia amica affermava che lei “ti amo” lo dice facilmente alla mamma e alle amiche per dimostrare l’affetto che prova per loro. Non c’è dubbio che le mamme si amano, e ci amano di più, come dice Toto Cutugno in una sua canzone che mi sta molto a cuore, perché mio figlio me l’ha dedicata al suo matrimonio. Comunque a me non viene facile dire “ti amo” alla mia mamma o altri famigliari, e per esprimere il mio affetto verso di loro uso l’espressione “ti voglio bene”, frase che, al contrario di “ti amo”, non ha connotazioni passionali o d’intimità. Questo non significa che io “ami” la mia mamma meno di chi le dice “ti amo”, ma semplicemente uso parole diverse, mentre i miei figli nati in America mi dicono “I love you”.

Quando si tratta, di essere espressivi con le persone che abbiamo a cuore, tutto dipende dalla cultura famigliare in cui siamo cresciuti. Anche se ci sono tanti italiani che dicono “ti amo” facilmente, in alcune regioni d’Italia questa voce raramente è usata con gli amici, i figli, i genitori, i fratelli e le sorelle, e l’affetto che si prova per loro si esprime, invece, con l’espressione “ti voglio bene”, letteralmente “voglio il tuo bene”. In inglese questa differenza non c’è e tutti dicono “I love you”. Ma ci sono anche espressioni come “I care for you/I feel for you” che si traducono bene con “ti voglio bene” e che significano “mi stai a cuore”. Inoltre, c’è l’espressione “I wish you well” letteralmente “ti voglio bene” ma il suo significato è un augurio di buona riuscita per un viaggio o un progetto importante, oppure un saluto di addio per una persona che parte e va via.

Quindi, se parliamo del significato culturale di queste due espressioni diverse e distinte, per gli studenti americani capire come dire “I love you” in italiano può creare confusione. Ma si può benissimo semplificare la spiegazione scrivendo la traduzione “amare” (to love) sulla lavagna e poi spiegare che questo verbo in italiano ha connotazioni diverse perché molti italiani esprimono il loro affetto con le frasi “ti amo” e “ti voglio bene”, usate in modo e in contesti distinti. Naturalmente, bisogna fare molti esempi con le due espressioni sia scritte e sia orali, e poi, per rendere la lezione più interessante, è vantaggioso includere attività ed esercizi con canzoni, poesie, e letteratura, e video YouTube, a seconda del livello degli studenti.

Sentimenti in musica
Il nostro repertorio musicale è ricco di canzoni che contengono l'espressione “ti amo”, come quella di Umberto Tozzi o Io amo di Fausto Leali. Poi ci sono le canzoni con “ti voglio bene”, come la famosa Caruso e il suo famosissimo verso “te voglio bene assai”, scritta da Lucio Dalla e cantata, tra gli altri, da Pavarotti. Le canzoni sono ottime come esercizio d’ascolto, e per paragonare e analizzare le due espressioni e il loro significato. Un’altra bellissima canzone, in napoletano, che include entrambi i termini è cantata da Massimo Ranieri, Te voglio bene assaje. Le canzoni sono un ottimo metodo d’apprendimento perché favoriscono l’acquisizione della lingua in modo divertente.
A parte la famosa frase di Prévert, riportata in apertura di questo articolo, includo anche due definizioni: 1) A-mó-re, un'etimologia falsa ma molto poetica che deriva dal latino a-mors, senza morte. È un affetto intenso, costante, e fortemente radicato per qualcuno di profonda tenerezza, o devozione. 2) Sentimento, affetto che comporta anche attrazione, forte ed esclusiva per una persona, fondata sull’istinto sessuale, che si manifesta come desiderio fisico e piacere dell’unione affettiva. – Garzanti.

Malgrado ciò, quando si parla di amore, fraterno, materno, paterno, tra amici o amanti troviamo che questa parola è tra le più usate non solo fra persone, ma anche nei romanzi, nelle poesie, e dai media. Eppure, è difficile dare una definizione universale all’amore ed essere tutti d’accordo, anche se questo sentimento è un’esperienza indispensabile che riempie e caratterizza la vita di ognuno di noi. L’amore è un sentimento d’intenso affetto che ci procura una sensazione di benessere fisico e psicologico. Sentimento espresso da una madre verso il figlio, e viceversa, o l’affetto verso il padre, il proprio fidanzato, il marito o il compagno ma può essere anche un forte sentimento verso un animale, un oggetto o un ideale: l’amore per la patria e per il proprio paese natio, oppure per la musica o l’arte. Perciò l’amore non è solo un sentimento di profondo e intenso affetto romantico e passionale, anzi può essere anche di simpatia, rivolto verso qualcosa o qualcuno, quindi, si può dire che si ama una cosa o qualcuno per dire che piace moltissimo. Anche se, quando si parla d’amore, e di cosa si ama, molto dipende dal rapporto che c’è fra le persone cui è espresso, e dal modo o dal momento in cui la frase è detta. Insomma, quando si dice "ti amo" significa che l’amore è vero, e non esprime solamente l'amore nel senso romantico o sessuale, ma anche quello affettivo. Amare vuol dire donarsi agli altri, e non si può amare se prima non s’impara ad amare se stessi.

L’amore nella letteratura
Di amore si è scritto e si scrive molto e nella letteratura italiana l'amore rappresenta un tema fondamentale. L’amore lo notiamo nel Dolce stilnovo, nato a Firenze verso la fine del 1200, il quale porta a perfezione la spiritualizzazione del sentimento dell'amore nella poesia. Gli stilnovisti erano Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti e Dante Alighieri; i maggiori esponenti della stilistica della canzone, considerata la poetica più elevata, e destinata a un pubblico colto. Nelle opere di Dante l’amore è un sentimento che attrae e unisce due persone e può assumere forme di pura spiritualità. Nei suoi capolavori, il poeta si concentra sulla descrizione dei sentimenti e delle sensazioni che l'amore che lui prova verso Beatrice, la donna-angelo idealizzata da Dante che rappresenta l'intermediario tra Dio e l’uomo. Nel terzo volume della Divina Commedia, il Paradiso, Dante concepisce l'amore come una forza spirituale che innalza l'uomo fino a Dio, e questo sentimento può essere provocato solo dagli atteggiamenti gentili e sensibili della donna amata, la quale, come un angelo è capace di innalzare l'uomo fino a Dio.
Ma l’amore non è solo gioia, spiritualità e piacere, questo sentimento può essere anche una forza crudele che travolge i cuori umani e provoca dolore.

A volte chi ama può provare ansia, gelosia o dolore fisico, e questo varia a seconda del carattere e della sensibilità delle persone, e nel momento in cui l’amore viene a mancare può recare dolore e sofferenza, creando una sensazione di vuoto che porta a ricercare qualcosa che ricompensi la mancanza, e spesso, il vuoto si colma con un’altra esperienza amorosa come possiamo leggere nei seguenti versi dell’Inferno, nel canto dedicato a Paolo e Francesca:

“Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense”.
Dante Alighieri, Inferno V , 100-108

Che significa innamorarsi
L’innamoramento ha a che fare con gli ormoni, la passione, le somiglianze nel carattere, le attitudini personali, e i bisogni da soddisfare. Innamorarsi significa rispecchiare il proprio amore nell’altro e allo stesso tempo coinvolge e sconvolge facendo provare emozioni diverse. Sull’innamoramento psicologhi e scrittori hanno versato fiumi d’inchiostro. Per saperne di più su questo tema consiglio di leggere, e di far leggere agli studenti, il libro Innamoramento e Amore del sociologo Francesco Alberoni, secondo cui ci si innamora quando si è pronti a mutare e a iniziare una nuova vita.


Articolo pubblicato su La Voce di NY http://www.lavocedinewyork.com/arts/lingua-italiana/2015/03/08/ti-amo-no-ti-voglio-bene-differenze-linguistiche-e-culturali/

Roberto Vecchioni: bisogna buttarsi a capofitto nella vita che si desidera



Tutti lo conoscono come cantautore, ma questo è solo uno degli aspetti che caratterizzano l’uomo Roberto Vecchioni. Infatti, Vecchioni  è stato professore di italiano e greco per diversi anni, attualmente è docente di "Forme di poesia in musica" presso l'Università di Pavia e tra i suoi libri più famosi citiamo "Il Grande Sogno",  "Viaggi del tempo immobile", "Le parole non le portano le cicogne", "Scacco a Dio" e "Il Mercante di Luce".  L'ultimo libro di Vecchioni dal titolo "La vita che si ama" vede come tema centrale la felicità e soprattutto la famiglia. Il titolo è ripreso da una frase che la madre gli ripeteva sempre da bambino, secondo cui bisogna buttarsi a capofitto nella vita che si desidera e non perdere mai di vista le cose che si amano. A tal riguardo Vecchioni afferma: “La felicità è vivere con tutto ciò che la vita ci dà, dalle gioie ai dolori. La serenità è vista come una pallida immagine della felicità che è riscontrabile solo nel vivere: andare contro la pioggia e la tempesta e sfidare continuamente il destino, che in realtà non esiste perché è dentro di noi “.



Aldo Domenico Ficara

sabato 29 luglio 2017

Lanciata l'iniziativa #RiscattaLaurea: campagna virale per ottenere il riscatto gratuito degli anni del corso di laurea

Parte da Napoli, ma ha già coinvolto giovani (e meno giovani) di tutta Italia la campagna del coordinamento nazionale #Riscattalaurea, che punta a ottenere il riscatto gratuito degli anni del corso di studi per tutti i laureati italiani ai fini pensionistici. I fondatori  hanno incontrato il capo dipartimento per la formazione superiore e la ricerca e il responsabile della progettazione politiche pubbliche della segreteria particolare della ministra Fedeli. Gli stessi hanno dichiarato: «Abbiamo illustrato i motivi della nostra battaglia ottenendo una prima condivisione che si è poi trasformata in un impegno a convocare un tavolo tecnico entro la prima settimana di agosto, quindi prima della pausa estiva, per discutere, con dati alla mano, della questione, ogni altra ipotesi che escluda la totalità dei laureati ci vedrebbe fermamente contrari e pronti a portare in piazza la protesta. La nostra è una battaglia che coinvolge 6 milioni di italiani». Il coordinamento ha lanciato l'iniziativa #RiscattaLaurea, una campagna virale con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica. La campagna è molto semplice: una persona nominata viene fotografata mentre ha tra le proprie mani un cartello con su scritto #Riscattalaurea; la persona, dopo aver scattato la foto, la pubblica su facebook nominando a sua volta almeno 10 amici tra i suoi contatti.


Dedicato ai Ds che esercitano la loro leadership su principi di condivisione e collegialità

In un’ottica volta a favorire condizioni di “buon governo” delle istituzioni scolastiche loro affidate, i Dirigenti scolastici possono assumere ogni comportamento utile a prevenire occasioni di conflitto valorizzando le prerogative e le deliberazioni degli Organi Collegiali, esercitando la propria leadership con modalità improntate a principi di condivisione e collegialità e ricorrendo alla forma (extracontrattuale) dell’intesa con le RSU, come premessa per garantire il miglioramento della qualità dell’offerta formativa. Peraltro, il comma 82 della legge 107/15 afferma che il DS “può” individuare sul piano organizzativo e didattico propri collaboratori. Si tratta dunque di un’opportunità e non di un obbligo, che lascia impregiudicata la possibilità del DS di fare riferimento agli Organi Collegiali nella loro completezza. È poi opportuno evidenziare che il DS non ha competenza in materia didattica. Infatti, l’articolo 25 del D.Lvo 165/2001, non abrogato dalla legge, attribuisce al dirigente solo funzioni di natura organizzativa e amministrativa (e non didattica), caratterizzandone in tal modo un profilo che la legge non ha modificato (ancora validi risultano gli artt. 4 e 5 del Regolamento). Ogni decisione riguardante l’organizzazione della didattica, ivi compreso quanto concerne le modalità di impiego a tal fine dei docenti (comma 1 art. 5 Regolamento autonomia) non può non tenere conto delle prerogative degli Organi Collegiali, prerogative che vigono nella loro integrità.

Immissioni in ruolo: i posti nelle regioni meridionali sono pari a quelli della sola Lombardia



Dalla lettura del file ministeriale sulle prossime immissioni in ruolo del personale docente emerge che alle regioni del Nord sono stati attribuiti 30.023 posti, mentre a quelle del Sud  12.794 ( poco più di un terzo rispetto al nord ). I posti assegnati al Sud  sono quasi gli stessi di quelli attribuiti alla sola regione Lombardia, cui vanno 12.688 posti. La differenza tra Settentrione e Meridione è notevole,  però non deve sorprendere a causa  dei recenti flussi  riguardanti  i trasferimenti  da Nord a Sud, ovvero per i ritorni in patria natia delle migliaia di insegnanti coinvolti nei trasferimenti obbligati da sud a nord dell'estate 2016.




Aldo Domenico Ficara

Nel 2013 quanti erano i docenti in servizio ?



Nel 2013 prima dell’arrivo de La Buona Scuola i docenti in organico di diritto erano 665.332 ( compresi docenti di sostegno ) tra i quali:

·        205.017   docenti in organico di diritto delle classi di istruzione secondaria di secondo grado ( compresi docenti di sostegno )
·        136.718  docenti in organico di diritto delle classi di istruzione secondaria di primo grado
·        309.675  docenti in organico di diritto delle classi alla scuola dell'infanzia e primaria



Aldo Domenico Ficara  

La scuola promuove d’ufficio, l’Università registra abilità gravemente deficitarie

In un articolo pubblicato su Il Bo, giornale dell’Università degli studi di Padova, riguardo le competenze delle neo matricole, si scrive: “ Il 75% degli studenti non sa dire chi fosse il Papa durante il sequestro Moro (Paolo VI), né cosa fosse Luigi Einaudi prima di diventare presidente della Repubblica o cosa sia una Corte d’assise e il 71% ignora tutto della “guerra dei sei giorni” tra Israele e alcuni stati arabi nel 1967. Sei su dieci non sanno indicare le circostanze dell’eccidio delle fosse Ardeatine. Più di sei matricole su dieci ignorano che ‘deontologia’ significa “etica professionale” (per molti potrebbe essere lo studio delle sette sataniche perché ha un suono simile a “demonologia”) e più di sette su dieci credono che Alcide De Gasperi sia stato presidente della Repubblica, mentre solo il 13% sa che Umberto I di Savoia non aveva che fare con il Risorgimento italiano. Alcune matricole sembrano sperdute di fronte alla parola “dilapidare” (vorrà dire “danneggiare le lapidi di un cimitero”?) o all’espressione “circolo virtuoso”. Per rendere più attuale la nostra analisi guarderemo alle risposte del test 2011 di Scienze politiche. In alcuni casi troviamo percentuali di risposte corrette abbastanza positive: l’89% risponde esattamente sul “bullismo”, l’83% su “attitudine”, il 64% sa cosa significa “oligopolio”. Una percentuale tra l’81% e il 95% se la cava con i congiuntivi e il 65% con la definizione di “dilapidare”, ma solo il 48% sa usare le congiunzioni in forma avversativa e due terzi dei partecipanti al test non sanno definire “circolo virtuoso”. Ugualmente problematico definire la “devianza”: solo il 35% ne è capace “.



Aldo Domenico Ficara


venerdì 28 luglio 2017

Riapriamo le scuole ad Ottobre. Fa troppo Caldo



“Riapriamo le scuole ad Ottobre. Fa troppo Caldo”. E’ questa in sintesi la proposta avanzata dall’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Latiano ( comune in provincia di Brindisi ). In un comunicato inviato alle testate locali, l'assessore comunale spiega i motivi che l’hanno portata a scrivere questo appello al Ministro della Pubblica Istruzione.  Di seguito Si riporta il testo integrale del comunicato: “Ormai da qualche anno siamo tutti consapevoli di questo cambiamento climatico che ci vede ormai assoggettati alla caratteristiche del clima tropicale. Il Sud in particolare ne è molto penalizzato. La mia preoccupazione è per i bambini, i ragazzi, gli adolescenti che a settembre inizieranno l’anno scolastico. Non ci sono nelle aule climatizzatori, come si fa a rimanere cinque ore al caldo? Come faranno a concentrarsi?

Servizio Report (RAI) contro i vaccini ( puntata del 01/10/2000 )

Oggi nel giorno dell'approvazione del decreto legge sui vaccini obbligatori si ricorda una puntata di Report del 2000 ( 17 anni fa ) proprio sui vaccini

 

Approvato il Decreto Legge sui vaccini, poi aggressione a 3 deputati del Pd salvati dalla Digos



Via libera definitivo nell'Aula della Camera al Decreto Legge in materia di vaccini, con 296 voti a favore, 92 contrari e 15 astenuti. Contro il decreto si sono espressi M5S e Lega. Ad astenersi sono stati i deputati di Si e Fdi. La proclamazione del risultato del voto è stata salutata da un lungo applauso dai banchi del Pd. Successivamente tre deputati del Pd sono stati aggrediti e insultati da alcuni dei manifestanti no-vax che stazionavano davanti a Montecitorio per protestare contro il decreto sui vaccini obbligatori. Si tratta di Elisa Mariano, Ludovico Vico e Salvatore Capone che si sono rifugiati dentro un'auto (circondata e presa a calci e pugni) e poi messi in salvo dalla Digos. A condannare l'episodio Matteo Renzi che ha detto: "Tre deputati del Pd sono stati assaliti da manifestanti No-Vaccini. Follia pura. Un abbraccio a Elisa, Ludovico e Salvatore. Noi non ci fermiamo", afferma l'ex premier su twitter.




Aldo Domenico Ficara

Aldo Domenico Ficara: chi è insegnante pendolare ha diritto a un rimborso spese



Riporto l’inizio della lettera scritta da Marcella Raiola su Repubblica nel 2015: “ ho 44 anni e faccio con passione l'insegnante pendolare da 13. Insegno Latino, Greco e materie letterarie nei licei classici della provincia di Napoli, e poche volte ho lavorato a meno di 25 chilometri da casa “. Una descrizione del pendolarismo comune alla vita di moltissimi insegnanti. Prendendo spunto dalle dichiarazioni di Walter Galbusera, segretario generale della UIL Milano e Lombardi, che ha presentato la sua proposta per risolvere il problema dei trasferimenti degli insegnanti da sud a nord: “ Chi insegna al Nord ha diritto ad uno stipendio più alto “, faccio, con tutte le precauzioni del caso, una mia proposta che vale per tutti gli insegnanti, settentrionali e meridionali. La proposta è la seguente: “Chi è insegnante pendolare ha diritto a un rimborso spese”. Infatti,  sono tante e costose le spese che deve affrontare l’insegnante pendolare, prima fra tutte il costo del carburante e della manutenzione auto.



Aldo Domenico Ficara

“La Buona Scuola”. La convinzione di Renzi

di Gianfranco Scialpi


Ho spesso trattato della “Buona Scuola”. Prima di esprimere un giudizio, Sono abituato a leggere i documenti, a reperire le fonti. Non amo le intermediazioni, che si declinano nei pensieri di terzi.  Questo approccio l'ho attuato anche con Renzi. In particolare con il suo libro "Avanti" (versione digitale). Dopo averlo letto sono stati preso da due sentimenti contrastanti: delusione per aver speso quasi dieci €, in parte stemperata dalla soddisfazione di aver capito il personaggio pubblico.   Detto questo il libro veicola decisamente lo storytelling renziano. Lui e il suo gruppo sono dalla parte del giusto, gli altri da quella sbagliata. Renzi e company sono stati chiamati a salvare il Paese dalla lentezza, dalla burocrazia...Le riforme sono tutte giuste. Non c'è mai un'autocritica sui contenuti, bensì sul metodo. Di un certo interesse il capitolo " I mille giorni". All'interno è presentato un sottocapitolo dal titolo " Quarto punto, negativo: la scuola". La sottolineatura critica è fuorviante, perché Renzi si astiene dallo scrivere che la "Buona Scuola" è una pessima legge. Se la cava scrivendo " Che cosa abbiamo sbagliato? E' ancora presto per una verifica puntuale"... "Sui temi oggetto della riforma della Buona Scuola si è combattuta una battaglia talvolta ideologica"[= da parte degli insegnanti. L'aggiunta è mia]  Il tono e soprattutto la convinzione di non aver sbagliato caratterizza tutto il sottocapitolo. Questa è resa palese quando scrive" La mia impressione è che, al netto di tutto quello che è discutibile nel merito della riforma, ciò che ha dato più fastidio sia stato il metodo" Alcune considerazioni. Il titolo del libro "Avanti" è coerente con la "Buona Scuola". Non si torna indietro! Semmai si riparte dalla Legge 107/15 e si procede. Nessun ripensamento sullo tsunami berlusconiano, caratterizzato da un prelievo forzoso di 24 miliardi di €, e neanche degli otto promessi in restituzione (2009). Nessun ripristino del tempo pieno secondo la 820/71 con la reintroduzione delle compresenze, così utili per favorire l'inclusione. Nel libro si parla genericamente di potenziamento di questo tipo di organizzazione. Niente più! Renzi sorvola su   due errori: il mantenimento delle classi pollaio e l'istituzionalizzazione di quelle superpollaio, quest'ultime introdotte con la legge di stabilità del 2015 che impedisce ai Dirigenti Scolastici di nominare il supplente in caso di assenza di un giorno del titolare.   Inoltre nel libro si parla sempre di somme, mai di quanto va in tasca al singolo docente. Penso ai compensi irrisori dei commissari d'esame per il concorso-scuola, all'esigua cifra netta percepita dai meritevoli e per finire ai tanti incarichi gratuiti ( Animatori  Digitali, team dell'innovazione...). Concludo. La "Buona Scuola" è interamente inserita nella logica berlusconiana, che la sinistra ha gradualmente accolto, grazie a D'Alema e Veltroni (1995-2000). Renzi non fa che raccogliere i frutti di questa svolta a destra della sinistra. E il suo libro non poteva che confermarla, anche se il lavoro contiene un capitolo dedicato al "Futuro della sinistra", caratterizzato da tante belle parole, contraddette dai provvedimenti e dalle conferme " a destra" del suo governo.


Segnalazioni di accrediti per importi inferiori a quanto specificato nel cedolino stipendiale - rata di luglio 2017



Si riporta, dopo la segnalazione di una nostra lettrice, un comunicato del portale NoiPA: “ Pervengono, attraverso i canali di assistenza e la pagina Facebook NoiPA, segnalazioni da parte di amministrati, titolari di conti correnti con Istituti Bancari appartenenti al  Gruppo  Intesa San Paolo, che lamentano di aver ricevuto l'accredito delle competenze del mese di luglio 2017 per un importo inferiore a quello presente nel cedolino stipendiale.  A seguito di verifica congiunta con Banca d'Italia, si precisa che i bonifici effettuati dall'Istituto stesso sono stati eseguiti esattamente per gli importi comunicati dal sistema NoiPA e coincidenti con quanto riportato come netto nel cedolino delle competenze. Pertanto, eventuali accrediti relativi a "Stipendio o pensione  " per somme inferiori all'importo presente nel cedolino sono riferibili esclusivamente ad operazioni disposte dai circuiti bancari di appartenenza.  Si sta procedendo ad una richiesta ufficiale a Banca d'Italia per verificare la correttezza, sulla base della normativa bancaria, ad effettuare  trattenute - e a quale titolo - sugli importi erogati dal sistema NoiPA senza registrare apposite e separate scritture contabili “.  Cosa dire sull’argomento: Gli stipendi degli insegnanti già non godono di buona salute, se poi ci si mettono anche le banche ……………..




Aldo Domenico Ficara

Rimborsi Irpef a partire dal cedolino di luglio



Oggi arriva un messaggio di una collega che chiede informazioni sul rimborsi Irpef,  che non ha visto nel cedolino di luglio. Cerchiamo di fare chiarezza in merito. Il rimborso Irpef si riferisce a quelle imposte pagate in più dal contribuente, che viene restituito, dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi 2017 con il 730 e redditi ex Unico. Nel momento in cui si fa la dichiarazione si possono, infatti, portare a detrazione o deduzione le spese sostenute per conto proprio o per i familiari a carico. Se tali spese risultano essere superiori all'imposta Irpef dovuta, si potrà vantare un credito che potrà essere utilizzato per pagare altre tasse e tributi oppure da richiedere come rimborso Irpef all'Agenzia delle Entrate. Per i lavoratori dipendenti o assimilati il rimborso dovrebbe arrivare nella busta paga di luglio, mentre per i pensionati ad agosto. Se la dichiarazione dovesse far emergere al contrario un debito, allora, verrà trattenuto dalla retribuzione di competenza del mese di luglio. Però se il modello 730 risulta incoerente rispetto ai criteri, fissati dalla stessa Agenzia delle Entrate, ma anche nel caso in cui i rimborsi siano superiori a 4mila euro, per effetto delle verifiche si allungheranno anche i tempi di accredito del rimborso

giovedì 27 luglio 2017

Walter Galbusera: chi insegna al Nord ha diritto ad uno stipendio più alto



Il segretario generale della UIL Milano e Lombardia, Walter Galbusera, ha presentato la sua proposta per risolvere il problema dei trasferimenti degli insegnanti da sud a nord. La ricetta è: Chi insegna al Nord ha diritto ad uno stipendio più alto. A tal riguardo in un articolo pubblicato su “ Notizie e Informazioni “ si scrive: “ Come noto uno dei problemi della scuola italiana è legato allo squilibrio che c’è tra i posti vacanti al Nord e al Sud. Infatti, dal momento che la maggior parte degli insegnanti ha origini meridionali, sono pochi quelli che accettano di lavorare nelle Regioni del Nord. E in molti casi anche chi accetta una cattedra di ruolo poi utilizza l’assegnazione provvisoria per avvicinarsi a casa “. Sicuramente bisogna fare i conti, soprattutto quelli elettorali,  con gli insegnanti che lavorano al sud.




Aldo Domenico Ficara

La scuola non è ultima nelle retribuzioni dei dipendenti pubblici: ci sono le Autonomie locali


Gianni Barbacetto corregge Simona Malpezzi: Non si dice ‘padri costituzionali‘, ma ‘costituenti'



La parlamentare Simona Malpezzi, neo capo dipartimento scuola del Partito Democratico, mentre dialogava  con il giornalista Gianni Barbacetto nella trasmissione televisiva "L'aria che tira estate"  ha detto: "Erano nati con un significato diverso come fu stabilito dai nostri padri costituzionali". Una gaffe  non recuperabile ( errare è umano ), dato che i padri a cui ha fatto riferimento l'esponente PD erano "costituenti" e non costituzionali.  A questo punto lo stesso Barbacetto corregge la Malpezzi  con queste parole: "Non si dice ‘padri costituzionali‘, ma ‘costituenti': cara "prof", impari a parlare!".  Su questo piccolo incidente linguistico il quotidiano Il Giornale scrive: “ la responsabile Scuola del Pd ha "abbassato la cresta", chiedendo scusa per l'errore. Sono contenta della correzione, perché nell’enfasi non me ne sono accorta, quindi, chiedo scusa. È un concetto che conosco. Mi fa piacere che lei me l’abbia fatto notare, così il suo giornale eviterà domani di farmi magari anche il video su questo".


Aldo Domenico Ficara


Qui sotto il video:


Insegnante scrive frasi volgari alla lavagna. Ora in attesa di decisioni disciplinari dal provveditorato





Sulle pagine de La Stampa  si scrive: “ Una frase da completare: lettere e puntini da riempire. Una frase volgare, come se ne leggono nei bagni pubblici, fra disegnini osceni, offerte e richieste di sesso e numeri di telefono connessi. Quella che però non ti aspetti di vedere sulla lavagna di una scuola e per giunta durante la lezione di inglese. E quel che è peggio è che a scriverla è stata la professoressa, che si sofferma e leggerne le prime parole: r...ti...in...per poi passare oltre. Tralascia le altre lettere, gli altri spazi: c...o. Uno degli studenti registra tutto con il telefonino: le immagini scorrono impietose, si soffermano sulle parole che ci sono e su quelle che mancano per completare il senso “. In altre parole una insegnante si lascia andare in atteggiamenti poco giustificabili per chi sta dietro ad una cattedra. Episodi che vengono subito immortalati da un telefonino, diventando di pubblico dominio. Quando si fa lezione si deve dare importanza, oltre ai contenuti veicolati, anche alla forma con cui tali contenuti sono divulgati.. Ora la professoressa, che ha 56 anni ed è al primo anno di insegnamento nella scuola è in malattia, in attesa delle decisioni disciplinari da parte della direzione scolastica e del Provveditorato che è stato immediatamente informato.



Aldo Domenico Ficara. 

martedì 25 luglio 2017

Guerra tra poveri: da una parte i vincitori di concorso dall’altra i vincitori di ricorso



A Salerno i 500 vincitori del concorso a cattedra 2016 resteranno  senza l’immissione in ruolo  perché i colleghi che hanno vinto il ricorso contro il tanto chiacchierato algoritmo de La Buona Scuola che li aveva inviati ( un anno fa il termine coniato fu  "deportati " ) al nord, su disposizione giudiziaria, prenderanno proprio quei posti.  “ Il Fatto Quotidiano” definisce la vicenda come una “guerra tra poveri”, ovvero un contendere tra docenti vincitori del ricorso contro l’algoritmo sulla mobilità e i vincitori di concorso. Forse sarebbe stato più equo dividere possibilità con una specie di doppio canale provinciale, concedendo 250 posti ai docenti rientranti al sud e 250 posti destinati ai docenti vincitori di un concorso  che le cronache hanno definito particolarmente difficoltoso.




Aldo Domenico Ficara

500 milioni di euro alle scuole paritarie: la scuola statale soffre

Il sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi, rende noto che  sono in arrivo i contributi alle scuole paritarie, per un importo complessivo di circa 500 milioni di euro. Contributi alle singole scuole per 494.221.795 euro  che rappresentano i fondi destinati alle scuole paritarie ai quali vanno ad aggiungersi i 23,4 milioni per gli alunni con disabilità e i 50 milioni per le scuoledell'infanzia. A tal riguardo Toccafondi dichiara: " Soprattutto è bene ricordare che il Sistema delle scuole paritarie è scuola a tutti gli effetti e rappresenta la seconda gamba del Sistema Istruzione, ponendosi come obiettivo prioritario proprio l’espansione dell’offerta formativa e la conseguente generalizzazione della domanda di istruzione dall’infanzia lungo tutto l’arco della vita. Abbiamo combattuto e continueremo a combattere quelle scuole che chiamiamo “diplomifici” tese a rilasciare diplomi senza corrispondere ai requisiti della legge. Con questa dotazione finanziaria, oggi, finalmente la seconda gamba del sistema può funzionare a pieno regime".


Aldo Domenico Ficara

lunedì 24 luglio 2017

Alex Corlazzoli corregge Maria Elena Boschi: non si dice scuola “materna” ma scuola “dell’infanzia” .



Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità , durante la conferenza stampa svolta nei giorni scorsi a palazzo Chigi sull’edilizia scolastica ha detto: “Noi sappiamo che il patrimonio immobiliare delle scuole in Italia dalla materna alle superiori è di oltre 42mila edifici”. A questo punto scatta la correzione di Alex Corlazzoli che dalle pagine de Il Fatto Quotidiano scrive: “ Che c’è di strano? Dov’è l’errore? Chi non si occupa di scuola potrebbe anche non accorgersi così come molti non badavano fino a qualche tempo fa alla differenza tra ministro e ministra,  ma chi mastica la materia si sarà accorto che la sottosegretaria è rimasta ai primi del Novecento dimenticando che dal 2003 con la Legge 53 si è passati dal concetto di scuola “materna” a quello di scuola “dell’infanzia” “.



Aldo Domenico Ficara


Gossip scolastico: Marco Campione e la pace FB tra Simona Malpezzi e Lucio Ficara

Riportiamo una discussione su Facebook in cui si cerca una distensione dei rapporti mediatici tra Simona Malpezzi, neo coordinatrice del dipartimento scuola della segreteria del Partito democratico e Lucio Ficara, redattore de La Tecnica della Scuola e editor della pagina Facebook di Regolarità e Trasparenza nella Scuola. Un far pace, caldeggiato da Marco Campione (capo della segreteria dell’ex Sottosegretario MIUR D. Faraone ) che si auspica, nell'ambito di un confronto costruttivo, possa essere foriero di buone nuove per tutto il sistema scolastico nazionale. Di seguito si riporta la discussione su Facebook

Marco Campione
Lucio Ficara non cambiare discorso. Perché Simona si è comportata pessimamente? Diccelo così andiamo a dormire tranquilli
Lucio Ficara
Perchè chiese pubblicamente di essere cancellata dalle mie amicizie e perché non voleva avere più rapporti con me
Marco Campione
Lucio Ficara lesa maestà quindi?
Simona Flavia Malpezzi
Lucio Ficara forse perché aveva scritto falsità? Di norma sono le bugie a farmi scatenare.
Lucio Ficara
No...ma se permetti ci sono rimasto male...
Lucio Ficara
NO, nessuna falsità!! Avevo solo chiesto nel post se la dichiarazione fatta da Simona Malpezzi era credibile o demagogica
Marco Campione
Ok. Ci sei rimasto male. Capita. Immagino non sarà stata né la prima né l'ultima volta. Ma questo non vuol dire comportarsi male
Simona Flavia Malpezzi
Allora facciamo così: lei mi promette che scriverà sempre e solo il vero (non le libere interpretazioni) e io dico qui davanti a tutti che sono contenta di ricevere i suoi commenti e di averla tra le mie amicizie. Ci sta?
Lucio Ficara
Io ci sto...
Simona Flavia Malpezzi
Perfetto.
Lucio Ficara
Comunque io non scrivo falsità...Tra le altre cose scrivo di normativa e mi pare che sulla legislazione non si possa scrivere che oggettivamente
Lucio Ficara
Poi sulla Malpezzi in particolare ho sempre scritto e nessuno a mai contestato una virgola...Anche quando ho scritto su Campione, mi pare tutto ok!!!
Marco Campione
La mia buona azione quotidiana l'ho fatta: far fare pace a Malpezzi e Ficara
Marco Campione
Vado a letto sollevato