giovedì 13 aprile 2017

Elena Donazzan: oltre titolo di studio e capacità didattica anche un giudizio sulla probità e moralità del docente

Comunicato stampa N° 541 del 12/04/2017
(AVN) - Venezia, 12 aprile 2017

Sul caso riportato dalla stampa dell’insegnante dell’istituto Rossi di Vicenza, l’assessore regionale alla scuola, Elena Donazzan, interpella la direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale, Daniela Beltrame. 

Attraverso la direttrice, l'Assessore si rivolge anche al Ministro Valeria Fedeli proponendole "di avviare una riflessione più approfondita sul reclutamento degli insegnanti – scrive Elena Donazzan - Unitamente al titolo di studio, alla valutazione sulla capacità didattica, credo debba esserci anche un giudizio sulla probità e moralità del docente. Essere docenti è una vocazione e comporta un rispetto di sè e degli altri altissimo, tanto da essere da esempio di autorevolezza soprattutto verso i giovani e verso le loro famiglie. Solo così restituiremo il ruolo che merita la figura del docente nella società”.

Nel frattempo, l’assessore regionale ha chiesto formalmente alla direttrice Beltrame di intervenire sul caso specifico per “verificare l’accaduto”, “il percorso del docente” e “il comportamento tenuto nelle scuole dove è stato chiamato a prestare il proprio servizio”.

“Mi chiedo se non fosse possibile prevenire tale scabrosa situazione – domanda l’assessore -  se non si potesse comprendere che quella persona non era esattamente la più indicata ad insegnare”. “Da quanto ho potuto desumere – ricostruisce Donazzan - sono stati alcuni studenti a far emergere i tratti scabrosi della vita del docente, facendo veicolare le immagini”.

Una reazione, quella degli studenti , che l’assessore interpreta come “una denuncia corale, quasi a chiedere agli adulti, a noi adulti responsabili del loro percorso educativo, di intervenire a fronte di una situazione inaccettabile”.

“Ai nostri ragazzi chiediamo correttezza nei comportamenti e non solo raggiungimento dei risultati attesi dal percorso formativo – conclude la referente delle politiche regionali per l’istruzione e la formazione – Tutti cerchiamo di difendere la scuola come istituzione educativa, e quindi la sua dignità ed onorabilità. Se vogliamo però tutelare la professionalità dei docenti e valorizzare il loro ruolo nella società non dobbiamo, né possiamo, soprassedere ad una riflessione più approfondita del pur doveroso e duro giudizio sul caso specifico. Ecco perché intendo portare all’attenzione del ministero l’esigenza di riflettere meglio, in modo più approfondito, sui requisiti necessari per diventare maestro o professore e sulle modalità di reclutamento del corpo docenti”.

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